L’architettura XIX secolo
La Rivoluzione industriale comportò una serie di conseguenze anche sul piano dell’architettura e dell’urbanistica. Materiali come il ferro, l’acciaio e il vetro, che poterono essere largamente impiegati nelle costruzioni, determinavano vistosi cambiamenti per quanto riguarda le modalità del costruire e la tipologia degli edifici.
Le grandi Esposizioni Universali di quegli anni favorirono la costruzione di ponti, strade ferrate, stazioni, per cui si determinò una crisi della tradizionale figura dell’architetto. Accanto a lui si faceva strada una nuova figura professionale: quella dell’ingegnere.
In questo ambito un ruolo di precursore appartiene al progettista Joseph Paxton che nel 1851 costruì a Londra quello che venne subito definito il Palazzo di Cristallo, costituito esclusivamente da elementi prefabbricati di ferro e di vetro, per l’Esposizione Universale di quell’anno.
L’architettura degli architetti-ingegneri ebbe seguito in Francia, dove il Palais de l’Industrie per l’Esposizione Universale di Parigi del 1855 è una replica del Palazzo di Cristallo londinese.
L’uso dei nuovi materiali in architettura si andava diffondendo anche per la diminuzione dei costi.
Henri Labrouste nel 1868 costruì la sala di lettura della Bibliothèque Nationale di Parigi servendosi del metallo.
Sempre a Parigi fu progettata da Gustave Eiffel per l’Esposizione Universale del 1889, la Tour Eiffel. Fu inizialmente molto criticata per la sua presunta mancanza di stile, e in seguito considerata come uno dei più importanti simboli parigini.
I nuovi materiali arrivarono anche in Italia. Città capofila fu Milano, dove l’architetto Giuseppe Mengoni realizzò la Galleria Vittorio Emanuele II. La tipologia della galleria, funzionale allo sviluppo economico, ebbe larga diffusione nell’Italia ottocentesca.
Le altre gallerie realizzate in varie città italiane nel secondo 800 prendono spunto dal modello milanese.
Sorsero così la Galleria Mazzini di Genova (1871), la Galleria Sciarra a Roma (1885-1888), e a Napoli la Galleria Principe (1876-1883) e la Galleria Umberto I.
Si isola per la sua originalità l’opera di Alessandro Antonelli. Egli ebbe modo di prendere in considerazione le nuove realizzazioni in ferro e vetro degli architetti novatori, condividendone gli obiettivi arditi e il desiderio di superare i limiti, ma sulla base dell’impiego dei materiali tradizionali.
Anticipazione del riassunto
Per accedere agli appunti integrali dove troverai il riassunto comprensivo di:
- Rivoluzione Industriale
- Esposizioni Universali (EXPO)
- Palazzo di Cristallo
- Palais de l’Industrie
- Bibliotheque Nationale
- Tour Eiffel
- Galleria Vittorio Emanuele II
- Alessandro Antonelli - Cupola di San Gaudenzio e Mole torinese
- Viollet - le - duc - Cattedrale di Notre Dame de Paris
- John Ruskin - leggi pratiche dell’architettura
- Gothic Revival - Strawberry Hill, Schinkel (Duomo sull’acqua), Duomo di Colonia
Ecco un'anticipazione del riassunto con cui potrete sicuramente studiare in maniera semplice, veloce e sicura per prendere un ottimo voto come ho fatto io:
La Rivoluzione industriale comportò una serie di conseguenze anche sul piano dell’architettura e dell’urbanistica. Materiali come il ferro, l’acciaio e il vetro, che poterono essere largamente impiegati nelle costruzioni determinavano vistosi cambiamenti per quanto riguarda le modalità del costruire e la tipologia degli edifici.
Le grandi Esposizioni Universali di quegli anni favorirono la costruzione di ponti, strade ferrate, stazioni, per cui si determinò una crisi della tradizionale figura dell’architetto. Accanto a lui si faceva strada una nuova figura professionale: quella dell’ingegnere.
In questo ambito un ruolo di precursore appartiene al progettista Joseph Paxton che nel 1851 costruì a Londra quello che venne subito definito il Palazzo di Cristallo, costituito esclusivamente da elementi prefabbricati di ferro e di vetro, per l’Esposizione Universale di quell’anno.