Concetti Chiave
- La maternità surrogata era vista come un dovere civico per le donne nell'antica Roma, contribuendo alla continuità della stirpe.
- Fino al II secolo, le donne erano penalizzate e il loro valore era legato esclusivamente alla capacità di procreare.
- I matrimoni si svolgevano principalmente per motivi economici e politici, con la maternità surrogata spesso incoraggiata.
- Plutarco sostenne che le donne in età fertile dovessero avere la possibilità di generare figli anche al di fuori del matrimonio per rispettare le leggi naturali.
- La Lex Julia, promulgata da Ottaviano, premiava le famiglie numerose e sanzionava le coppie senza prole, conferendo diritti alle donne che partorivano almeno tre figli.
La maternità surrogata nell'antica Roma
La pratica della maternità surrogata era molto diffusa nell’antica Roma, anzi essa costituiva un vero e proprio dovere civico per la donna.
Il ruolo della donna e la procreazione
Fino al II secolo la donna era molto penalizzata perché non le erano riconosciuti i diritti civili di base. Essa aveva valore solo per il fatto che era destinata alla procreazione e quindi a garantire la continuità della stirpe. Pertanto, una donna in età fertile che non generava figli era vista come una presenza inutile perché non dava alcun contributo al bene della comunità.
Matrimoni e doveri civici
Raramente una coppia si sposava per amore; molto spesso ci si sposava per incrementare le forze dello Stato, per motivi economici o per garantire la continuità di una dinastia. Pertanto, considerate queste premesse, era considerato normale, anzi incoraggiato, che una donna prestasse il proprio utero per dare alla luce dei figli non concepiti con il proprio marito.
Plutarco e la maternità surrogata
Plutarco nella sua opera Vite parallele, sostiene apertamente questa pratica. Egli afferma che una donna nel pieno delle sue capacità riproduttive non può spegnere tale potere; per questo se il nucleo familiare ritiene di avere un sufficiente numero di figli, è bene, secondo le leggi di natura che il marito acconsenta a lasciare per un po’ di tempo la moglie ad un altro uomo affinché siano generati dei figli.
Catone e l'esempio di Ortensio
Sappiamo anche che Catone aveva un amico, Ortensio, che non poteva avere figli in quanto la moglie era sterile. Catone non esitò a rispondere positivamente alla richiesta dell’amico di maternità surrogata (come si direbbe oggi), “prestandogli” la moglie Marta.
La Lex Julia e le sue conseguenze
Nel I° secolo avanti Cristo, Roma conobbe un periodo di crollo demografico e Ottaviano pensò di risolvere il problema promulgando la Lex Julia con la quale concedeva premi alle famiglie numerose e sanzionava sia quelle che non avevano prole che i celibi. Inoltre la legge impose dei termini massimi per la durata dei fidanzamenti e stabilì delle pene severe per coloro che eludevano il fisco rompendo di volta in volta un fidanzamento. Una donna acquisiva gli stessi diritti dell’uomo se dimostrava di avere partorito almeno tre figli.
Domande da interrogazione
- Qual era il ruolo della donna nella procreazione nell'antica Roma?
- Come influenzavano i matrimoni le pratiche di maternità surrogata?
- Qual è la posizione di Plutarco sulla maternità surrogata?
- Quali erano le conseguenze della Lex Julia nel I secolo a.C.?
Nella Roma antica, il ruolo della donna era principalmente legato alla procreazione, considerata un dovere civico. Le donne in età fertile che non generavano figli erano viste come inutili per la comunità, poiché non contribuivano alla continuità della stirpe.
I matrimoni nell'antica Roma erano spesso motivati da ragioni economiche o politiche piuttosto che dall'amore. Questo contesto rendeva normale e incoraggiato che una donna prestasse il proprio utero per generare figli non concepiti con il proprio marito.
Plutarco, nella sua opera "Vite parallele", sostiene la maternità surrogata, affermando che una donna non dovrebbe spegnere il suo potere riproduttivo. Se una famiglia ha già un numero sufficiente di figli, è naturale che il marito consenta alla moglie di generare figli con un altro uomo.
La Lex Julia, promulgata da Ottaviano, mirava a contrastare il crollo demografico concedendo premi alle famiglie numerose e sanzionando quelle senza prole. Inoltre, stabiliva diritti per le donne che partorivano almeno tre figli, equiparandole agli uomini in termini di diritti civili.