Concetti Chiave

  • La condizione della donna nella società romano-italica era caratterizzata da inferiorità e soggezione, con il matrimonio che la poneva in "manu" dell'uomo.
  • L'emancipazione giuridica e sessuale delle donne si sviluppò nel tempo, culminando nell'epoca di Cicerone, dove iniziarono a godere di maggiori diritti e libertà.
  • Il regime matrimoniale si avvicinò a quello moderno, permettendo alle donne di disporre liberamente di sé stesse e di partecipare alla vita sociale e culturale.
  • Nonostante i progressi, le donne affrontavano ancora limiti significativi, come l'impossibilità di unirsi a uno schiavo e una scarsa presenza nella politica.
  • Nell'epoca del tardo impero, l'emancipazione femminile subì un'inversione a causa dell'influenza dei ceti militari e del Cristianesimo, che riaffermarono la superiorità maschile.

Condizione della donna nella società romano-italica

Nella primitiva società romano-italica, come in ogni società di tipo patriarcale, la donna occupava una condizione di inferiorità e di soggezione rispetto all’uomo. Tale concetto non era sancito sul piano giuridico, tuttavia risulta dal fatto che il matrimonio poneva la donna in “manu” dell’uomo, cioè in pieno potere come se si trattasse quasi di una schiava. Anche se essa era esclusa dallo status di cittadina e quindi mai giunse ad usufruire dei diritti politici (esclusa com’era dal servizio militare), col tempo arrivò ad acquisire una propria capacità giuridica più o meno vasta.

Emancipazione giuridica e sessuale

A tale emancipazione giuridica fece seguito (ma a in alcuni la precedette) quella sessuale, riprovata da tanti scrittori latini che difendevano ed esaltavano l’immagine austera della matrona di un tempo fedele al marito, vista come divinità tutelare della casa e pronta a qualsiasi sacrificio.

Donne celebri dell'epoca di Cicerone

Il punto massimo dell’emancipazione della donna si ebbe con l’evolversi della ricca società dell’epoca di Cicerone e di quella imperiale. È in tale periodo che si ha notizia di tante donne, rimaste celebri: Terenzia, la moglie di Cicerone, Clodia celebrata da Catullo nelle sue poesie, Lesbia, Livia Drusilla, consorte di Augusto, le due Giulie, rispettivamente figlia e nipote di Augusto, Messalina moglie di Claudio, Plotina moglie di Traiano e tante altre.

Evoluzione del regime matrimoniale

Ormai, il regime matrimoniali si stava avvicinando a quello moderno; la donna poteva disporre liberamente della sua persona e dei suoi beni e, affrancata da ogni tutela dopo il primo matrimonio, poteva accedere al divorzio. Le era concesso di frequentare chi voleva, partecipare alla vita mondana e culturale, costituire un’associazione ed evitare di abbassare gli occhi quando incontrava un uomo, specialmente quando presenziava ad uno spettacolo. Poteva anche partecipare a banchetti, rientrare a casa a tarda notte e dedicarsi a speculazioni come il prestito del denaro.

Ostacoli e limiti all'emancipazione

Ovviamente, questo valeva per i ceti più elevati perché in quelli rurali permanevano le vecchie abitudini e mentalità, difficilmente estirpabili. Soltanto in un aspetto, la donna trovò un ostacolo insormontabile: l’unione con uno schiavo. La ragione di tale divieto consisteva nel rischio di contaminare la discendenza. Tuttavia a questo processo di emancipazione femminile sul piano sessuale e giuridico non seguì un’incisiva presenza della donna nella politica e nelle attività produttive.

Influenza del Cristianesimo e società militari

Addirittura, ad un certo momento, nel tardo impero, si ha una sorta di inversione di tendenza causata da due elementi: l’avvento dei nuovi ceti militari e la diffusione del Cristianesimo. Infatti, è noto come le società militari non sono mai favorevoli alle donne perché non combattono. Inoltre il Cristianesimo, pur predicando l’uguaglianza nella vita eterna, non condannò la schiavitù quale istituto sociale e sottolineò la superiorità dell’uomo sulla donna, ponendosi, in tal senso, in linea con il patriarcato ebraico e con i criteri della società arcaica romana. Addirittura, alcuni padri della Chiesa arrivarono a considerare la donna come causa del peccato (= Eva responsabile del peccato originale commesso da Adamo) o addirittura, in senso molto lato e remoto, della morte sulla croce del Figlio di Dio. Per questo motivo, la donna doveva essere tenuta assoggettata. Con il tempo, il culto della Madonna contribuì a rendere meno rigoroso un atteggiamento simile.

Influenza femminile nelle decisioni maschili

Tuttavia, a conclusione di questo appunto, si può dire che la donna non ha mai mancato di influenzare direttamente o indirettamente le decisioni dell’uomo. Basti ricordare che Catone il Censore scriveva che i Romani comandavano tutti gli uomini, ma poi ubbidivano alle donne. Il concetto è rimasto anche nei tempi moderni con la frase “Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna”, coniata dalla scrittrice inglese Virginia Woolf per voler sottolineare l’azione di stimolo, di sostegno e di incoraggiamento che la donna ha sempre avuto verso il compagno.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era la condizione della donna nella società romano-italica?
  2. Nella società romano-italica, la donna occupava una posizione di inferiorità e soggezione rispetto all'uomo, nonostante non fosse formalmente sancita dalla legge. Il matrimonio la poneva in "manu" dell'uomo, limitando la sua libertà e diritti.

  3. Come si è evoluta l'emancipazione giuridica e sessuale della donna?
  4. L'emancipazione giuridica della donna si è evoluta nel tempo, portando a una maggiore capacità giuridica. Questa emancipazione è stata accompagnata da un cambiamento nella percezione sessuale, con scrittori latini che esaltavano l'immagine della matrona fedele.

  5. Quali donne celebri sono emerse durante l'epoca di Cicerone?
  6. Durante l'epoca di Cicerone, molte donne celebri emersero, tra cui Terenzia, Clodia, Livia Drusilla e Messalina, che rappresentano un punto massimo di emancipazione femminile in quel periodo.

  7. Quali erano i limiti all'emancipazione femminile nella società romano-italica?
  8. Nonostante i progressi, l'emancipazione femminile era limitata ai ceti più elevati, mentre nei ceti rurali persistevano vecchie abitudini. Inoltre, l'unione con uno schiavo era vietata per preservare la purezza della discendenza.

  9. In che modo il Cristianesimo ha influenzato la condizione della donna nel tardo impero?
  10. Nel tardo impero, il Cristianesimo e le società militari hanno contribuito a un'inversione di tendenza, sottolineando la superiorità dell'uomo sulla donna e mantenendo la donna in una posizione di subordinazione, nonostante il culto della Madonna avesse un effetto mitigante nel tempo.

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