Concetti Chiave
- Il declino demografico europeo tra il II e VII secolo fu causato da invasioni barbariche, guerre ed epidemie, riducendo la popolazione a circa 20 milioni.
- Le città tardoantiche, come Roma, si ridussero drasticamente, con l'urbanizzazione che si spostò a favore delle aree rurali a causa della scarsa produzione urbana.
- Il calo demografico e la disarticolazione politica portarono alla diminuzione dei campi coltivati e all'aumento di foreste e paludi, con un'economia di sussistenza basata su risorse naturali.
- Negli ultimi secoli del millennio, la popolazione europea ricominciò a crescere grazie alla fine delle epidemie e alla disponibilità di terra, sostenuta da disboscamenti e bonifiche.
- Dal Mille, l'espansione economica e demografica fu favorita da migliori condizioni climatiche, che aumentarono i raccolti e ridussero il rischio di pestilenze, evitando crisi alimentari.
Declino demografico e urbano
Le invasioni delle popolazioni barbariche (a partire dal II secolo), la fine dell'Impero romano d'Occidente (476), la guerra tra goti e bizantini (VI secolo) e una serie di epidemie (specialmente tra Ve VI secolo) avevano abbattuto la demografia del continente europeo. Probabilmente il punto più basso venne raggiunto nel VII secolo: secondo alcune stime la popolazione europea sarebbe ammontata allora a meno di 20 milioni di abitanti, rispetto ai 30 milioni della tarda età romana.
Riguardo all'urbanizzazione, nell'epoca tardoantica le città non scomparvero ma deperirono; valga per tutti il caso di Roma, la cui popolazione si contrasse a poche decine di migliaia di abitanti, Le città romane erano centri di potere amministrativo e solo modesti centri produttivi, perciò avevano poco da offrire alle campagne in cambio di derrate alimentari. In termini relativi, pertanto, i rapporti demografici tra città e campagna mutarono a favore di quest'ultima, ma in termini assoluti decrebbe anche la popolazione rurale.
Cambiamenti nell'organizzazione territoriale
Il calo demografico generale, unito alla disarticolazione amministrativa e politica, ebbe effetti anche sull'organizzazione del territorio: diminuirono i campi coltivati e di conseguenza aumentarono le foreste e le paludi.
I contadini si videro alleggeriti del carico fiscale statale, ma persero lo stimolo ad ampliare le coltivazioni, perché non avrebbero saputo a chi vendere le eccedenze agricole e in cambio di cosa. Vivevano perlopiù in villaggi circondati da campi coltivati e da boschi, traendo proprio dal bosco le risorse alimentari: funghi e frutti selvatici, selvaggina, ghiande per allevare i maiali. Per integrare il magro raccolto dei campi: costruivano in proprio gli utensili e gli attrezzi, con un conseguente decadimento della cultura materiale.
Si spensero i commerci a lunga distanza: anch'essi erano stati sorretti dalle strutture amministrative di uno Stato che non esisteva più. Rimasero solo i traffici di merci di lusso, poche e facilmente trasportabili perché di volume modesto, per opera del piccolo numero di mercanti che erano in contatto con il mondo bizantino e islamico, dove tali beni venivano prodotti.
Ripresa demografica e economica
Negli ultimi tre secoli del millennio la popolazione tornò a crescere, per una ripresa naturale favorita dall'esaurimento delle gravi epidemie che avevano infuriato in precedenza e dalla grande disponibilità di terra: bastava tagliare un po' di bosco per estendere i coltivi e sfamare, in tale maniera, qualche figlio in più. Risalgono dunque a questi secoli le prime tracce di opere di disboscamento e bonifica, insieme ad alcuni segnali di una ripresa degli scambi e di un arricchimento dei grandi proprietari fondiari. Intorno all'anno Mille, l'Europa non era lontana dal colmare la falla demografica del suo recente passato. Il milione di abitanti dell'Inghilterra può essere quantificato con buona approssimazione, grazie al censimento ordinato dai conquistatori normanni: per la Penisola Italiana si ipotizzano 5 milioni di persone, altrettanti per la Francia, 3 milioni per la Germania. Dopodiché la crescita non si arrestò, ma proseguì energicamente fino al XIV secolo, portando la popolazione europea a una settantina di milioni di persone.
Le aree che partivano da una popolazione più contenuta, come l'Inghilterra e la Germania, videro addirittura triplicare i propri abitanti. L'espansione economica di questi secoli dopo il Mille fu molto pronunciata riuscendo appunto a sostenere un simile slancio demografico e a evitare crisi alimentari catastrofiche. È stato ipotizzato che un contributo alla crescita generale venne da un miglioramento climatico, fatto di temperature più miti e di un'alternanza più equilibrata tra stagioni fredde e calde, che favorì i raccolti e frenò l'insorgere di pestilenze.
Domande da interrogazione
- Quali eventi hanno contribuito al declino demografico dell'Europa tra il II e il VII secolo?
- Come è cambiata l'urbanizzazione durante l'epoca tardoantica?
- Quali furono le conseguenze del calo demografico sull'organizzazione territoriale?
- Cosa caratterizzò la ripresa demografica ed economica negli ultimi tre secoli del millennio?
- Quali fattori hanno sostenuto l'espansione economica e demografica dopo l'anno Mille?
Le invasioni barbariche, la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la guerra tra goti e bizantini e una serie di epidemie hanno significativamente ridotto la popolazione europea, che nel VII secolo era scesa a meno di 20 milioni di abitanti.
Le città non scomparvero ma deperirono, come nel caso di Roma, la cui popolazione si ridusse drasticamente. Le città, essendo centri amministrativi con poca produzione, non potevano offrire molto alle campagne, portando a un cambiamento nei rapporti demografici a favore delle aree rurali.
Il calo demografico e la disarticolazione politica portarono a una diminuzione dei campi coltivati, con un conseguente aumento di foreste e paludi. I contadini, senza un mercato per le eccedenze agricole, si concentrarono su una sussistenza basata su risorse naturali.
La popolazione iniziò a crescere grazie all'esaurimento delle epidemie e alla disponibilità di terra. Si verificarono disboscamenti e bonifiche, e ci fu una ripresa degli scambi e un arricchimento dei grandi proprietari fondiari, portando la popolazione europea a circa 70 milioni entro il XIV secolo.
L'espansione economica fu sostenuta da un miglioramento climatico, con temperature più miti e un'alternanza equilibrata tra stagioni, che favorì i raccolti e ridusse le pestilenze, permettendo di evitare crisi alimentari catastrofiche.