Concetti Chiave
- È fondamentale selezionare animali adatti alle condizioni di allevamento e resistenti alle malattie, preferendo razze autoctone come la Cinta senese e la Calabrese.
- L'alimentazione deve puntare alla qualità della produzione, utilizzando alimenti biologici e garantendo che almeno il 35% della sostanza secca provenga da fonti biologiche.
- I suinetti devono ricevere latte materno fino al 40° giorno di vita, per assicurare una crescita sana e naturale.
- È vietato l'uso di antibiotici e sostanze stimolanti la crescita nei mangimi, garantendo così alimenti più sani e naturali per gli animali.
- Le componenti non biologiche devono essere certificate come prive di OGM, assicurando la qualità e la sicurezza degli alimenti per gli animali.
Scelta degli animali
E’ di fondamentale importanza scegliere animali che meglio si adattano alle specifiche condizioni di allevamento e che presentino una migliore resistenza alle malattie. Possono essere impiegate razze autoctone (es. la Cinta senese, la Calabrese, La Mora Romagnola,..) anche se di difficile reperimento, perché ormai vicine alla soglia di estinzione. Inoltre, possono essere allevate razze convenzionali evitando gli utilizzi di animali portatori di patologie specifiche connesse alla produzione intensiva (es. PSE, PSS,..). Gli animali acquistati devono provenire da allevamenti biologici. Nel caso in cui non fosse possibile trovare animali provenienti da allevamenti biologici si possono introdurre suinetti provenienti da allevamento convenzionale, ma con un peso inferiore ai 25 kg.
Alimentazione biologica
L’alimentazione deve essere finalizzata ad una produzione di qualità piuttosto che a spingere verso una massimizzazione produttiva, tutto nel rispetto delle esigenze nutritive dell’animale nei vari momenti fisiologici.
Gli animali devono essere alimentati con alimentari biologici. Il decreto applicativo prevede che almeno il 35% della sostanza secca della razione annuale provenga dall’azienda stessa o dal comprensorio biologico. Ci sono poi deroghe che permettono il ricorso ad alimenti che provengono da aziende in fase di conversione fino ad un massimo del 30%. Tale percentuale sale al 60% se derivano dalla propria azienda. Inoltre era possibile, deroga scaduta nel 2005, l’impiego del 20% della sostanza secca, su base annuale, di alimenti convenzionali. Le componenti di origine non biologica devono essere accompagnate da analisi attestanti che il prodotto non contenga organismi geneticamente modificati (OGM).
Nella razione giornaliera dei suini devono essere aggiunti foraggi freschi, affienati o insilati (Reg. CE 2092/91,all.I).
I suinetti devono essere alimentati con latte materno, almeno fino al 40° girono.
Non è consentito aggiungere nei mangimi, antibiotici, coccidiostatici, medicamenti o altre sostanze che stimolino la crescita o le produzioni. Le materie prime vegetali, minerali e di integrazione vitaminica che si possono utilizzare, sono elencate nella Reg. CE 1802/99.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della scelta degli animali nell'allevamento biologico?
- Quali sono le linee guida per l'alimentazione degli animali in un allevamento biologico?
- Quali restrizioni ci sono sull'uso di additivi nei mangimi per suini?
È fondamentale scegliere animali che si adattino alle condizioni di allevamento e che siano resistenti alle malattie, preferendo razze autoctone, anche se rare, e garantendo che provengano da allevamenti biologici per evitare patologie legate alla produzione intensiva.
L'alimentazione deve puntare alla qualità piuttosto che alla massimizzazione produttiva, utilizzando alimenti biologici e garantendo che almeno il 35% della sostanza secca provenga dall'azienda o dal comprensorio biologico, con specifiche deroghe per alimenti in fase di conversione.
Non è consentito aggiungere antibiotici, coccidiostatici o altre sostanze che stimolino la crescita nei mangimi, e le materie prime non biologiche devono essere certificate come prive di organismi geneticamente modificati (OGM).