Concetti Chiave
- Marx analizza il capitalismo nel suo libro "Il Capitale", evidenziando la mercificazione delle relazioni sociali come elemento centrale del sistema.
- Il capitalismo offre ai lavoratori salariati una relativa libertà di scelta rispetto al feudalesimo, ma li costringe comunque a vendere la loro forza lavoro per sopravvivere.
- Il profitto nel capitalismo è legato al valore aggiunto fornito dalla forza lavoro, influenzato anche da innovazioni tecnologiche che possono temporaneamente avvantaggiare i capitalisti.
- La delocalizzazione industriale è una pratica comune nelle società capitaliste, consentendo ai capitalisti di ridurre i costi del lavoro e aumentare la produttività spostando la produzione in paesi con salari più bassi.
- Il conflitto tra lavoratori e industriali emerge dalla delocalizzazione, evidenziando le tensioni legate alla ricerca di profitti attraverso la riduzione dei costi del lavoro.
Analisi del capitalismo secondo Marx
Nella sua opera principale, Il Capitale (1867), Marx articola un’analisi dettagliata dei meccanismi interni del capitalismo.
La chiave per comprendere la logica del capitalismo, scrive Marx, sta nel concetto di merce come tratto preminente delle relazioni sociali; questo si deduce riflettendo sull’effetto principale del capitalismo, che è la “mercificazione” delle relazioni sociali. In altri termini ancora, un po’più analitici, il modo di produzione capitalista presenta due elementi di base:
• i beni e i servizi prodotti diventano “merci”, vale a dire sono offerti sul mercato in cambio di denaro;
• la forza lavoro individuale è anch’essa una merce, si può vendere e comprare nel mercato del lavoro.
Libertà e costrizioni nel capitalismo
A differenza di quanto avviene in altre forme di organizzazione sociale, per esempio nel feudalesimo (in cui esiste un meccanismo coercitivo basato sui padroni e sugli schiavi), i lavoratori salariati sono relativamente liberi e possono scegliere, più o meno, per chi lavorare; il capitalismo, rispetto al feudalesimo consente uno scambio relativamente libero.
Tuttavia, anche nelle moderne società capitaliste i lavoratori per sopravvivere sono costretti a vendere la loro forza lavoro a qualche capitalista (sono, nelle parole di Marx,“schiavi salariati”).
Profitto e valore aggiunto
Quindi, la seconda chiave per capire il sistema capitalista, sta nella nozione di profitto, cioè il guadagno del capitalista, che dipende tutto dal “valore aggiunto” fornito dalla forza lavoro; le innovazioni tecnologiche (nuovi macchinari, per esempio) possono per un certo periodo avvantaggiare uno o l’altro capitalista, perché gli consentono di produrre di più a un costo minore, ma allorché diventano (come prima o poi accade sempre) comuni a tutti gli imprenditori si ricrea un equilibrio e diventano di nuovo centrali per il profitto il salario dei lavoratori e la loro produttività.
Delocalizzazione e conflitti globali
È per questo meccanismo che nelle società contemporanee globali la delocalizzazione industriale è così diffusa e provoca così tanti conflitti e dibattiti tra lavoratori (e i sindacati che li rappresentano) e industriali: delocalizzare significa spostare per esempio una fabbrica da un Paese come l’Italia, dove il costo del lavoro è molto alto, a un Paese come la Polonia, dove è invece molto più basso. Oppure a un Paese come il Vietnam dove, oltre a un basso costo del lavoro, si possono aumentare gli orari e quindi la produttività senza infrangere leggi e accordi sindacali. Questo fa sì che il profitto del capitalista cresca moltissimo, perché spende molto meno per la forza lavoro e aumenta la produttività. Si spiega anche come mai la propensione a investire nella ricerca e nella tecnologia sia a volte molto scarsa negli imprenditori, che vedono nell’agire sul costo del lavoro un modo decisamente più sicuro e redditizio per aumentare i profitti.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale dell'analisi di Marx sul capitalismo?
- In che modo il capitalismo differisce dal feudalesimo riguardo alla libertà dei lavoratori?
- Qual è il ruolo del profitto nel sistema capitalista secondo Marx?
- Come influisce la delocalizzazione industriale sui conflitti tra lavoratori e imprenditori?
Marx sottolinea che la chiave per comprendere il capitalismo è il concetto di merce, che trasforma le relazioni sociali in relazioni di mercato, evidenziando la "mercificazione" delle stesse (Il Capitale, 1867).
A differenza del feudalesimo, dove esisteva un meccanismo coercitivo, nel capitalismo i lavoratori salariati sono relativamente liberi di scegliere per chi lavorare, anche se sono costretti a vendere la loro forza lavoro per sopravvivere (Marx).
Il profitto del capitalista dipende dal "valore aggiunto" fornito dalla forza lavoro; innovazioni tecnologiche possono temporaneamente avvantaggiare alcuni imprenditori, ma alla fine il salario e la produttività dei lavoratori tornano a essere centrali per il profitto (Marx).
La delocalizzazione, che sposta la produzione in Paesi con costi di lavoro più bassi, provoca conflitti tra lavoratori e industriali, poiché aumenta i profitti dei capitalisti a scapito delle condizioni lavorative e della stabilità occupazionale (Marx).