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Didattica dell'italiano

Introduzione

2 lezioni le recupereremo a Maggio. Materiali e testi di riferimento → dispensa Moodle. Volume da studiare: insegnare "italiano scritto" + appunti. Dispense: molta roba, non dobbiamo conoscerlo tutto, useremo solo quelle utilizzate a lezione. Esame: orale.

Obiettivi del corso

È un corso nuovo:

  1. Temi, problemi, strumenti, metodi: relativi all'insegnamento della lingua italiana nelle scuole medie e superiori. Consideriamo che finché non si realizzerà un CV verticale, che mette in sequenza argomenti che si fa per scuole medie e superiori, la situazione che vedremo anche dal punto di vista dei manuali scolastici è che i contenuti si assomigliano molto, grammatiche poco differenziate. Quando osserveremo le grammatiche vedremo che si somigliano molto.
  2. Natura del corso: lezioni frontali.

Macro-temi del corso

  • Inquadramento generale e normativa scolastica. Riferimenti che fanno da quadro per scelte operate dal consiglio di istituto, dai docenti;
  • Norma (linguistica) e grammatiche; (norma: abbiamo una certa percezione della norma, dell'errore e cercheremo di trovare qualche riferimento teorico utile per poter affrontare questioni di norma in classe) (c'è molta paura di sbagliare in Italia, e quindi quando a scuola un'autorità, insegnante dà idea di correttezza linguistica bisogna maneggiare questi concetti in modo più elastico non rigidamente binario).
  • Aspetti grammaticali (morfosintassi): parte grammaticale. Vedremo aspetti come la classificazione di alcune parti del discorso come il verbo o il nome, come le grammatiche le presentano, nel modo in cui la linguistica contemporanea le ha riviste, frase, proposizioni, lo faremo a partire dalle grammatiche scolastiche;
  • Aspetti della testualità: uno dei primi compiti che la scuola ha è insegnare la scrittura, quindi anche la lettura, bisogna sapere quali sono le parti costitutive del testo, quali sono le tipologie di scritture che si affrontano a scuole come il tema, per arrivare anche alla scrittura argomentativa o espositiva, o tipologie specifiche come appunti, relazioni saggi ecc. È un aspetto importante. La lettura e la scrittura si influenzano reciprocamente. Essere degli scriventi consapevoli porta anche a essere più esigenti verso i testi che leggiamo, vediamo meglio se un testo che leggiamo è difettoso. Dominare gli strumenti della scrittura dei testi ci porta a vedere i difetti degli altri testi che sono non solo nei testi degli scriventi principianti ma ci sono anche per difetti di tempo in testi di professionisti. Mettere a fuoco nozioni diffuse come coerenza e coesione ecc.;
  • La didattica della scrittura: uno dei compiti che la scuola ha è quello di insegnare la scrittura, le tipologie di scrittura;
  • Potenziamento del lessico;
  • Interdisciplinarità → lavorare con i colleghi e con le altre discipline permette di essere più precisi ma anche di espandere i tempi che abbiamo per lavorare.

Inquadramento generale e normativa

Innovazioni scolastiche

Europa → dagli anni 90 e inizio anni 2000 sono arrivati a maturazione una serie di processi del modo di concepire l'insegnamento. Questi processi hanno coinvolto la legislazione italiana, l'Europa che ha dato le sue indicazioni e direttive, e tutte queste innovazioni che hanno trovato applicazione nella normativa italiana e europea sono stati resi possibili grazie alla ricerca nei campi dell'educazione linguistica o glottodidattica, e quindi noi osserveremo, di glottodidattica ci occupiamo la lezione successiva, oggi faremo riferimento a normativa italiana e indicazioni europee.

Competenze

Tutte queste innovazioni applicate verso la fine anni 90, si incentrano nel concetto di competenza, la competenza è un modo di cambiare la visione dell'insegnamento spostando il punto di osservazione non verso i contenuti della materia ma focus sulla soggettività dell'apprendente, incentrata su quello che l'apprendente impara a fare in base a ciò che apprende a scuola. La conoscenza: nozioni che si conoscono, competenza: parte dinamica, e la competenza è un modo di risolvere un problema usando delle nozioni e delle abilità, che sono la parte più personale, che sono predisposto a fare. Gli studi hanno fatto capire che l'apprendimento implica una serie di operazioni che fanno capo al soggetto, come fattori cognitivi, emotivi e psicologici (filtro affettivo che può agevolare o bloccare l'acquisizione delle conoscenze), rapporti interazionali tra docente e allievo e fattori ambientali, ad esempio il concetto di didattica frontale oppure apprendimento collaborativo oppure didattica seminariale, laboratoriale elementi che fanno parte dell'ambiente di apprendimento che condizionano le conoscenze e l'apprendimento di queste.

Esempi pratici di rapporto tra conoscenze e competenze per quanto riguarda la linguistica: pensiamo ai verbi che sono dotati di schemi flessivi, che danno informazioni sui modi, sui tempi, persone e sapere queste cose è una conoscenza, ma riconoscere e usare in fase di lettura o scrittura che i tempi si distribuiscono nella comunicazione reale a seconda di funzioni specifiche ad esempio quelli del passato assumono funzioni di tipo narrativo quindi maneggiare questi aspetti sia dal punto di vista della ricezione che produzione siamo nell'ambito delle competenze. Quindi gli stessi concetti possono essere visti dal punto di vista di conoscenza o pratico operativo di competenze. Usare una conoscenza nell'ambito reale siamo nell'ambito delle competenze. O la costruzione passiva: usata ad esempio in ambito giuridico siamo nella competenza.

Sollecitazioni europee

  • La strategia di Lisbona: riunione del Consiglio europeo di Lisbona del 23/24 marzo 2000, ha messo al centro il concetto di competenza, e il rapporto con il mondo reale, (usare un tempo verbale in un certo contesto reale: competenza) e il concetto di apprendimento permanente: l'idea che la conoscenza si esaurisce in sé, la competenza, imparare a fare una certa nozione è qualcosa di riutilizzabile anche in un momento che va al di là del semplice contesto scolastico.
  • La Raccomandazione europea, documento del consiglio europeo del 2006 stabilisce le 8 competenze chiave per l'apprendimento permanente.
  • Quadro comune europeo di riferimento per l'educazione linguistica → è quello che tutti noi conosciamo, è quello che stabilisce la differenza di livelli linguistici stranieri, A1, A2, ecc. Questo documento uscito nel 2001 e 2 anni fa ha avuto un aggiornamento, è importante perché tutta la tradizione della didattica delle lingue straniere ha precorso i tempi, perché il concetto di competenza, saper usare le parole, frasi espressioni in certi contesti è molto più importante quando non si domina già la lingua, un bambino impara la lingua tra i 2 e i 6 anni e poi quando arriva a scuola fa un lavoro meta linguistico già conosce le cose essenziali, mentre lo straniero no, deve imparare in poco tempo, quindi l'approccio per competenze rispetto a quello nozionistico nella glottodidattica delle lingue straniere è arrivato in anticipo, per questo la glottodidattica delle lingue straniere è più avanzata rispetto che in Italia.

Il consiglio europeo di Lisbona ha concluso che un quadro europeo dovrebbe definire le nuove competenze di base da assicurare lungo l'apprendimento permanente, (un tentativo di uniformare le strategie didattiche di tutti i paesi membri dell'unione europea) e dovrebbe essere un'iniziativa chiave nell'ambito della risposta europea alla globalizzazione e al passaggio verso economie basate sulla conoscenza e ha ribadito anche le persone costituiscono la risorsa più importante dell'Europa. Da allora tali conclusioni sono state regolarmente reiterate anche ad opera dei consigli europei di Bruxelles come nella rinnovata strategia di Lisbona approvata nel 2005.

Competenze chiave espresse nella Raccomandazione europea

  • Comunicazione nella madrelingua;
  • Comunicazione nelle lingue straniere;
  • Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;
  • Competenza digitale;
  • Imparare a imparare;
  • Competenze sociali e civiche;
  • Spirito di iniziativa e imprenditorialità;
  • Consapevolezza ed espressione culturale.

Curricolo

(Primo effetto di questo cambio di prospettiva) → nel momento in cui esce di scena dalla sua posizione, scende dal piedistallo il concetto di programma, di nozione che invece mette al centro dell'attenzione la prospettiva dell'apprendente, che con una serie di strumenti deve arrivare a dominare certi contenuti e avere certe competenze, è centrale il Curricolo. Prevede:

  • Una fase di individuazione degli obiettivi di apprendimento che precede l'insegnamento; (tutto ciò che precede l'insegnamento anche a livello di consigli scolastici)
  • La specificazione dei contenuti di insegnamento; (sillabo, può essere quello che troviamo nelle pagine di Ca' Foscari è l'elenco dei contenuti, parte nozionistica);
  • La pianificazione del lavoro scolastico fatto sulla base di scelte metodologiche (che tipo di didattica vogliamo impostare e obiettivi ci poniamo);
  • E il controllo dei risultati dell'azione didattica inclusi i processi di valutazione (le verifiche e dei sistemi di valutazione a livello nazionale come le prove Invalsi).

Il sillabo è la parte più statica del Curriculo che implica la selezione degli argomenti e la loro sequenziazione. Luca Serianni → i contenuti aumentano non è possibile fare tutto e quindi ci vorrà coraggio a selezionare i contenuti più importanti. È opportuno deprimere la quota di grammatica teorica e parallelamente costruire la padronanza lessicale e semantica (elogio alla selettività, quando si insegna bisogna farci i conti).

Aspetti legati al CV

  • Attenzione all'acquisizione non del titolo ma delle competenze;
  • Esigenze del discendente;
  • Trasversalità dell'insegnamento (italiano centrale in tutte le competenze chiave);
  • Certificabilità delle competenze (concetto di certificabilità richiama il problema della valutazione, il problema che nasce è che quello che noi dobbiamo valutare non è solo la conoscenza ma anche la competenza).

Normativa italiana

2 riferimenti normativi fondamentali sono le Norme generali e le Indicazioni nazionali: riferimenti normativi. Questi sono 4 documenti distinti, organizzati a seconda di due cicli, il primo ciclo: scuola primaria e secondaria di primo grado e il secondo delle superiori, documenti distinti e sono l'uno l'evoluzione dell'altro, posto quello che abbiamo detto cioè cambio di prospettiva dell'apprendimento ed esigenza di strutturare un curriculo che mette al centro le competenze di ciò che bisogna raggiungere in termini di saper fare è stato necessario dare delle indicazioni da parte del ministero, che stabilissero quali sono gli obiettivi a cui portare gli studenti nei vari cicli di istruzione.

DL 226/2005: le norme generali sono state scritte nel 2004, 2005. In questo decreto legge del 2005 il punto importante che proviene dall'articolo è la certificazione periodica e annuale delle competenze che documenti il livello di raggiungimento degli obiettivi formativi (articolo 20), c'è un attenzione sia all'attenzione dell'aspetto del CV sia verso quelli della verifica e certificazione di quanto viene appreso e queste norme generali contengono il PECUP, profilo educativo culturale e professionale → è un profilo generale con insieme di competenze che uno studente al termine di ogni grado di istruzione deve essere arrivato a padroneggiare.

Indicazioni nazionali (per impostare un percorso didattico)

(Secondo step) → abbiamo tre riferimenti, tutt'ora vigenti:

  • Indicazioni nazionali licei (2010);
  • Indicazioni nazionali primo ciclo (2012); (elementari e medie)
  • Linee guida.

Dobbiamo ricorrere per impostare un percorso di insegnamento. Le indicazioni nelle norme sono più schematiche mentre le indicazioni nelle indicazioni nazionali sono più discorsive e più ampie.

Indicazioni nazionali → si dividono in due parti, in due sezioni. Una prima parte dedicate alle linee generali e alle competenze. Indicazioni nazionali sono il testo di partenza che specifica tutte le competenze e le linee generali nella prima sezione, e poi nella seconda sezione ci sono gli obiettivi specifici di apprendimento, queste due sezioni corrispondono alla distinzione tra conoscenze e competenze cioè gli obiettivi specifici vanno più vicino rispetto ai contenuti mentre le linee generali sono più vicini alle competenze. Le indicazioni nazionali contengono le indicazioni nazionali dei licei quello del 2010, le linee generali e gli OSA per tutte le materie e le scuole superiori.

Incipit delle linee generali

La lingua italiana rappresenta un bene culturale nazionale, un elemento essenziale dell’identità di ogni studente e il preliminare mezzo di accesso alla conoscenza: la dimensione linguistica si trova infatti al crocevia fra le competenze comunicative, logico argomentative e culturali declinate dal Profilo educativo, culturale e professionale comune a tutti i percorsi liceali.

La centralità, l'importanza che viene attribuita alla lingua italiana e di scolarizzazione come bene culturale, il suo rapporto con l'identità, e nelle 8 competenze abbiamo notato che tutte implicano il ricorso all'italiano e quindi l'italiano si trova al crocevia tra le varie competenze.

Nelle indicazioni nazionali c'è il riferimento al PECUP: stabilito nelle norme del 2004 e 2005, nelle norme generali. Ancora incipit: Al termine del percorso liceale lo studente padroneggia la lingua italiana: è in grado di esprimersi, in forma scritta e orale, con chiarezza e proprietà, variando - a seconda dei diversi contesti e scopi - l’uso personale della lingua; di compiere operazioni fondamentali, quali riassumere e parafrasare un testo dato, organizzare e motivare un ragionamento; di illustrare e interpretare in termini essenziali un fenomeno storico, culturale, scientifico.

La capacità di usare la lingua per concettualizzare un fenomeno e poterlo comunicare attraverso un registro adeguato, formale, adeguato a un contesto è uno scopo fondamentale del percorso delle competenze che vanno acquisite all'interno del percorso liceale. Qui si vede il richiamo alla variazione linguistica: la lingua scritta e orale. La tendenza oggi è quella di considerare l'apprendimento della scrittura in modo analogo all'apprendimento di una lingua straniera, nessuno è parlante nativo per quanto riguarda la scrittura, di una variante scritta formale, posto che si può trattare l'apprendimento della scrittura come un apprendimento di una lingua straniera, quello che vale per l'uno vale per l'altra, vale il concetto di interlingua: il fatto che quando si apprende una lingua seconda ci si fanno certe idee di quale sia la forma corretta da esprimersi (la norma) e la si usa, questa magari rispetto al parlante nativo è percepito come un errore, in realtà dal punto di vista dell'apprendente è solo un'idea temporanea di quello che io credo sia la norma, quindi gli errori vanno visti in un primo momento come errori della scrittura come fase di dominio ancora imperfetto della varietà che si sta apprendendo.

Continua: L’osservazione sistematica delle strutture linguistiche consente allo studente di affrontare testi anche complessi, presenti in situazioni di studio o di lavoro. A questo scopo si serve anche di strumenti forniti da una riflessione metalinguistica basata sul ragionamento circa le funzioni dei diversi livelli (ortografico, interpuntivo, morfosintattico, lessicale-semantico, testuale) nella costruzione ordinata del discorso osservazione della grammatica deve essere finalizzata per osservazione di certe forme che hanno in certe funzioni e in certi contesti.

Ha inoltre una complessiva coscienza della storicità della lingua italiana, maturata attraverso la lettura fin dal biennio di alcuni testi letterari distanti nel tempo, e approfondita poi da elementi di storia della lingua, delle sue caratteristiche sociolinguistiche e della presenza dei dialetti, nel quadro complessivo dell’Italia odierna, caratterizzato dalle varietà d’uso dell’italiano stesso. (indicazioni licei 2010) elementi di storia della lingua o caratteristiche socio-linguistiche, idea che ci sia varietà di lingue, inclusi i dialetti, sono nozioni che non rientrano in realtà nella programmazione nostra didattica di scuola, però diciamo che è importante sensibilizzare gli studenti che lo strumento che usiamo noi è uno strumento che ha una storia ed è arrivato a noi dopo una serie di percorsi storiche. Le indicazioni sono divise per parti generali e competenze e per OSA.

La seconda sezione delle Linee generali contiene gli OSA per il biennio del liceo

  • Riflessione sulla lingua (coesione e coerenza, in senso trasversale);
  • Diversità di registro e canali (osservazione, riformulazione) (come può essere il canale parlato, scritto e digitato);
  • Comprensione del testo, capacità di lettura, saper individuare informazioni, saper fare inferenze (capire quello che il testo implica), comprendere le relazioni logiche;
  • Scrittura;
  • Esercitazioni scritte (riassunto, parafrasi, relazione);
  • Trasversalità (ultime lezioni la affronteremo, soprattutto la testualità scientifica);

OSA secondo biennio e ultimo anno (ultimi 3 anni delle scuole superiori) (più mirati)

  • Arricchimento sistematico del lessico in particolare quello settoriale (fondamentale la collaborazione con altre discipline);
  • Potenziamento dei percorsi di analisi.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nora96_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica dell'italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Mastrantonio Davide.
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