Concetti Chiave
- Le piante arboree possiedono un apparato radicale ben sviluppato e un apparato aereo che risponde alle loro esigenze nutritive.
- Il rapporto chioma-radice è fondamentale: una chioma ampia implica radici altrettanto sviluppate, con le radici che rappresentano circa il 20% della pianta totale.
- Le radici delle piante arboree si espandono oltre la proiezione della chioma, penetrando nei strati più fertili del terreno per una crescita ottimale.
- Vari metodi di studio delle radici, come carote di terreno e monoliti, sono stati utilizzati per analizzare la posizione e le caratteristiche delle radici nelle piante fruttifere.
- Nei frutteti, le radici si sviluppano rapidamente grazie alla mancanza di competizione, favorendo una precoce entrata in produzione delle piante.
Struttura delle piante arboree
Le piante arboree hanno un apparato radicale sviluppato, efficiente e proporzionato alle esigenze nutritive ed l’apparato aereo. La maggior parte delle piante da frutto sono organismi bimembri, nei quali l’apparato aereo e l’apparato radicale, uniti al punto d’innesto, appartengono a due entità botaniche diverse, addirittura di differenti generi e/o specie, per esempio pero/cotogno, pesco/susino.
Rapporto chioma-radice
Lo sviluppo delle radici e lo sviluppo della chioma sono strettamente correlati e danno luogo ad un ben definito rapporto chioma/radice (o apparato epigeo/apparato ipogeo). Le piante dotate di ampie chiome presentano sviluppati apparati radicali, così come le piante di limitata mole hanno radici proporzionali. In genere nelle piante arboree le radici rappresentano il 20% dell’intera pianta. Le radici si rinnovano con velocità maggiore o minore se esplorano nuovi strati di terreno. Il ricambio è più veloce per le radici piccole rispetto a quelle grossse: quantitativamente le radici che muoiono e vengono sostituite annualmente rappresentano alcune decine di quintali/ettaro di materia secca. Nello svilupparsi le radici vanno in profondità nei primi e più fertili strati del terreno e si allontanano dal tronco, espandendosi oltre la prpiezione della chioma. Nei frutteti, le radici non trovando competizione iniziale si sviluppano rapidamente, concorrono alla rapida formazione della pianta ed alla conseguente precoce entra in produzione.
Metodi di studio delle radici
In passato, in particolare negli anni ’60 del secolo scorso, sono stati fatti numerosi dtudi sugli apparati radicali dei più importanti fruttiferi e della vite. I metodi d’indagine impiegati sono diversi, i più importanti sono: - carote di terreno: vengono prelevate sotto la chioma dela pianta per osservare e misurare le radici presenti. – monolito: metodo distruttivo, che si esegue scavando con pazienza una trincea attorno alla pianta, le radici si liberano dalla terra con getti d’acqua per poi verificarne posizione, tipo, numero, lunghezza, peso, ecc. – pareti di vetro: si scava una trincea, si posiziona a protezione un vetro per osservare le radici che si sviluppano in prossimità. – sostanze radioattive: si iniettano nel terreno e nella pianta e se ne segue il percorso, ottenendo informazioni sulla distribuzione e sul ritmo di attività delle radici.
Domande da interrogazione
- Qual è la relazione tra l'apparato radicale e la chioma nelle piante arboree?
- Qual è la percentuale delle radici rispetto all'intera pianta nelle piante arboree?
- Quali metodi sono stati utilizzati per studiare gli apparati radicali delle piante?
Lo sviluppo delle radici e della chioma è strettamente correlato, dando luogo a un rapporto chioma/radice ben definito. Le piante con ampie chiome tendono ad avere apparati radicali sviluppati, mentre quelle di dimensioni più contenute presentano radici proporzionali (testo).
Nelle piante arboree, le radici rappresentano circa il 20% dell'intera pianta, e il loro rinnovamento avviene con velocità variabile a seconda delle dimensioni e della profondità esplorata nel terreno (testo).
I metodi di studio degli apparati radicali includono l'uso di carote di terreno, il metodo del monolito, le pareti di vetro e l'impiego di sostanze radioattive per tracciare la distribuzione e l'attività delle radici (testo).