Concetti Chiave
- Gli archi di trionfo romani, originariamente provvisori, celebrare il ritorno di eserciti vittoriosi, come l'Arco di Tito per la conquista di Gerusalemme.
- Le tombe sepolcrali monumentali fuori dalle città comunicavano la posizione sociale delle famiglie patrizie, tramite stile e dimensioni, ai viaggiatori.
- La Colonna Traiana, inaugurata nel 113 d.C., è un capolavoro che celebra le vittorie militari dell'imperatore sui Daci.
- Il fregio della Colonna racconta la spedizione militare in 155 scene realistiche, con Traiano come protagonista sempre sereno e determinato.
- La progettazione della Colonna è attribuita ad Apollodoro di Damasco, architetto di fiducia di Traiano, e ne sottolinea l'importanza storica e culturale.
La funzione degli archi di trionfo
La funzione celebrativa dell’arte romana è particolarmente evidente negli archi di trionfo. In origine erano costruzioni provvisorie, innalzate per celebrare il ritorno in città di un esercito vittorioso; solo in seguito furono edificati in solido marmo. L’Arco di Tito, ad esempio, fu eretto per commemorare la conquista di Gerusalemme (70 d.C.) da parte dei soldati guidati dall’imperatore Tito.
L'autocelebrazione nelle tombe sepolcrali
Spesso l’intento autocelebrativo dell’architettura romana si manifestava ai viaggiatori ancor prima che questi accedessero alla città: fuori dalle mura, infatti, essi potevano ammirare monumentali tombe sepolcrali. Attraverso queste maestose costruzioni le grandi famiglie patrizie si rivolgevano a tutti coloro che entravano o uscivano dalle città. La collocazione, lo stile architettonico e le dimensioni della tomba, come pure le forme decorative e i materiali impiegati, indicavano chiaramente quale posizione sociale avesse raggiunto il defunto. Un lungo racconto di guerra
Qual è il significato della Colonna Traiana?
Tra i capolavori dell’arte romana la Colonna Traiana è forse il monumento più carico di significati. Nel basamento cubico, una piccola cella accoglieva le ceneri dell’imperatore Traiano; lungo il fusto sono celebrate le grandi imprese militari che l’avevano visto protagonista. La sua posizione nel centro del foro ricordava a tutti i Romani i colossali lavori intrapresi dall’imperatore per abbellire la città. Probabilmente opera di Apollodoro di Damasco, l’architetto di fiducia dell’imperatore, la colonna fu inaugurata nel 113 d.C. per celebrare le vittorie di Traiano sui Daci (l’antica popolazione della Romania). La sua superficie è interamente ricoperta da un bassorilievo lungo circa 200 metri, scolpito sulla colonna quando questa era già stata montata.
Il racconto scolpito nel marmo
Il fregio, come un morbido nastro che avvolge il fusto, racconta le varie fasi della spedizione militare: la preparazione, il difficile viaggio di avvicinamento, la costruzione di ponti e di fortificazioni, le sanguinose battaglie, fino alla sconfitta finale del nemico. Il racconto si sussegue per 155 scene, come fosse un film fissato nel marmo. Le vicende sono descritte in modo realistico, con qualche semplificazione: i personaggi principali, ad esempio, vengono leggermente ingranditi e gli oggetti risultano in scala minore rispetto alla realtà. Il vero protagonista della storia è naturalmente Traiano che, ritratto per ben 58 volte, appare sempre sereno e determinato.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione principale degli archi di trionfo nell'arte romana?
- Come si manifestava l'autocelebrazione delle famiglie patrizie attraverso le tombe sepolcrali?
- Qual è il significato e la peculiarità della Colonna Traiana?
Gli archi di trionfo avevano una funzione celebrativa, inizialmente come costruzioni provvisorie per festeggiare il ritorno di un esercito vittorioso, come dimostra l'Arco di Tito, eretto per commemorare la conquista di Gerusalemme (70 d.C.).
Le tombe sepolcrali monumentali, situate all'esterno delle città, servivano a comunicare la posizione sociale del defunto, attraverso la loro collocazione, stile architettonico e dimensioni, rivolgendosi ai viaggiatori in ingresso e uscita.
La Colonna Traiana, inaugurata nel 113 d.C., celebra le vittorie di Traiano sui Daci e presenta un fregio lungo 200 metri che narra le fasi della spedizione militare, con Traiano ritratto 58 volte come protagonista sereno e determinato.