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Democrito

Atomisti

  • Dal nulla non può scaturire nulla.

La materia e gli atomi devono presentarsi similmente alle figure percepibili con i sensi. Al fatto che il nostro intelletto accoglie solo immagini.

Ciò che noi accertiamo in quanto uomini del mondo reale si presenta come un rinvio necessario. Gli atomisti cominciano a indicare la struttura degli atomi, ciò che poi la fisica moderna ha riconosciuto.

Nel contempo, se l’atomo ha una figura presenta anche una quantità, si ricordi ciò che Pitagora aveva posto.

Se ha una quantità ha anche una forza, un’energia. Tutto questo risulta essere chiaro in quanto avevano riconosciuto la validità della scienza pitagorica, i principi che Pitagora pose.

  • Gli atomi per potersi spostare, visto che la realtà empirica presenta la possibilità dello spostamento ai vari enti (ente, tutto ciò a cui uno si apporta), devono spostarsi verso il vuoto.
  • Se tutto fosse pieno non ci sarebbe la possibilità di movimento.

L’atomo si sposta da una parte all’altra, gli atomi quindi si muovono secondo la loro forza, ciò significa che gli atomi volteggiano in tutte le direzioni secondo la loro forza. Inizialmente volteggiano in maniera caotica. Si noti anche dal pulviscolo atmosferico.

Da questo movimento scaturisce: gli atomi si aggregano. Come?

Secondo quello che è un processo del simile con il simile.

Non solo questo, ma gli atomi, dando luogo alle figure geometriche in virtù della forza che è presente in loro, costituiscono sempre nuove figure.

Porta a comprendere come si possano porre costantemente nuove forme.

Tutto questo pone il mutamento. Si pone all’interno della stessa struttura degli atomi.

Quantità e mutamento sono a fondamento della spiegazione di tutto.

  • Gli atomi sono quindi infiniti.

Gli atomi, quando danno luogo a una figura, costituiscono un equilibrio, ma non eterno, perché le forze all’interno dei corpi tendono a mutare continuamente. Il mutamento è insito nell’atomo.

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Sintesi

Anassimandro

Nacque nel 611-610 a.C. e morì nel 547. Fu contemporaneo di Talete e fu il primo autore di scritti filosofici in Grecia, infatti scriverà un'opera in prosa dal nome “Intorno alla natura”. Utilizza il metodo induttivo.

Chiama la sostanza unica primordiale col nome di “principio” (archè). Egli però non riconobbe l'archè nell'acqua o nell'aria o in un altro elemento, ma nell'apeiron, ovvero in un principio infinito e determinato dal quale egli riteneva che tutte le cose avessero origine e morissero. Per lui il principio è quindi indeterminato, non ha limiti e non può essere abbracciato totalmente. Inoltre è anche indefinito, in quanto non presenta alcuna definizione. Il principio inoltre abbraccia e governa ogni cosa, è immortale e indistruttibile, quindi divino. È anche indefinito, in quanto è come una materia in cui gli elementi non sono ancora distinti.

Anassimandro spiega anche il processo attraverso il quale le cose derivano dalla sostanza primordiale, identificandolo nella separazione. Per mezzo di questa si generano infiniti mondi, che si succedono secondo un ciclo eterno. Per ogni mondo è segnato il tempo della nascita, della durata e della fine.

Arriva anche ad ammettere l'infinità dei mondi nello spazio: infatti se l'infinito abbraccia tutti i mondi, esso deve essere pensato al di là non di un solo mondo, ma di altri ancora.

Secondo lui, inoltre, tutte le cose si muovono: il principio è connesso al movimento, che si pone secondo due forze, centrifuga e centripeta.

Il movimento si pone all'interno e all'esterno del pensiero. Il tutto coincide con il principio, che è continuamente in movimento.

La forza centrifuga porta le cose a separarsi. Lascia quelle pesanti al centro. Le parti più leggere vengono respinte all'esterno. È un movimento meccanico. Da questo Anassimandro trae delle conclusioni: ossia che il freddo rimane e il caldo viene espulso.

La forza centripeta si pone invece a connettere, dal centro verso l'esterno.

Quindi, tutte le cose che vengono espulse dal principio sono in vita, ma non si manterranno.

Le cose che nascono lo fanno per un'ingiustizia, per cui dopo vengono espulse. Tuttavia le cose muoiono e tornano al principio.

Il movimento muta continuamente, quindi nessuna cosa è uguale all'altra.

Inizia quindi a capire che niente si mantiene.

Anassimandro, col discorso dei mondi infiniti, pone il rinnovamento delle cose e del principio stesso. Distrugge quindi un concetto morale agli aristocratici.

Secondo lui la vita degli uomini nasce in un involucro simile a quello dei pesci. La vita nasce dall'acqua all'interno di un involucro, poi verrà a presentarsi all'esterno. Gli uomini, una volta che rompono l'involucro, vengono in terra e sono in grado di alimentarsi.

Anassimene

È il terzo dei filosofi scienziati-ricercatori di Mileto. È più giovane di Anassimandro e forse suo discepolo. Nacque attorno al 546-545 a.C. e morì verso il 528-525.

Egli riosserva il movimento, in ciò che si presenta e che può riconoscere. Il movimento è connesso a ciò che è presente, come l'aria è quindi in tutte le cose. Dall'aria nascono tutte le cose che sono, che furono e che saranno, e anche gli dei e le cose divine. L'aria è il principio del movimento e di ogni mutamento.

Prendendo in considerazione l'anima, essa è soffio o pneuma, ma anche aria. Tutto è pieno di aria. L'aria circonda tutto. Nell'aria è presente l'umido, quindi la pioggia e l'acqua.

Quindi anche Anassimene descrive il modo in cui l'aria determina la trasformazione delle cose.

Ammette anche lui il divenire ciclico del mondo e quindi il suo dissolversi periodico nel principio originario e il suo periodico rigenerarsi da esso. Nel mondo greco il concetto di ciclicità afferma l'eterno ritorno, ciò significa che ogni cosa segue il proprio destino ed è quindi imperfetta. Solo il principio è perfetto.

Anche lui usa il metodo induttivo. La sua ricerca è meno profonda di quella di Anassimandro e si avvicina a quella di Talete. Come l'anima dà forma alle cose, l'aria dà forma al corpo. Come il movimento è eterno, lo è anche l'aria. Anassimene pensa che l'aria fecondi. L'aria secondo lui genera costantemente vita. Inoltre, l'aria compone le cose sempre in maniera differente.

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