Analisi delle componenti principali
È una tecnica matematica non statistica.
Si applica solamente a variabili di tipo quantitativo e comunque su scale; è sconsigliato su scale variabili dicotomiche e disgiunte.
Per le qualitative effettuiamo l'analisi delle corrispondenze.
Scopo: Ridurre il numero di variabili limitando la perdita di informazione attraverso "poche" variabili non osservabili e non correlate tra loro.
Partiamo da un insieme di variabili Xj di dimensione p e dobbiamo arrivare ad un numero q q q q, in modo che la perdita di informazione sia il minimo possibile e le q componenti principali (CP) non devono essere osservabili e non correlate.
I vettori componenti principali sono costruite come combinazione lineare delle variabili osservate Xj in modo tale da riproporre un proporzione massima di variabilità totale che spiega tra le componenti principali: le righe sono combinazioni lineari e hanno la proprietà di farsi proiezioni ortogonali l'una con l'altra (si deduce che un nuovo paragrafo di variabili troffa.
CP1 → un'uguale porzione di variabili' totale pesante'.
CP2 → un'uguale porzione di variabili' totale pesante'.
Sono tutte incolerete e si volano in modo crescente.
Geometricamente
Sistene di punti IRp e si vuole proiettare ciascun punto dell' insieme X su uno spazio affine di dimensione q q p in modo che che la nuvola dei punti sia sdramatta il meno possibile.
Esempio
Tra X1 e X2 ho una forte correlazione lineare (coinvolisendo lineare).
Riesto a riassumere, con una bassissima perdita informativa, utilizzando una sola dimensione anziché due.
Se ho una situazione di questo tipo:
Le CP può invece portato in nessuna sinvesi dei dati, poè colpa dei dati.
Analisi delle componenti principali
- È una tecnica matematica non statistica.
- Si applica solamente a variabili di tipo quantitativo e comunemente su scale; è sconsigliato su scale variabili dicotomiche e discontinue per le qualitative effettuiamo l’analisi delle corrispondenze.
SCOPO: Ridurre il numero di variabili limitando la perdita di informazione attraverso "poche" variabili non osservabili e non correlate tra loro.
Partiamo da un insieme di variabili Xj di dimensione p e dobbiamo arrivare ad un numero q.
I nuovi componenti principali sono costruite come combinazione lineare delle variabili osservate Xj in modo da riprodurre le proporzione massima di variabilità totale. Le faqnto tra le componenti principali, le q sono basate sulla linea e hanno la coorte di fornire risponsi angusti (andamento lineale) e sono detti il maggiore perare di variabilità totale.
CP1 — rapporto porzione di variabilità totale pestante.
CP2 — rapporto porzione di variabilità totale pestante.
Sono tutte incomplete e si svolgono in modo crescente.
Geometricamente
Dato un insieme di punti Rp si vuole proiettare ciascun punto dell’insieme X su uno spazio affine di dimensione g.
Esempio
Tra X1 e X2 ho una forte correlazione lineeare (accudimento lineare).
Risca realizzando, con una bassissima perdita informativa, utilizzando uno solo dimensionale aggiuntivo cioè.
Se ho una situazione di questo tipo:
Le CP una puno portato a nessuno sintesi dei dati, poi è colpa dei dati.
Come determinare le componenti principali
(A) Metodo analitico (metodo francese)
X(uxp) → Cj tali che COV(Ci, Cj) = 0 espieghino la maggior parziale di variabilità totale.
Σuj=1 σj2 = Σpj=1 VAR(xj).
Componenti principali
C1 = α11 X1 + α12 X2 + ... + α1p Xp = Σpj=1 α1j xj.
Combinazione lineare.
In forma vettoriale: c1 = X(ux1) α1.
α1 = [α11 α12 ... α1p]T.
max αVα(C1).
Vincolo αΣ1α = 1.
Vetore normalizzato, è unitario se e solo se la combinazione precedente avviene con Vα(C1) = Vα(Σpj=1 α1j xj) = Σpj=1 Σps=1 α1jΣ1s COV (XjXs) = ΣjΣ1α1jV(pxp) Σpx1Σpx1.
Condizione necessaria e sufficiente
Perché ci sia soluzione non banale è che det (Σ1 - Ip) = 0.
Questa è l'equazione caratteristica di Σ.
Richiamiamo
- Σ è una matrice simmetrica.
- Gli autovalori sono reali (non necessariamente distinti).
- A autovalori corrispondono a autovettori distinti, sono ortogonali.
- Se m autovalori, ho molteplicità, m ≤ t è possibile scegliere un m-lisce tale che t autovettori sono altri ortogonali.
λ1 : max V(C1) = ΣTΣ1Σj=1ΣTΣ1Σ1j.
Autovalore max ∑ coincide con la varianza della prima componente principale se λ₁ ∑j=1p λj = % di variabilità spiegato da CP1.
Com'è la seconda CP?
C₂ = ∑j=1p a2j xj → C₂ = X a₂ tale che.
(1) Var (C₂) max stesse della C₁.
a₂T ∑ a₂ = 1.
Cov (C₁, C₂) = 0.
Cov (C₁, C₂) = 1/m C₁T C₂ = 1/m (X a₁)T (X a₂) == 1/m a₁T XT X a₂ = a₁T ∑ a₂ = a₁T ∑l=11 (a₁T a₂).
a₁T ∑ a₁ = 1 → Cov (C₁, C₂) = a₁T ∑ a₂ = 0.
Quindi a₁ e a₂ sono tra loro ortogonali.
Ritornando al sistema (1).
a₂T ∑ a₂ - λ₂ (a₂T ∑ a₂ - 1) - μ (a₁T a₂) = 0.
∂V/∂a₂₁ = 2∑ a₂ - 2λ₂ a₂ - μ a₁ = 0.
∂V/∂λ₂ = a₂T a₂ - 1 = 0.
∂V/∂μ = a₁T a₂ = 0 vincolazione.
- λ₂ è l'autovalore della seconda CP.
- λ₃ è l'autovalore della 3° CP.
- Associato a a₂ e ortogonale a a₁.
Per tutte le CP si procede analogamente.
Generalmente si avrà λj = Var (cj).
ajT aj = 1.
ajT as = 0.
j|s = 1...p.
λ₁ ≥ λ₂ ≥ ... ≥ λp.
Le CP sono ordinate in ordine di variabilità spiegata.
La procedura si può iterare al massimo p volte perché X ha rango p.
Le CP hanno varianza λk e così creiamo Σc = [ λ₁ 0 ] = Dλ[ 0 λp ].
A = [Θ1, ..., Θp] C = [c1, ..., cp].
C = X A(u x p) uxp uxp p x p.
Σx A = A∙D1.
AT A = I.
Quindi D1 = 1/m CT C = 1/m ( XT )( X A ) = 1/m AT XT X A == AT Σx A = AT A D1 = D1.
A diagonalizza Σ.
La varianza totale e la varianza generalizzata delle CP coincidono con quelle delle variabili precedenti cioè.
a Σ Vαr (Cj) = Σ Vαr (Xj) = Σλj j=1 j=1.
Perché Σ Vαr (Cj) = Σλj = tr (D1) = tr (AT Σx A) == tr (AT A Σ) = tr (Σ).
A varianza generalizzata det (D1) = det (Σx).
|D1| = Π λj = |AT Σx A| = |AT| |Σx| |A| == |AT A| |Σx| = |Σx|.
In pratica le X1 e X2 vengono trasformate in C1 e C2 e la variabilità dei dati viene toccata(diagram).
Se standardizzo le mie variabili zj: cioè passo a zj, si diagonalizza Σz = RR = [1 1] ρ[1 ρj].
Σ Vαr (zj) = ρ.
CP = ρ1 x1 + ρ2 x2 +... + ρp xp.
Esempio
10 Bambini.
X1 = memoria visiva (punteggio 1-10).
X2 = memoria motitiva (punteggio 1-10).
X = CENTROIDE.
μ = [5.5 6].
Σ =
- Prima componente principale
det (Σ - λ1I) = 0.
R = - 5,21 - λ1 (3 - λ1) - 2,82 = 0.
λ12 - 8,21 λ1 + 7,79 = 0.
λ1,2 = Ho due autovalori.
Vαr (C4) = λ1 = 7,105.
Vαr (C2) = λ2 = 1,095.
(Σ - λ1I) z1 = 0.
VINCOLO.
Sotto il vincolo trovo la soluzione:
z11 = 0,8269.
z21 = 0,5625.
CP1 = 0,8269 x1 + 0,5625 x2.
V(CP1) = λ1 = 7,105.
% varianza spiegata = = 0,8666 = 86%.
La prima CP mi spiega più dell'86% della varianza totale.
CP1 = 0.8269 · 5 + 0.5625 · 6 = 7.51.
CP2 = 0.8269 · 8 + 0.5625 · 6 = 9.99.
CP3 = 0.8269 · 9 + 0.5625 · 7 = 11.38.
CP4 = 0.8269 · 2 + 0.5625 · 5 = 4.47.
CP5 = 0.8269 · 4 + 0.5625 · 4 = 5.56.
CP6 = 0.8269 · 3 + 0.5625 · 5 = 5.29.
CP7 = 0.8269 · 8 + 0.5625 · 9 = 11.68.
CP8 = 0.8269 · 5 + 0.5625 · 7 = 8.07.
CP9 = 0.8269 · 6 + 0.5625 · 8 = 9.46.
CP10 = 0.8269 · 3 + 0.5625 · 3 = 4.17.
In forma tabellare
| x1 | x2 | CP |
|---|---|---|
| 5 | 6 | 7.51 |
| 8 | 6 | 9.99 |
| 9 | 7 | 11.38 |
| 2 | 5 | 4.47 |
| 4 | 4 | 5.56 |
| 3 | 5 | 5.29 |
| 8 | 9 | 11.68 |
| 5 | 7 | 8.07 |
| 6 | 8 | 9.46 |
| 3 | 3 | 4.17 |
(B) Metodo geometrico
Rette di regressione con metodo dei minimi quadrati.
Siamo Ci e ci i coseni direzionali di P e Q quindi.
d2(P, Q) = d2(P, o) - d2(Q, o).
d2(P, o) = ∑i=1n Ci2.
d2(Q, o) = ∑i=1n diCi2.
cos(α;) = ∑i=1n ciCi / ∑i=1n diCi = P/d.
cos(α;) = d(o, Q) / d(o, P) = d(o, P)/d = ∑2ici.
d2(P;Q) = ∑i=1r [∑j=1M (aj - μ;)2 - ∑(ãi - μ;)ai2].
Consideriamo un generico individuo Xj, allora.
S = m/N ∑i=1r ∑j=1M (Xj - μ;)2 [∑j=1M (Xj - μ;)Cj2]... rispetto ad un generico punto μ; (ui).
Adesso devo minimizzare le totto rispetto a m.
dS/dμ; = ∑i=1N (Xj - μ;) + ∑i=1M (Xj - Cj)Cj = 0.
Quindi sarà soluzione è dato da μ; = M(X).
X̄j = Xj - μ;.
S = m ∑i=1r Gj2 (∑i=1m (X̄j - Cj)2 sotto il vucuco.
∑i=1N Cj2 = 1.
Devo minimizzare S rispetto a Cj sotto le vucco e significa applicare lagrange.
min gS∑i=1N Cj2 = 1 lagrangiana S - ∧(∑Cj2 - 1).
∂S - ∧(∑Cj2 - 1) = 0 ......
∑j=1m Cj μ; Gm + 2 λ;Ck = 0.
∑c = λc ∑ XX=1,...p minimi quadrati sulle distanze.
ýi = aij x1 + axj x.
{∑A = AD1 AΛA = I.
Ȱj = Vαi (ýi j) λj λ1 ≥ λ2 ... ≥ λp.
∑j=1p λj = ∑j=1p τότεσ.
Il problema dal punto di vista operativo è la scelta delnumero delle componenti cioè la scelta dell'arnesto.
Quindi devo scegliere le CP junigioni che devonospiegore il più possibile della variance totdo cioè la di∑j=1j λj deve essere più "grande" possibile.
Non esiste un criterio principale per scegliere le vieie componenti.
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