Estratto del documento

Cristologia e soteriologia

La parola Cristologia deriva dal greco, Christos (Cristo, unto di Dio) e logia (discorso), quindi discorso su Cristo. Pertanto il corso di Cristologia si pone due obiettivi: la presa di coscienza di un rapporto con Gesù e l’avvicinarsi verso una riflessione teologica della figura di Gesù stesso.

Il cuore della fede cristiana

La prima grande verità della fede cristiana è Gesù Cristo Vero Dio e Vero uomo: una verità che è il cuore della fede cristiana, un dogma che l’uomo deve cercare di capire, analizzando tutti i passaggi che hanno costituito tale dogma, e quindi arrivare a considerare Gesù come vero Dio, senza trattarlo come un semplice personaggio storico. Ma alla fine di un corso di Cristologia, non si deve avere la pretesa di aver conosciuto Gesù, perché, seppur vero che Dio in Gesù si è rivelato e si è fatto conoscere, comunque Dio mantiene sempre un mistero, che illumina comunque la coscienza e gli studi su Gesù stesso.

Percorso di studi teologico

Per una buona conoscenza di Gesù, quindi, è necessario un percorso di studi teologico, capace, sempre insieme allo Spirito Santo, di guidare l’uomo verso un’interpretazione più adatta della Sacra Scrittura, la quale viene affidata al Magistero della Chiesa. Infatti, fare esperienza di Gesù significa avere una conoscenza totale di Gesù, che la sola esperienza personale e spirituale non può dare: l’incontro con Gesù porta a un cambiamento della propria vita e la disposizione ad annunciare il Cristo risorto, primo compito di un cristiano, ma un annuncio che deve avvenire con un linguaggio più appropriato e tecnico, acquisibile solo sulla base di studi teologici.

La riflessione cristologica nella prima comunità

La riflessione cristologica è iniziata nei primi anni dopo gli eventi di Gesù nella prima comunità, ossia tra quelle persone che hanno cominciato a credere in Gesù, hanno vissuto con Gesù e sono stati destinatari del Kerigma primitivo, ossia dell’annuncio pasquale della sua morte e Resurrezione, tramandato poi attraverso la Tradizione. Il Kerigma è stato la prima grande Verità di fede, intorno alla quale tutto si è mosso. Questa prima comunità ha trasmesso il Kerigma alle generazioni future, anche al costo del martirio, ossia del testimoniare con la vita che Gesù è morto e risorto.

Quindi la comunità è il luogo dove tutto nasce, anche in relazione con ciò che Gesù aveva spesso detto “Se due o più persone sono unite nel mio nome, io sono in mezzo a loro” oppure “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi”, e amare come Gesù ha amato significa donare la vita per l’altro. E proprio l’amore Gesù pone come condizione per poterlo conoscere e capire meglio, in quanto come Lui afferma “A chi mi ama, mi manifesterò”. L’amore verso Cristo però non è un’iniziativa dell’uomo, ma è la sola risposta al primo grande amore che è quello di Cristo verso l’uomo, un amore gratuito e disinteressato.

Approcci cristologici

La Cristologia, soffermandosi sulla prima comunità e sulla loro fede, propone due approcci: ontologico (chi è Gesù) e funzionale (chi è Gesù per me?), cercando di rispondere a queste domande e in particolare alla domanda che Gesù stesso continua a porre all’uomo di oggi “Voi chi dite che io sia?”.

Differenza tra gesuologia e cristologia

L’obiettivo della Gesuologia è fare una riflessione sul Gesù terreno e storico. La Cristologia invece si interessa del Cristo della fede, puntando a una vera e propria riflessione, partendo dall’Annuncio, dalla Tradizione, dalla Scrittura e da ciò che i Concili hanno dogmatizzato. Ma la Cristologia comunque ha bisogno di partire dal contesto storico, umano, culturale, sociale e politico nel quale Gesù è vissuto, in quanto è vero che Gesù è vero Dio, ma anche vero uomo e quindi come ogni uomo è vissuto in contesto, ha avuto relazioni, affetti, sentimenti, ha incontrato persone, dialogato con loro. Quindi la vita di Gesù è stata molto ricca e spesa per la salvezza del mondo e il fatto che lui sia morto relativamente giovane, non lo mette sicuramente in una situazione di inferiorità.

Fonti bibliche ed extra-bibliche

Non ci sono molte fonti storiche su Gesù, anche perché Gesù non ha scritto nulla e non ci sono biografie sul suo conto, ma gli unici riferimenti che abbiamo sono fonti bibliche ed extra-bibliche.

Fonti extra-bibliche

Le fonti extra-bibliche non aiutano a dire che Gesù è il figlio di Dio, ma queste sono state scritte da persone, come Giuseppe Flavio, Tacito o Svetonio, che sono vissute tra la fine del I secolo e l’inizio del II secolo, quindi non molti anni dai fatti di Gesù. La loro testimonianza non è utile ai fini del Cristianesimo, ma comunque ammettono che sia esistito un uomo di nome Gesù di Nazareth che ha avuto una certa visibilità per ciò che ha detto e fatto. Queste sono fonti molto sobri, perché in primis fino al 70 d.C. il Cristianesimo era considerata una setta dell’Ebraismo, poi perché questo è il periodo delle prime persecuzioni, pertanto chi scrive è molto prudente nel parlare di Gesù, per cercare di non destabilizzare la pace romana.

Fonti bibliche

Vicino alle fonti extra-bibliche, ci sono le fonti bibliche: la Sacra Scrittura, che dà pochi dati biografici su Gesù, ma sufficienti per una riflessione cristologica. Le fonti bibliche da considerare è il Nuovo Testamento, in particolare i Vangeli, che non sono una biografia di Gesù, ma rappresentano le esperienze di fede vissute alla luce dei fatti della Passione, morte e Resurrezione di Cristo. Quindi l’obiettivo dei Vangeli è l’annuncio della Resurrezione, che è il centro dei Vangeli. Vicino a queste esperienze di fede, c’è comunque la storia di Gesù, senza la quale la fede non avrebbe alcun senso, visto che proprio Gesù ha vissuto la propria fede in un contesto storico.

I Vangeli, nonostante le poche notizie storiche e biografiche di Gesù, comunque aiutano a capire che Gesù è vissuto in un determinato contesto storico, che nonostante la diversità con quello di oggi, comunque affrontava le stesse domande esistenziali sull’uomo. Ma non tutti i Vangeli sono da considerare per una ricostruzione storica. Per esempio, il Vangelo di Giovanni è stato scritto intorno la fine del I secolo e secondo alcuni storici Giovanni, forte comunque dell’esperienza di Gesù, sicuramente ha consultato gli altri Vangeli, tra i quali il primo, quello di Marco (scritto tra il 60-65 d.C.), prendendo coscienza della riflessione che man mano si stava sviluppando in Palestina. Pertanto in Giovanni è molto forte la riflessione cristologica, poco presente negli altri Vangeli, dove il linguaggio era più prudente, rendendo così nello sviluppo della Cristologia il suo vangelo poco utile per una ricostruzione storica.

Dati storici e biografici su Gesù

Nascita di Gesù

Gesù non è nato nell’anno 0, come spesso per secoli si è pensato, ma la sua nascita è collocabile intorno al 7-6 a.C. La data del 25 dicembre è una data convenzionale voluta dalla Chiesa, perché non si conosce il periodo dell’anno in cui Gesù è nato. In realtà, la Chiesa ha cristianizzato una fase pagana in onore del Dio Sole, che veniva festeggiato proprio il 25 dicembre: allora il Sole è la Luce, Gesù è la Luce per i Cristiani, pertanto non c’era data migliore in cui ricordarlo. Anche la stagione in cui è nato Gesù è incerta. Secondo alcuni storici Gesù è nato nel periodo primaverile: la Scrittura afferma che quando Gesù nacque, i primi ad adorarlo furono i pastori, che avevano il gregge fuori la stalla. Secondo alcuni studi sul clima e sulle condizioni della Palestina, i pastori portavano il gregge fuori proprio nel periodo primaverile, più adatto per la loro attività. Nonostante tutto, sapere o meno la data di nascita di Gesù non incide sulla fede cristiana.

La nascita di Gesù, secondo i Vangeli, segna l’inizio del tempo escatologico, del tempo della piena realizzazione del progetto di salvezza di Dio. E proprio secondo le Genealogie raccontate da Matteo e Luca, Gesù è l’erede di tutte le promesse da Dio al popolo d’Israele, da Adamo a Davide: in Lui trova la piena realizzazione la Parola di Dio, entrata in una storia del popolo, fatta di infedeltà, debolezze o condotta non irreprensibile. Pertanto il popolo è solo uno strumento, in quanto il vero destinatario della manifestazione di Dio in Gesù non è l’ebreo, ma l’uomo in genere. La nascita di Gesù quindi non ha origine da carne o da volere umano, ma da Dio stesso. Ma la sua nascita già fa capire a cosa va incontro Gesù e quali saranno le sue opposizioni. Matteo sottolinea che Gesù è venuto per tutti, ma proprio a Gerusalemme trova le più grandi ostilità, partendo dalla fuga in Egitto perché Erode avrebbe poi causato la strage degli innocenti, dopo la visita dei magi, che rappresentano proprio il fatto che la venuta di Gesù sia universale: quindi il nuovo popolo di Dio non è più quello d’Israele, ma diventa quello caratterizzato dalla capacità di adorare suo figlio Gesù. Inoltre Luca aggiunge che Egli è venuto per i poveri, i quali saranno i primi annunciatori di questo evento.

Genitori

Dalla Scrittura sappiamo che i genitori di Gesù sono Giuseppe e Maria.

Battesimo

La data probabile del Battesimo di Gesù è tra il 27 e il 28 d.C.

Morte

Gli studiosi sostengono che Gesù sia morto nell’anno 30, ma non è certo che sia morto a 33 anni.

Battesimo

Il battesimo risulta essere un momento particolare della vita di Gesù, in quanto con esso dà via al suo ministero, anche se il mondo antico non vede di buon occhio tale momento, in quanto si tratta di una sorta di sottomissione di Gesù a Dio Padre.

Il Battesimo di Gesù, importante evento teologico e cristologico, avvenuto storicamente tra il 27-28 d.C., segna uno spartiacque della vita di Gesù, tra la sua vita privata vissuta a Nazareth, imparando a lavorare, pregare e fare relazioni, ma vivendola sempre nella volontà del Padre, e la sua vita pubblica. Quando Dio Padre lo ha ritenuto opportuno, fa cominciare la vita pubblica a Gesù, che si fa battezzare da Giovanni.

Il Battesimo di Gesù ha elementi fondamentali: l’apertura dei cieli, la discesa dello Spirito, l’acqua del Giordano e la voce celeste. Il cielo chiuso simboleggia la separazione tra Dio e l’uomo, ma Dio si mette in dialogo con l’uomo in un nuovo tempo di grazia e lo fa attraverso lo Spirito, l’acqua e la parola, cioè richiamando i tre grandi interventi salvifici di Dio dalla creazione lungo la storia della salvezza, come il passaggio al Mar Rosso o l’annuncio della missione al servo di Dio. Gesù si presenta con umiltà tra i peccatori, ma ha un rapporto particolare con il Padre e attraverso il suo battesimo si apre una nuova epoca di salvezza, che sa una nuova creazione, un nuovo inizio per il popolo di Dio.

Gesù è comunemente chiamato anche il Cristo, l’unto; chi veniva unto con l’olio ai tempi di Gesù erano persone che avevano responsabilità tra il popolo, ossia il re, che guida il popolo, il sacerdote, che ha cura del popolo, e il profeta che parla al popolo. Ma durante il Battesimo anche Gesù viene unto, ma con lo Spirito Santo che scende in sotto forma di colomba, diventando così re, sacerdote e profeta. Con quest’unzione la vita di Gesù resta la stessa di quella vissuta a Nazareth, ma si apre ad una nuova fase più diversa e complicata e pertanto ha bisogno, come uomo, di essere guidato, sostenuto e aiutato proprio dallo Spirito Santo.

Dopo l’unzione dello Spirito Santo, Dio parla al suo popolo e rivela qualcosa dell’identità di Gesù “Tu sei il Figlio Mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Mc 1,11), riconoscendo quindi Gesù come Figlio prediletto. L’acqua, lo Spirito Santo e le parole di Dio sono gli stessi elementi riportati nei primi versi del Libro della Genesi, quando si parla della Creazione “Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Gen 1,1); pertanto si può dire che il Battesimo è un nuovo inizio per le sorti di tutta l’umanità, che non sarà più la stessa, ma anche per Gesù che dà via alla sua vita pubblica.

Il Battesimo praticato nel fiume Giordano da Giovanni, del quale era la sua attività primaria, ereditato dal suo popolo, è un battesimo di conversione, purificazione, di accoglienza e preparazione della venuta del Messia, che doveva liberare il popolo. Mentre sta battezzando, si presenta Gesù, che si mette in fila con gli altri peccatori per ricevere il Battesimo, Giovanni lo riconosce, ma è perplesso, in quanto non capisce perché Gesù, essendo Dio, si mette in fila tra i peccatori. Gesù, in questo modo, si sta ponendo sullo stesso livello degli altri, che, però, diversamente da Gesù hanno una vita segnata dal peccato, ma Egli vuole fare comunione con loro e chiede di essere battezzato: Gesù così si fa carico dei peccati di quelle persone, i quali saranno elevati successivamente sulla croce.

Matteo, nel suo racconto, aggiunge il dialogo con il Battista, da dove si evince che Gesù si fa battezzare non perché ha qualche peccato, ma perché Egli viene per compiere ogni giustizia sul male. Luca invece fa riferimento alla discesa dello Spirito Santo su Gesù, richiamando alla Pasqua, con la quale si avrà la vera effusione dello Spirito Santo, inaugurata al Giordano.

Il battesimo, nel mondo giudaico, era un atto penitenziale, attraverso il quale confessavano i propri peccati. Gesù, invece, è il servo di Dio che assume su di sé i peccati del popolo e dando la vita dà inizio ad una nuova creazione, ad un nuovo popolo liberato dalla schiavitù del peccato, a cui sarà donato la giustizia, la liberazione definitiva dal potere del maligno. Come abbiamo detto l’apertura dei cieli è un elemento fondamentale del battesimo, ma questo elemento si manifesta anche nella trasfigurazione di Gesù, un episodio descritto nei Vangeli, secondo i quali Gesù dopo essersi appartato con alcuni discepoli, cambiò aspetto mostrandosi con uno straordinario splendore. Questo episodio viene raccontato quando Gesù tratta la sua passione e morte, egli viene ad annunciare la parola di Dio, ma è destinato alla morte per mano degli uomini, questo è il senso della sua trasfigurazione, la sua gloria che si realizza nella sua umiliazione.

Personaggi politici e luoghi legati a Gesù

Gli imperatori e re che hanno governato durante il periodo di Gesù sono figure rilevanti nella storia della sua vita. L’imperatore alla nascita di Gesù era Cesare Augusto, che ha governato fino al 14 d.C.; re Erode fu tetrarca della Galilea dal 4 a.C. al 39 d.C.; Ponzio Pilato fu governatore della Palestina tra il 26 e il 36 d.C. Gesù ha girato per tutta la Palestina, visitando vari luoghi, come Gerusalemme, Betlemme, Cafarnao, Nazareth, Lago di Gennesareth, etc.

L'infanzia di Gesù e la circoncisione

La circoncisione era il momento in cui un ebreo entrava nel suo popolo, facendo valere nel bambino circonciso tutte le promesse fatte da Dio al suo popolo. Nell’Antico Testamento la circoncisione non ha valore solo di gesto esteriore, ma la vera circoncisione è quella del cuore, perché solo così si può aderire alla salvezza operata da Dio. Cristo con la sua obbedienza ha salvato il popolo e quel sangue della circoncisione ha un forte legame con il sangue della croce. Infine, Cristo si sottomette con la circoncisione alla legge del suo popolo, venendola a portare a compimento e superandola.

La presentazione di Gesù al tempio portava due usanze: la legge della purificazione per la madre che aveva partorito e la legge del primogenito. La prima legge diceva che la madre, dopo la nascita del figlio, era da considerare impura e dopo 40 o 80 giorni doveva recarsi al tempio di Gerusalemme per fare il sacrificio dovuto. La seconda legge afferma che bisognava pagare una sorta di riscatto a ogni sacerdote del paese, essendo il primogenito proprietà di Dio. In tale legge inoltre si offre il primogenito a Dio per poterlo salvare dalla morte e lo si restituisce ai genitori, segno che Dio libera e riscatta il suo popolo. Allora Maria e Giuseppe portano il bambino Gesù al tempio e lo riconoscono proprietà di Dio, al quale viene riconosciuto quindi il suo progetto di salvezza.

A dodici anni, Gesù viene ritrovato nel tempio da Maria e Giuseppe, mentre dialogava con i dotti del tempio. Ma tale episodio viene a sottolineare che già da piccolo Gesù riconosce il suo legame con il Padre. Egli, essendo sottomesso alla legge israelita, si comporta come ogni ebreo, venendo educato secondo gli usi e i costumi del suo popolo, ma nonostante questo, in Lui si trova la rivelazione di Dio, il compimento delle promesse antiche e l’inizio di un nuovo popolo.

Gesù vive una vita celibe: il celibato non è stato mai imposto da Gesù, ma la Chiesa cattolica ha scelto che i sacerdoti fossero celibi, ma il celibato non è un dogma di fede.

Ambiente in cui Gesù ha agito

Gesù era un ebreo, vissuto tra il popolo d’Israele, un popolo non ricco, non organizzato militarmente, senza una posizione geografica: quindi è un popolo che non aveva nulla di particolare. Gesù, pur se sappiamo che è venuto per la salvezza del mondo intero, si è incarnato in questo popolo, che viveva l’attesa del Messia che doveva liberare politicamente e militarmente il popolo dalla dominazione straniera. Gesù si presenta con tratti diversi: è conosciuto come il figlio di Maria e Giuseppe, riceve poi il Battesimo, dopo il quale inizia a predicare.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 30
Appunti e sintesi di Cristologia Pag. 1 Appunti e sintesi di Cristologia Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti e sintesi di Cristologia Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti e sintesi di Cristologia Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti e sintesi di Cristologia Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti e sintesi di Cristologia Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti e sintesi di Cristologia Pag. 26
1 su 30
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/07 Storia del cristianesimo e delle chiese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher palma_alex_93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cristologia e Soteriologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof De Lucia Pietro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community