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Lezione 1 - Cos'è economia politica

Definizione

Economia politica è uno studio della logica di funzionamento della società: non parla solo dei mercati, ma di tutte le situazioni in cui ci sono degli individui che hanno delle preferenze e che interagiscono tra loro.

Si usa la logica per capire cosa succede quando individui razionali vivono insieme. Ci concentriamo però su un particolare tipo di interazione, ovvero i mercati: meccanismo di interazione semplice (domanda-offerta, prezzo, chi vuole comprare compra e chi vuole vendere vende).

Come funzionano i mercati? Per capire ciò devo capire come funzionano le imprese. Perché si chiama economia politica? I mercati funzionano, ma c'è un governo che può intervenire sui mercati regolamentandoli (es. nella pandemia con regole e prestiti).

Interazione tra:

  • Decisioni degli individui (tra cui imprese)
  • Regole (fissate dal governo)
  • Benessere generato da questo meccanismo

Economia politica ≠ economia aziendale: l'aziendale guarda ai dettagli di funzionamento delle imprese, mentre la politica vede le cose in modo più astratto e logico. I grafici sono molto usati e bisogna capire come funzionano.

Esempio 1 - Primo teorema del benessere

5 persone con un biglietto per un concerto che desiderano rivendere (lato dell'offerta: imprese) e 5 persone con dei soldi vogliono comprare biglietti ma le vendite sono chiuse (lato della domanda).

Unico bene fisico: biglietto (poi moneta). Quanti soldi sei disposto a pagare per un biglietto? -> preferenze dei consumatori (prezzo massimo disposto a pagare). A quanti soldi mi va bene vendere il biglietto? (prezzo di riserva: prezzo minimo a cui sono disposto a vendere).

Questo è il metodo più intelligente possibile per generare benessere? No, Adam Smith dice che il biglietto costa 31 -> così chi è disposto a pagare più di 31 compra, chi non è disposto no; chi è disposto a vendere per meno di 31 vende, gli altri no.

È un sistema che non fa scambiare tutti e tutti pagano lo stesso prezzo -> è quindi un sistema molto più stabile, se quel prezzo non mi sta bene non scambio. Sulla base di questo prezzo rifaccio le coppie.

Essa è la curva di domanda, generalmente inclinata all'ingiù -> più il prezzo si abbassa più gente vuole comprare. La curva di offerta è invece al contrario, più è alto il prezzo più sono disposti a vendere. Dove le due curve si incontrano c'è equilibrio -> il loro incrocio in questo caso è 31.

Tutti sono pricetaker -> se il prezzo è 31, tutti si scambiano 31. Il prezzo è stabile -> il prezzo è uguale, tutti sono contenti e non c'è invidia, tutto è anonimo e volontario. Nel mondo reale se il mercato è in concorrenza perfetta il teorema vale -> il surplus sociale è massimo.

Esempio 2 - La teoria dei giochi

Situazione in cui il benessere di un individuo NON dipende solo da:

  • Sé stesso (miei gusti)
  • Prezzo

Ma dipende direttamente da scelte di altri (teoria dei giochi). Ciascuno deve alzare la mano: se più del 90% alza la mano 5 euro vengono dati a tutti, se meno del 90% alza la mano 10 euro vengono ritirati a tutti; ma io non so se tutti alzeranno la mano, perché se non alzi la mano né perdi né guadagni, dipende da quanto uno ha paura del rischio, ma io non so le loro intenzioni -> ciò crea incertezza.

Teoria dei giochi: Supponiamo di essere in 2. Non si può parlare di mano invisibile perché non in tutti gli scenari il benessere è il più alto possibile. Sarebbe necessaria coordinazione, ma c'è incertezza e ciò che faccio dipende da ciò che fanno tutti -> quindi in certe situazioni mano invisibile non funziona.

5,5 e 0,0 sono equilibri: so che tutti dicono sì o no e la strategia intelligente è seguirli.

Lezione 2 - Domanda di mercato

Esempio

A ogni consumatore interessava solo un bene, il biglietto del concerto, e si sapeva quanto egli era disposto a pagare per esso. I consumatori sono razionali, egli dice: se il prezzo che sono disposto a pagare è maggiore o uguale al prezzo effettivo allora lo compro, al contrario no -> al diminuire del prezzo aumenta il numero di consumatori che a quel prezzo sono disposti a comprare -> funzione di domanda Q (P) è decrescente.

La funzione di domanda ci dice "se P fosse uguale a un certo valore quale sarebbe la domanda totale?" (qual è la potenzialità di mercato del prodotto). Derivata della funzione mi dice di quanto cambia la funzione se il prezzo sale -> ci aspettiamo che la derivata sia negativa (che f(x) sia decrescente).

Esistono però i beni di "status" in cui aumenta la domanda se il prezzo aumenta ma sono eccezioni (es. Gucci)-> Sono due mercati ma diversi, due grafici di domanda ma diversi. Nel secondo caso se il prezzo sale la domanda diminuisce ma non molto, ad esempio per una maglia Gucci conta il simbolo quindi il prezzo ha meno importanza. Nel primo caso se il prezzo si alza la domanda si abbassa notevolmente (es. gelato).

In entrambe la derivata è negativa ma i mercati sono comunque diversi. Dire che la funzione è decrescente dice solo che c'è una reazione ma l'entità della stessa può essere molto diversa.

Domanda lineare: Q(P)=A - BP (A>0; B>0). A=quantità massima domandata, c'è un prezzo massimo oltre il quale non riesco ad andare. A/B=prezzo massimo a cui posso vendere il mio prodotto affinché ci sia qualcuno che lo compri.

Domanda lineare inversa

Per trovare P in funzione di Q: P=A/B - Q/B (posso scrivere a=A/B, b=1/B).

Offerta di mercato

Si risponde alla domanda: Se il prezzo di magliette fosse 1 euro quante magliette mi aspetterei di vedere sul mercato? E se costassero 200? Se il prezzo aumenta ci sarà più gente disposta a mettere sul mercato la merce.

Prezzo: ipotizziamo un mercato con tanti concorrenti -> in questo caso il prezzo lo dà il mercato perché ci sono molti produttori di beni simili al mio quindi io non ho una grande capacità di decidere il prezzo. Aziende che non possono decidere i prezzi sono pricetakers.

Q è crescente -> la sua derivata è positiva. Offerta lineare: SQ (P)=C + DP. P=c + dQ (c= -C/D; d=1/D). C= prezzo minimo che posso dare per coprire i costi.

Equilibrio di mercato

Date le funzioni di domanda e di offerta qual è il prezzo che ci aspettiamo di osservare? P* è il prezzo di equilibrio di mercato (incontro tra domanda e offerta) -> è tendenzialmente unico. Se il prezzo fosse superiore a P* ci sarebbe un'enorme quantità di prodotti ma una domanda bassa -> in questo caso il prezzo si abbasserebbe.

Se c'è alta domanda e bassa offerta -> il prezzo si alza.

  • Se P>P* -> Q (P*)>Q (P*) -> eccesso di offerta -> genera un ribasso del prezzo.
  • Se P<P* -> Q (P*)>Q (P*) -> eccesso di domanda -> genera un rialzo del prezzo.

Quindi in condizioni di concorrenza perfetta le condizioni di mercato portano verso l'equilibrio.

Area Sc=surplus di domanda -> guadagno mentale del cliente rispetto a ciò che era disposto a pagare. Area Sp=surplus di offerta -> guadagno mentale dell'impresa rispetto al costo a cui era disposta a vendere.

Se ci troviamo su P* il surplus totale è il massimo -> vuol dire che si realizza tutto il surplus. Raggiungendo il massimo surplus possibile si realizza la teoria della mano invisibile. Al prezzo di equilibrio il benessere sociale è il più alto possibile. Se ad esempio l'area della domanda fosse inferiore all'offerta allora significherebbe avere più offerta che domanda e viceversa.

Trovando P* trovo anche Q* che è la quantità di prodotti che venderò ponendo il prezzo di equilibrio.

Metodo della statica comparata

Ora cerco di prevedere cosa succede a prezzo e quantità al variare delle condizioni di mercato (es. gusti, tecnologia…):

  1. Calcolo il prezzo e la quantità di equilibrio.
  2. Poi mi chiedo: questo cambiamento sposterà la domanda di offerta o di domanda o entrambe? E come le modificherà?
  3. Calcolo il nuovo equilibrio.

Ma che cosa sposta la curva di domanda? In realtà essa non dipende solo dai prezzi, la domanda può spostarsi anche ad esempio se la gente diventa più ricca o più povera (reddito), i gusti cambiano.

DQ =AP - B (in questo caso è B a variare, se variasse anche l'inclinazione varierebbe A). SQ =CP + D. Variazioni di condizioni di mercato variano i parametri. P*= (AP - B)/CP.

Per valutare l'effetto del cambiamento dell'offerta è estremamente importante capire la domanda e viceversa.

Lezione 3 - Elasticità della domanda rispetto al prezzo

Nel primo i clienti sono più sensibili al prezzo e nella seconda meno. Si introduce quindi il concetto di elasticità (ε). Non basta il concetto di inclinazione della pendenza.

Calcolo variazione percentuale (elasticità):

  • X (tempo 0) X (tempo 1)
  • X= X1 - X0
  • Percentuale -> ΔX/X0

Se il prezzo cambia di quanto in % cambia la domanda? Calcolo così la percentuale di variazione della domanda rispetto alla percentuale di variazione del prezzo.

Segno dell'elasticità

Mi accorgo che ΔQ/ΔP equivale alla derivata di Q/P (variazione di Q rispetto alla variazione di P) -> derivata è negativa, avrò un'elasticità negativa.

Elasticità nel punto -> possiamo definire l'elasticità nel punto (P; Q) è uguale a: In un preciso punto si identifica con le derivate, mentre Δ si usa per variazioni grosse. L'elasticità non coincide con l'inclinazione che è solo uguale alla derivata; quindi, il loro andamento è diverso (anche se l'inclinazione è uguale in due punti l'elasticità può non esserlo).

Elasticità di funzione lineare

Dati i parametri fissi A e B, l'elasticità dipende sia dalla pendenza che dal punto in cui misuro.

Curva isoelastica

Nella curva di domanda isoelastica l'elasticità resta uguale lungo tutta la curva. Formula per calcolare l'elasticità costante.

Osservazioni

L'elasticità va da 0 a -infinito e passa per -1. Elasticità= -1 -> se abbasso il prezzo dell'1% la quantità aumenta dell'1%. Nella domanda lineare coincide con il punto in cui P=Q. Nella domanda isoelastica si trova in tutti i punti. Se un'impresa produce in un punto in cui elasticità=-1 vuol dire che le cose sono in equilibrio e che costi e guadagni restano uguali (quindi i prezzi sono corretti).

Elasticità= 0 -> domanda rigida, anche se raddoppio il prezzo la domanda aumenta. Beni necessari -> anche se alzo il prezzo la gente deve comprarlo.

Elasticità= -∞ -> domanda elastica, se sbaglio i prezzi perdo tutto il mercato. Beni non necessari -> se alzo i prezzi la gente rinuncia a comprare (es. sigari, viaggi…).

Elasticità dell'offerta

Al contrario dell'elasticità della domanda essa è positiva (essendo una funzione crescente). Curva rigida: non riesco a vendere più di una certa quantità. Curva elastica: è facile aumentare la quantità offerta.

Elasticità della domanda rispetto al reddito dei consumatori

Se l'elasticità della domanda rispetto al reddito è maggiore di 0 -> quando la gente diventa più ricca tende a comprare di più di questo bene -> bene normale.

Se l'elasticità rispetto al reddito è negativa -> più ricchi si è meno si compra questo bene -> bene inferiore.

Elasticità incrociata di due beni

Se il prezzo del bene varia dell'1% di quanto varia la domanda del bene? Es. io produco carne di pollo, devo stare attento a cosa succede al prezzo della carne di manzo.

Elasticità positiva: se la carta aumenta di prezzo e la gente non scrive più il prezzo dei pennarelli subirà una riduzione (beni complementari).

Elasticità negativa: esplosa la domanda di prodotti online, anche la domanda di cartone aumenta, mentre quella di carta di meno (beni sostituti).

Stima delle curve di domanda e di offerta

Ipotizziamo che il mercato sia descritto da domanda e offerta lineari:

  • Q =A - BP
  • Q =C + DP

Voglio sapere quanto valgono i parametri partendo dai dati. Per stimare dati domanda conosco i dati su:

  • Prezzo
  • Quantità
  • Elasticità attorno al punto reale P;Q

Procedimento domanda:

  • Elasticità= -B x (P/Q) -> posso trovare B
  • Q= A - BP -> trovo A

Procedimento offerta: Allo stesso modo calcolo C e D.

Altra soluzione: osservo che da due punti passa una sola retta: quindi se so come si comporta la domanda in un giorno e poi il giorno dopo posso calcolare l'inclinazione della retta.

Se variazioni di prezzo derivano da cambio di offerta stimo la domanda. Se variazioni di prezzo derivano da cambio di domanda stimo l'offerta. Una delle due curve deve rimanere ferma e avere inclinazione costante, altrimenti non posso fare previsioni. Se invece utilizzo i dati puntuali e ricerco i parametri posso individuare una stima su tutto l'anno, perché non mi affido solo all'inclinazione.

Lezione 4 - Come cerchiamo di capire i consumatori

Descrizione obiettivo

Descriviamo loro obiettivo: riguardano loro preferenze che devo descrivere.

Descrivo vincoli che hanno: riguardano reddito e prezzi.

Descrivo il loro comportamento come il frutto di una massimizzazione vincolata -> cerco di fare il meglio che posso dati i vincoli.

Come cerchiamo di spiegare le imprese

Hanno obiettivi: profitti.

Hanno vincoli: tecnologia e prezzi (materie prime, energia ecc…).

Parliamo ora del consumatore

Preferenze

Il consumatore sceglie un paniere di beni X=(x1, x2, …, xL) con L=beni. xL=quantità di bene L consumata.

Es. il consumatore può prendere tre quantità del bene 1 (mele) e quattro del bene due (pere). Il punto X è un paniere, che contiene x1 mele e x2 pere.

X [0; inf) -> ma si assume per semplicità che vi sia perfetta divisibilità.

  • x1, x2 ≥ 0: non esistono quantità negative.

Gusti del consumatore

Quale tra questi due punti sceglieresti? Il consumatore può scegliere una delle due alternative o non scegliere. Ciò dipende dai gusti del consumatore.

Come modelliamo ciò?

Per ogni coppia di panieri:

  • X= (x1, x2)
  • X'= (x'1, x'2)

Preferisco X a X'. I suoi gusti li rappresentiamo con il simbolo di preferenza ("preferenzina").

Ipotesi sulle preferenze

  1. Le preferenze sono complete: Il consumatore posto di fronte a una qualsiasi coppia di panieri mi sa sempre dare una risposta (i consumatori sanno quello che vogliono).
  2. Non sazietà: Se ogni componente di un paniere è maggiore di ogni componente dell'altro, il consumatore preferirà sempre il paniere più grande.
  3. Transitività: Dati tre panieri x, x', x'', se ti piace di più x rispetto a x' e ti piace di più x' rispetto a x'' allora devi anche dire che preferisci x a x''.

Consumatore razionale = le sue preferenze sono complete, non sazie e transitive.

Queste tre ipotesi sono necessarie e sufficienti per la teoria delle preferenze:

Ogni preferenza che soddisfi queste ipotesi + la continuità (piccole variazioni non cambiano molto i gusti) può essere descritta da una funzione -> (x1, x2) → ℝ.

Detta funzione di utilità: rappresenta le preferenze: Le preferenze sono coerenti con il benessere U del consumatore.

Funzione di utilità

In entrambi i casi la preferenza del cliente va a X, quindi il valore delle due funzioni è superfluo, ci interessa solo quale paniere sia preferito.

I gusti hanno una struttura ordinale, metto in ordine le mie preferenze. Se avessi un'utilità cardinale potrei misurare la differenza di utilità, ma noi consideriamo preferenze ordinali.

Calcolo della funzione di utilità: due tappe

  1. L=1 (un solo bene): L'insieme di consumo, quindi, è solo l'asse delle x.
  2. Posso fare la derivata di U che mi dà l'inclinazione della sua funzione (utilità marginale):

Più ho già quantità alte meno ne voglio (es. se mangio un panino potrei già volerne un altro, ma se ne ho mangiati sette meno).

Ipotesi di utilità marginale positiva ma decrescente: La derivata prima è positiva ma decrescente -> la funzione è concava:

Nel caso L=1 abbiamo già la soluzione

Il consumatore calcola di quanto aumenta la sua utilità (ΔU). Se l'utilità marginale è maggiore del prezzo che sono disposto a pagare…

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher polki99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Miniaci Raffaele.
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