Estratto del documento

Storia della pedagogia

Antica Grecia

Il mondo classico nasce in Grecia, che è un luogo di grandi porti, che vedono un via vai di persone, che importano e esportano la cultura. In questo periodo si sviluppa la filosofia, che vede i filosofi contemplare ciò che li circonda, ma anche la pedagogia. La prima Grecia, quell’arcaica, era un territorio formato da tanti piccoli stati, che si univano e si dividevano tra loro a seconda delle occasioni.

È in questa prima Grecia che troviamo anche i primi rudimenti di educazione, grazie ai poemi omerici: l’Iliade si concentra, per lo più sulla figura dell’eroe/guerriero, che deve essere educato non solo fisicamente, ma anche mentalmente con astuzia e intelligenza; l’Odissea figura centrale dell’educazione è la famiglia, che insegnava come comportarsi e come raggiungere gli obiettivi.

Tra gli stati dell’Antica Grecia vanno ricordati i due più importanti, Sparta e Atene, che già politicamente sono opposti e tale opposizione si vede anche nella pedagogia. Infatti, Sparta era uno stato totalitario e Atene una democrazia. A Sparta, i bambini appena nati venivano giudicati da un consiglio di anziani, che se dava un giudizio negativo, potevano mettere a morte i bambini. A 7 anni venivano sottratti alle famiglie e inseriti nelle scuole e a 16 anni ricevevano un’educazione militare per prepararsi ad essere guerrieri. Anche le donne ricevevano un’educazione fisica, per sviluppare il proprio corpo per una procreazione perfetta.

Ad Atene, era molto più forte la formazione culturale: infatti, anche come diceva Platone, l’educazione fino ai 7 anni era prevista dalla famiglia; a 7 anni i bambini venivano seguiti da tre maestri: grammatica, ginnastica e musica, quindi sviluppo mentale e fisico; a 18 anni facevano il servizio militare per 2 anni per poi tornare ad essere liberi cittadini. Platone inoltre proponeva che a 30 venissero inseriti nell’insegnamento della scienza e a 35 anni i migliori venissero scelti per lo studio della filosofia, per poi poter diventare un governatore della città a 50 anni.

L’Antica Grecia è il luogo dove si è sviluppata la filosofia, che ha dato degli spunti anche a livello pedagogico. I Sofisti concentrarono la loro filosofia sul dialogo, pertanto un’educazione basata sulla parola e sulla scrittura. Socrate attraverso la maieutica e l’ironia cercava di portare nel dubbio il discente, affinché questi poi si mettesse alla ricerca della verità. Platone segue in primo momento Socrate, poi individua tre classi sociali a cui dare un tipo di educazione: la classe dei produttori, un’educazione basata sulla praticità e sui lavori manuali; la classe dei governati, un’educazione basata sulla dialettica; la classe dei guerrieri, un’educazione basata sul coraggio. Aristotele fu precettore di Alessandro Magno e fondatore del liceo. Secondo Aristotele, l’uomo deve sviluppare le proprie qualità razionali, affinché si possa inserire in un contesto sociale e quindi in uno stato, che si deve occupare della sua educazione.

Antica Roma

Roma viene influenzata dalla Grecia anche nella pedagogia. I primi valori educativi erano l’autorità del pater familias, il rispetto delle leggi e delle divinità. Ma la prima educazione, fino ai 7 anni, era affidata alla madre. Dopo i 7 anni i maschi venivano educati dal padre, le femmine dalla madre, alle quali venivano insegnati i lavori domestici. Il figlio maschio dai 7 agli 11 anni riceveva l’istruzione primaria, dove veniva insegnata la lettura, scrittura e matematica; dai 12 ai 15 anni c’era l’educazione secondaria, che era basata sull’apprendimento della cultura; ai 16 anni si praticava un tirocinio nel foro, senza prenderne parte attivamente; ai 18 anni si riceveva un’educazione superiore, con la quale ci si preparava a partecipare nel foro.

A Roma, le scuole ebbero grande risalto, infatti sono noti anche gli interventi portati da vari regnanti, come la cittadinanza romana agli insegnanti o la concessione di borse di studio o la statalizzazione delle scuole. Nacquero a Roma anche le prime scuole professionali, che tendevano ad insegnare un mestiere o pratiche di vari arti.

Tra gli autori che hanno lasciato uno spunto pedagogico, tre sono fondamentali: Cicerone, Seneca e Quintiliano. Cicerone, grande oratore e politico, vedeva nell’educazione lo strumento ideale per ripristinare il rispetto per gli dei e le leggi, educazione che spettava alla famiglia e alla politica. Seneca, precettore di Nerone, diceva che il vero sapiente è colui che riesce a riconoscere i propri vizi e con l’aiuto delle virtù riesce a superarli e solo così il sapiente può insegnare, perché rappresenta un modello di moralità. Quintiliano è stato il primo retore retribuito e nella sua opera, Institutio Oratoria, dà delle indicazioni per la formazione: la prima formazione spetta alla famiglia, pertanto gli adulti devono comportarsi in un modo moralmente buono, perché il bambino tende ad imitarli; intorno ai 7 anni viene seguito allo studio sistematico e il maestro deve saper guidare il bambino, comprenderlo ed usare quanto meno possibile le punizioni corporali; l’insegnamento prevedeva lo studio della retorica, che consentiva al cittadino di intervenire nella vita pubblica.

Educazione cristiana

Storicamente, il Cristianesimo, inizialmente non ha vita facile, fino a quando nel 313 Costantino riconosce la libertà di culto e nel 380 diventa religione di Stato dell’Impero Romano. Nel Cristianesimo, gli insegnamenti base sono quelli che provengono dalle Sacre Scritture e in particolare dai Vangeli, dalle lettere di Paolo, dagli Atti degli Apostoli e dall’Apocalisse. Centrale diventa in questo periodo la figura della Chiesa, che ha il compito di portare il credente quanto più vicino alla figura del Maestro, Gesù.

Nei Vangeli, centrale è proprio la figura di Gesù, visto come Profeta e Maestro, che lascia come insegnamento l’amore verso Dio e verso gli altri. Le lettere di Paolo sono una risposta a chi gli faceva quesiti ed egli affronta in particolare: il dualismo anima-corpo, dove la corporeità è vista come peccato, pertanto ci si deve allontanare dagli istinti della carne. L’Apocalisse di San Giovanni tratta della fine dei tempi, pertanto l’uomo deve prepararsi a quel momento, educando se stesso e gli altri. Gli Atti degli Apostoli raccontano l’esperienza delle prime famiglie cristiane, diffondendo così il messaggio di Cristo, ossia quello dell’amore, della carità e della solidarietà.

Successivamente, si diffonde la Patristica, ossia coloro che scrissero in difesa della Chiesa e il più noto dei Padri della Chiesa è Agostino di Ippona, che ebbe una formazione di grammatica e retorica e insegnò a Milano. Anche Agostino lascia degli spunti in pedagogia attraverso le sue opere. Nel De Magistro e nel Soliloquia, Agostino dice che il maestro deve stimolare l’alunno a ricercare la verità dentro di sé, dove risiede il vero Maestro, ossia Dio. Nella Dottrina Cristiana, afferma che l’oratore sacro deve fondare il proprio studio sulla filosofia e sulla conoscenza delle Sacre Scritture. Nella Prima Catechesi, ammette che ogni cosa che si apprende deve essere sentita come vera e l’educazione deve fondarsi sull’amore reciproco tra maestro e discepolo, riflesso dell’amore di Dio.

Educazione nel Medioevo

Il Medioevo nasce nel 476, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, e finisce nel 1492 con la scoperta dell’America. È il periodo in cui si risalta maggiormente il ruolo centrale della Chiesa e a livello pedagogico nascono le scuole e le università vicino ai monasteri, alle parrocchie e ai vescovati. Il Medioevo può essere diviso in due fasi.

Nell’Alto Medioevo, abbiamo un’educazione cavalleresca ed ecclesiastica. Si formano i primi monasteri, dove il monaco deve avere una formazione colta ed è destinato ad insegnare. L’esempio di questo periodo è Benedetto da Norcia, che fonda a Montecassino il monastero, dove tutto era centrato sulla regola di Benedetto, Ora et labora, perché i monaci oltre che pregare devono anche lavorare e avere una vita sociale. Grazie ai monaci, ci sono rimasti tanti testi antichi, perché essi avevano il compito della copiatura dei testi. Inoltre, tutto l’ambiente ecclesiastico, influenza l’educazione, che doveva essere seguita dai chierici.

In tale periodo, fondamentale fu la figura di Carlo Magno, che diffuse la dottrina cattolica, sapendo che avrebbe avuto salva la vita. Carlo Magno portò delle riforme: istituì le scuole vicino alle parrocchie e ai vescovati, fece di tutto per creare un clero colto, i programmi di insegnamento si basavano su tre livelli: primario, nel quale si imparava a leggere, scrivere e comprendere la Bibbia; secondario, dove si imparavano le arti liberali (trivium — retorica, dialettica e grammatica — e quadrivium — aritmetica, geometria, musica e astronomia); terzo livello, nel quale si conoscevano le Sacre Scritture. Furono inoltre emanati i capitolari, con lo scopo di governare e regolare molte questioni del popolo, dalla vita pubblica e politica alle scuole. I capitolari portarono nelle scuole anche persone che non potevano permetterselo, purché godessero della protezione di un mecenate. L’educazione cavalleresca era per chi non entrava in monastero ed era basata sullo sviluppo della fisicità, astuzia, quindi una vera formazione militare.

L’educazione del Basso Medioevo si concentra soprattutto nella disputa fede-ragione. Le risposte più importanti, nonché spunti pedagogici, furono date dai Domenicani, nella figura di San Tommaso d'Aquino, e dai Francescani, nella figura di San Bonaventura. Per Tommaso, fede e ragione non erano in contrapposizione, ma se succedeva qualcosa la fede era superiore, ma la ragione deve chiarire e combattere in favore della fede. Dal punto di vista educativo era importante che il maestro risvegliasse la mente dello scolaro e dargli così la possibilità di conoscere i primi principi di ogni scienza e di insegnarli ad altri. Per Bonaventura era tutto basato sulla fede e quindi sulla formazione cristiana, contestando la posizione razionalistica di Aristotele.

Riforma protestante

Agli inizi del 500, scoppia la Riforma Protestante ad opera di Lutero, che appende le 95 tesi sulla Cattedrale di Wittenberg, nelle quali denuncia gli abusi e i poteri ecclesiastici della chiesa ed esalta la libera interpretazione della Sacra Scrittura e la salvezza che spetta a tutti. Per Lutero l’istruzione è obbligatoria e deve essere basata sullo studio delle lingue classiche e nazionali, che sono il mezzo per arrivare a comprendere la verità del Vangelo. La frequenza nelle scuole deve essere limitata a una o due ore e il resto della giornata deve essere dedicato a imparare un mestiere. Al centro della vita scolastica c’è il maestro, che deve essere severo ma anche amorevole, senza quindi punizioni eccessive.

Anche Calvino ammetteva che la salvezza si raggiunge attraverso le Sacre Scritture e i rappresentanti della Chiesa dovevano necessariamente frequentare la scuola. Per Comenio la formazione inizia nella tenera età, quando le menti non sono ancora inquinate da ciò che circonda il bambino, ed ha tre fasi: l’alfabetizzazione di base, approfondimento del curricolo precedente, studio della teologia, filosofia e scienze.

Controriforma o Riforma Cattolica

La Chiesa risponde a Lutero con la Riforma Cattolica, necessaria per attuare dei cambiamenti. Il primo passo fu il Concilio di Trento, nel quale si cercò di affermare la verità della fede e della dottrina cattolica. Dopo il Concilio, nacquero parecchie congregazioni, come i Barnabiti, le Orsoline e i Somaschi, ma la più importante furono i Gesuiti, fondati da Ignazio di Loyola, che voleva ripristinare il controllo su tutti gli aspetti della vita individuale e sociale della Chiesa e di diffondere il messaggio cattolico a tutti i paesi extraeuropei. Il fine etico-religioso dell’ordine era quello di formare una coscienza cristiana colta e moderna e orientare tramite la scuola ad un’obbedienza assoluta all’autorità religiosa e civile.

Il 700 e l'Illuminismo

Nel 700 si sviluppa la corrente sociale, politica e culturale dell’Illuminismo, durante la quale si esalta la ragione, che, aiutata dalle scienze, si contrappone a tutto ciò che la Chiesa aveva portato avanti fino a quel momento. Anche dal punto di vista pedagogico, si hanno dei cambiamenti: l’istruzione non è più legata alla Chiesa, ma si statalizza, nonostante, però, restano in vita ancora alcuni monasteri, ma con un tipo di insegnamento vecchio rispetto all’Illuminismo. Questa corrente nasce in Inghilterra, ma trova la sua madre patria di sviluppo in Francia, dove troviamo Diderot e D’Alembert, che scriveranno insieme la famosa Enciclopedia, con lo scopo di esaltare lo studio di lingue sociali, scienze e storia, degradando, così, la lingua antica e il periodo precedente. Successivamente, l’Illuminismo si diffonde in tutta Europa.

Rousseau

Uno dei protagonisti dell’Illuminismo è Rousseau, che non ha avuto studi regolari, ma frequentando i salotti d’Europa, ha accresciuto il suo bagaglio culturale. A livello pedagogico con Rousseau, si deve parlare di educazione naturale, svalutando le classiche lezioni frontali e di tipo libresco, per adottare una metodologia diversa e naturale, dove bisogna soddisfare e rispettare i bisogni e le caratteristiche del bambino, che attraverso la sua esperienza di guardare, sperimentare e toccare, riesce ad apprendere. L’educazione per Rousseau avviene in campagna, dove il bambino impara dalla propria esperienza e dalla sua curiosità innata di esplorare.

Le fasi di sviluppo per Rousseau sono quattro: dai 0 ai 2 anni, il bambino apprende attraverso i sensi; dai 2 ai 12 anni, fa le cose secondo l’istinto, senza l’uso della ragione; dai 12 ai 15 anni, sviluppa la facoltà mentale e quindi l’immaginazione; dai 15 ai 25 anni, riesce a comprendere ciò che è bene. Le opere principali di Rousseau sono l’Emilio e il Contratto Sociale.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 11
Appunti di Pedagogia Pag. 1 Appunti di Pedagogia Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Pedagogia Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Pedagogia Pag. 11
1 su 11
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher palma_alex_93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof Santoro Vito.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community