Cartografia nell'antica Grecia
- Pratica: esigenza di mettere per iscritto il profilo del Mediterraneo per registrare le colonie.
- Filosofica: studio della forma della Terra – Eratostene stila una carta in base a principi astronomici e costruendo un reticolo geografico in cui inserisce le terre emerse da lui conosciute.
L'età romana
I romani non aggiungono nulla sulla distribuzione delle terre e delle acque rispetto alle carte greche, a dimostrazione del loro disinteresse per gli aspetti teoretici; non ci sono speculazioni sulla proiezione in piano della superficie sferica della Terra, ma ci si limita alla misurazione delle terre.
Il sapere geocartografico è finalizzato ad esigenze pratiche (militari, commerciali, amministrative). Si creano mappe catastali, mappe topografiche, carte militari, carte itinerarie e mappe stradali.
Si definiscono itineraria adnotata quei documenti descrittivi non figurati utili per lo spostamento da una regione all'altra: vengono indicati i luoghi di tappa e le distanze fra luoghi.
Si definiscono itineraria picta quei documenti descrittivi figurativi come la Tabula Peutingeriana (da Konrad Peutinger, l'antiquario che l'ha conservata dal 1500), oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Vienna:
- È una copia della Carta Itineraria Militare Romana voluta da Teodosio, databile fra il 380-395 d.C.
- È formata da 12 fogli (il primo, il frontespizio, è smarrito) uniti (per un totale di 7,40 m x 34 cm).
- Ha un'impostazione italocentrica (5 fogli/12): non rappresenta la parte settentrionale di Europa e Asia né la parte centrale e meridionale dell'Africa.
- Oggetto principale della rappresentazione sono le strade: sono segnate le distanze fra i luoghi di sosta, ognuno indicato con un simbolo evocativo caratteristico (le strade partono da Roma, rappresentata simbolicamente).
- Gli elementi naturali sono schematizzati e non indicano realmente la loro posizione (montagne come cordoli).
N.b. Non sappiamo quanto questa carta sia fedele all'originale romano; gli interventi in età medievale sono ricorrenti.
Scopo
La carta riconduce alla finalità pratica del viaggio, ma la superficie rappresentata è troppo estesa per essere utilizzata per normali spostamenti: può essere una carta militare o una carta per l'amministrazione pubblica, per esempio del servizio delle poste romane.
L'eredità che il medioevo riceve
L'eredità che il medioevo riceve è costituita da 4 elementi:
- Tradizione greco-romana, attinta dai testi tardo imperiali e romano cristiani.
- Tradizione orientale: racconti leggendari che veicolano informazioni geografiche su paesi lontani.
- Tradizione biblica: di tipo cosmologico.
- Tradizione germanica.
Le rappresentazioni cosmologiche derivate dalla tradizione biblica e quella greco-romana (entrambe conservate nei monasteri) sono divergenti (terra piatta-terra sferica); le contraddizioni vengono occultate: la terra è piatta quando si parla di ecumene abitabile, sferica se la si inserisce in un contesto astronomico.
Le mappaemundi
La maggior parte delle mappaemundi sono state prodotte con il fine di illustrare gli eventi più significativi della storia cristiana (è quindi una rappresentazione parziale della realtà).
L'elemento biblico fa sì che al centro delle mappaemundi venga collocata Gerusalemme, disegnata con dimensioni molto enfatizzate (sono presenti quindi all'interno della stessa carta scale differenti), l'arca di Noè, le raffigurazioni di Adamo ed Eva e della Torre di Babele.
Queste carte sono spesso inserite all'interno di testi per illustrarne il contenuto in maniera più semplice ed efficace. Gli autori delle mappe mundi non si possono definire cartografi in senso stretto, a differenza degli autori di carte nautiche; sono più che altro studiosi eruditi.
Ci sono quattro tipologie di mappe mundi:
- Mappae mundi tripartite (di T in O): sono rappresentazioni molto schematiche, che dopo il mille si arricchiscono di illustrazioni e parti grafiche scritte. La T rappresenta il corpo di Cristo in croce, il cerchio simboleggia la perfezione del mondo. Al centro della rappresentazione trova collocazione Gerusalemme, con proporzioni enfatizzate; le parti marginali sono di minore importanza: la funzione principale di questa carta è dunque quella simbolica. È un modello che dura e si mantiene per diversi secoli accanto ad altri tipi più moderni di produzione cartografica (fino al 400) – mappae mundi di Sallustio.
- Mappa zonale: schema differente dal precedente, ha il nord in alto, e vengono rappresentate le 5 zone climatiche che seguono i paralleli. La terra viene così divisa in 5 grandi fasce a zona che si distinguono per il clima. Es. La zona temperata è quella a nord delle terre del Mediterraneo – in Somnius Scipionis di Macrobio.
- Mappae mundi quadripartite: si riconosce la T ma anche la divisione per fasce climatiche. Qui particolari geografici affiancano i contenuti biblici. L'est è in alto, l'oceano circonda le terre, l'Asia, l'Africa (ridotta alla Libia) e l'Europa. I particolari rappresentati hanno collocazione generale (fiumi); le montagne sono cordoli. - Apocalisse di Beato di Liebana.
- Mappe di transizione: carte non collocabili in nessuna delle tre tipologie precedenti, prodotte per lo più alla fine del medioevo. Fra queste rientrano il mappamondo della cattedrale di Hereford: è il più grande mappamondo medievale pervenutoci. È una carta ricchissima di illustrazioni sia bibliche che di storia romana: è rappresentato Augusto come papa, in alto ci sono scene del giudizio universale. I luoghi geografici rappresentati sono i più significativi della storia romana, degli apostoli e dei pellegrinaggi. La T della prima tipologia, così come lo schema circolare, lasciano ancora una traccia. Una delle più grandi mappae mundi è quella della cattedrale di Ebstorf: fu ritrovata all'inizio dell'800, ma andò distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Questo documento viene datato all'inizio del 200 e l'autore dovrebbe essere un certo Gervasio di Ebstorf. Il Cristo definisce l'orientamento della carta, con la testa ad est, i piedi ad ovest e le mani sull'asse nord sud: Cristo che abbraccia simbolicamente il mondo. Roma è rappresentata da un leone.
Cartografia nell'antica Grecia
Cartografia nell'antica Grecia tradizione greco-romana, attinta dai testi tardo.
- Pratica: esigenza di mettere per iscritto il profilo del imperiali e romano cristiani seguono i paralleli. La terra viene così divisa Mediterraneo per registrare le colonie.
- Tradizione orientale: racconti leggendari che veicolano in 5 grandi fasce a zona che si distinguono.
- Filosofica: studio della forma della Terra – Eratostene informazioni geografiche su paesi lontani per il clima. Es. La zona temperata è quella a.
- Stila una carta in base a principi astronomici e tradizione biblica: di tipo cosmologico nord delle terre del Mediterraneo – in costruendo un reticolo geografico in cui inserisce le.
- Tradizione germanica somnius scipionis di Macrobio terre emerse da lui conosciute. Le rappresentazioni cosmologiche derivate dalla tradizione biblica e.
- Mappae mundi quadripartite: si riconosce la T quella greco-romana (entrambe conservate nei monasteri) sono.
L'età romana
Divergenti (terra piatta-terra sferica); le contraddizioni vengono ma anche la divisione per fasce climatiche.
I romani non aggiungono nulla sulla distribuzione delle terre e delle occultate: la terra è piatta quando si parla di ecumene abitabile, sferica Qui particolari geografici affiancano i acque rispetto alle carte greche, a dimostrazione del loro disinteresse se la si inserisce in un contesto astronomico. contenuti biblici.
L'est è in alto, l'oceano per gli aspetti teoretici; non ci sono speculazioni sulla proiezione in circonda le terre, l'Asia, l'Africa (ridotta alla piano della superficie sferica della Terra, ma ci si limita alla.
Le mappaemundi
Misurazione delle terre. Il sapere geocartografico è finalizzato ad Libia) e l'Europa. I particolari rappresentati.
La maggior parte delle mappaemundi sono state prodotte esigenze pratiche (militari, commerciali, amministrative). Si creano hanno collocazione generale (fiumi); le con il fine di illustrare gli eventi più significativi della storia mappe catastali, mappe topografiche, carte militari, carte itinerarie e montagne sono cordoli. - Apocalisse di Beato cristiana (è quindi una rappresentazione parziale della mappe stradali. di Liebana realtà).
L'elemento biblico fa sì che al centro delle.
Si definiscono itineraria adnotata quei documenti descrittivi non figurati.
- Mappe di transizione: carte non collocabili in utili per lo spostamento da una regione all'altra: vengono indicati i mappaemundi venga collocata Gerusalemme, disegnata con luoghi di tappa e le distanze fra luoghi. nessuna delle tre tipologie precedenti, dimensioni molto enfatizzate (sono presenti quindi.
Si definiscono itineraria picta quei documenti descrittivi figurativi come prodotte per lo più alla fine del medioevo. Fra all'interno della stessa carta scale differenti), l'arca di Noè, la Tabula Peutingeriana (da Konrad Peutinger, l'antiquario che l'ha queste rientrano il mappamondo della le raffigurazioni di Adamo ed Eva e della Torre di Babele.
Conservata dal 1500), oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di cattedrale di Hereford: è il più grande Queste carte sono spesso inserite all'interno di testi per Vienna: mappamondo medievale pervenutoci. È una.
- È una copia della Carta Itineraria Militare Romana illustrarne il contenuto in maniera più semplice ed efficace.
- Voluta da Teodosio, databile fra il 380-395 d.C carta ricchissima di illustrazioni sia bibliche.
Gli autori delle mappe mundi non si possono definire.
- È formata da 12 fogli (il primo, il frontespizio, è che di storia romana: è rappresentato cartografi in senso stretto, a differenza degli autori di smarrito) uniti (per un totale di 7,40 m x 34 cm). Augusto come papa, in alto ci sono scene del carte nautiche; sono più che altro studiosi eruditi. Ci sono.
- Ha un'impostazione italocentrica (5 fogli/12): non giudizio universale. I luoghi geografici quattro tipologie di mappe mundi: rappresenta la parte settentrionale di Europa e Asia rappresentati sono i più significativi della.
- Mappae mundi tripartite (di T in O) sono né la parte centrale e meridionale dell'Africa storia romana, degli apostoli e dei.
- Oggetto principale della rappresentazione sono le rappresentazioni molto schematiche, che pellegrinaggi. La T della prima tipologia, così strade: sono segnate le distanze fra i luoghi di sosta, dopo il mille si arricchiscono di illustrazioni e ognuno indicato con un simbolo evocativo come lo schema circolare, lasciano ancora parti grafiche scritte. La T rappresenta il caratteristico (le strade partono da Roma, una traccia. Una delle più grandi mappae corpo di Cristo in croce, il cerchio simboleggia rappresentata simbolicamente) mundi è quella della cattedrale di Ebstorf: fu la perfezione del mondo.
- Gli elementi naturali sono schematizzati e non ritrovata all'inizio dell'800, ma andò distrutta rappresentazione trova collocazione indicano realmente la loro posizione (montagne come durante i bombardamenti della seconda cordoli) Gerusalemme, con proporzioni enfatizzate; le.
N.b. Non sappiamo quanto questa carta sia fedele all'originale romano; guerra mondiale. Questo documento viene parti marginali sono di minore importanza: la gli interventi in età medievale sono ricorrenti. datato all'inizio del 200 e l'autore dovrebbe funzione principale di questa carta è dunque.
Scopo
La carta riconduce alla finalità pratica del viaggio, ma la essere un certo Gervasio di Ebstorf. Il Cristo quella simbolica. È un modello che dura e si superficie rappresentata è troppo estesa per essere utilizzata per definisce l'orientamento della carta, con la mantiene per diversi secoli accanto ad altri normali spostamenti: può essere una carta militare o una carta per testa ad est, i piedi ad ovest e le mani l'amministrazione pubblica, per esempio del servizio delle poste tipi più moderni di produzione cartografica romane. sull'asse nord sud: Cristo che abbraccia (fino al 400) – mappae mundi di Sallustio simbolicamente il mondo. Roma è.
- Mappa zonale: schema differente dal.
L'eredità che il medioevo riceve è costituita da 4 elementi: rappresentata da un leone precedente, ha il nord in alto, e vengono.
Cartografia nautica
La cartografia medievale è caratterizzata dal contrasto fra la cartografia erudita delle mappae mundi e quella risultante da una tradizione secolare di esperienza di navigazione fra le coste del Mediterraneo, come i portolani e le carte nautiche.
Anche le carte nautiche si dividono a seconda della loro funzione: se rispondono alla finalità pratica del viaggiatore, oppure se sono copie destinate all'archiviazione in atlanti che conservano il meglio di questa produzione.
Nello stesso periodo in cui sono presenti mappae mundi fortemente simboliche, si producono i portolani, documenti scritti che riportano le rotte del Mediterraneo con indicazione di scogli, porti, distanze, descrizioni dettagliate; è un documento descrittivo non necessariamente corredato da disegni; è utilizzato per seguire rotte commerciali, ha quindi un fine pratico.
Accanto ai portolani si producono carte nautiche: queste presentano al centro della carta la distesa dello spazio marittimo, contenuto all'interno del contorno costiero, marcato dalla successione di toponimi, posti ad angolo retto rispetto alla costa; sono scritti in rosso o in nero a seconda della loro importanza.
Si ha la rappresentazione simbolica di alcuni elementi politici (come la città). Il tracciato costiero è dettagliato e irregolare: si pongono in evidenza i promontori, le baie, le foci dei fiumi, le isole minori. Tutti questi oggetti sono direttamente funzionali alla finalità della carta stessa, ovvero alla navigazione.
Sono presenti le rose dei venti. Non ci sono riferimenti alla batimetria. Le informazioni geografiche dell'interno sono minime: non vi è quasi nessun toponimo o descrizione dell'interno (sembra che i fiumi abbiano una foce ma non una fonte).
Le fonti utilizzate per la creazione delle carte nautiche derivano dalla rilevazione diretta, alla bussola. Non si giovano di nessun sistema di proiezioni; è presente la scala grafica.
Cartografia nautica
La cartografia medievale è caratterizzata dal contrasto fra la cartografia erudita delle mappae mundi e quella risultante da una tradizione secolare di esperienza di navigazione fra le coste del Mediterraneo, come i portolani e le carte nautiche.
Anche le carte nautiche si dividono a seconda della loro funzione: se rispondono alla finalità pratica del viaggiatore, oppure se sono copie destinate all'archiviazione in atlanti che conservano il meglio di questa produzione.
Nello stesso periodo in cui sono presenti mappae mundi fortemente simboliche, si producono i portolani, documenti scritti che riportano le rotte del Mediterraneo con indicazione di scogli, porti, distanze, descrizioni dettagliate; è un documento descrittivo non necessariamente corredato da disegni; è utilizzato per seguire rotte commerciali, ha quindi un fine pratico.
Accanto ai portolani si producono carte nautiche: queste presentano al centro della carta la distesa dello spazio marittimo, contenuto all'interno del contorno costiero, marcato dalla successione di toponimi, posti ad angolo retto rispetto alla costa; sono scritti in rosso o in nero a seconda della loro importanza.
Si ha la rappresentazione simbolica di alcuni elementi politici (come la città). Il tracciato costiero è dettagliato e irregolare: si pongono in evidenza i promontori, le baie, le foci dei fiumi, le isole minori. Tutti questi oggetti sono direttamente funzionali alla finalità della carta stessa, ovvero alla navigazione.
Sono presenti le rose dei venti. Non ci sono riferimenti alla batimetria. Le informazioni geografiche dell'interno sono minime: non vi è quasi nessun toponimo o descrizione dell'interno (sembra che i fiumi abbiano una foce ma non una fonte).
Le fonti utilizzate per la creazione delle carte nautiche derivano dalla rilevazione diretta, alla bussola. Non si giovano di nessun sistema di proiezioni; è presente la scala grafica.
Claudio Tolomeo
Soprattutto umanisti e filologi, le carte sono tradotte da autori differenti, come i pittori Lappocini e Buoninsegni, che realizzano carte basate sui modelli greci: i contorni e i simboli sono identici, vengono solo tradotti i toponimi.
Lo sviluppo della cartografia moderna ruota attorno alla figura di Tolomeo, erudito e studioso attivo fra il 90 e il 168 d.C. alla biblioteca di Alessandria d'Egitto, e ad una sua opera, la Geografia.
Questa opera è stata conosciuta fino al VI secolo fra gli eruditi, poi venne progressivamente accantonata, anche a causa della sempre minore conoscenza della lingua greca: si perdono i contenuti matematici e i metodi che egli delinea per disegnare sul piano la sfera celeste.
La sua riscoperta è dirompente in quanto allontana dalla percezione medievale dell'ekumene e restituisce alla cartografia.
Un'elaborazione nuova, che passerà anche nelle edizioni a stampa, è quella di Pietro di Massajo: le città diventano da torri circoletti e le coste sono rielaborate sulla base di carte nautiche.
Anche il prete astronomo e miniatore Nicolaus Germanus si allontana sempre più dal dettato tolemaico integrandolo con rappresentazioni della regione scandinava e della Groenlandia e cartae novae dell'Italia.
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