Concetti Chiave
- L'Amore nella filosofia greca è visto come una forza unificatrice che armonizza l'esistenza, come descritto da Esiodo ed Empedocle.
- Platone, nei suoi dialoghi, presenta Eros come un demone, piuttosto che un dio, il cui obiettivo è colmare le carenze attraverso la Saggezza.
- La concezione platonica di Eros si evolve con l'introduzione di agape e caritas nella filosofia cristiana, enfatizzando l'amore divino.
- Eros diventa un ponte tra il finito e l'infinito, influenzando pensatori come Spinoza e il romanticismo, dove l'amore è legato a tematiche di morte.
- Freud esplora le interconnessioni tra eros e thanatos, reinterpretando Eros come libido e richiamando il mito greco nella sua analisi.
L'amore nella filosofia greca
Il termine greco è presente nella filosofia moderna e contemporanea per indicare aspetti o comportamenti dell’attività sessuale o della vita affettiva in genere. Peri greci l’Amore è una forza unificatrice ed armonizzatrice, muove le cose e le tiene insieme (p.e. in Esiodo o Empedocle).
Platone e la concezione dell'amore
Platone nei dialoghi Simposio e Fedro ha offerto la prima trattazione filosofica dell’Amore, determinante per tutta la filosofia seguente: innanzitutto Eros è un demone e non un dio, figlio di Povertà (Penia) e Risorsa (Foros), forza destinata a colmare mediante la Saggezza (madre di Foros) una carenza. In secondo luogo Eros è amore per la bellezza, la quale a sua volta è un modo di manifestarsi del bene, pertanto attraverso varie forme di bellezza (da quella sensibile a quella spirituale) l’amore giunge alla forma suprema, l’amore della sapienza, cioè la filosofia.
Eros e la sua evoluzione
Questa concezione platonica si è poi intrecciata, trasformandosi, con quella cristiana dell’amore, e si parla di agape, caritas, amore di Dio per gli uomini e degli uomini per Dio (Agostino). Eros come momento di congiunzione tra finito ed infinito ritorna poi con Spinoza e attraverso lui nel romanticismo, dove tuttavia emerge l’ambiguità di amore in connessione con la morte (p.e. Leopardi, Schopenhauer, Novalis). Infine ancora Freud mostra le interrelazioni di eros e thanatos (morte), pur avendo in precedenza presentato una concezione di eros come libido, che riprendeva il mito greco.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di Eros secondo Platone?
- Come si intrecciano le concezioni di amore nella filosofia greca e cristiana?
- Qual è il legame tra Eros e la morte secondo le correnti filosofiche successive?
Platone descrive Eros come un demone, figlio di Povertà e Risorsa, che rappresenta una forza destinata a colmare una carenza attraverso la Saggezza. Eros è anche amore per la bellezza, che conduce all'amore per la sapienza, ovvero la filosofia.
La concezione platonica di Eros si trasforma e si intreccia con quella cristiana dell'amore, nota come agape o caritas, che rappresenta l'amore di Dio per gli uomini e viceversa, come evidenziato da Agostino.
Eros, inizialmente visto come forza vitale, si collega ambivalentemente alla morte in pensatori come Leopardi e Schopenhauer, e Freud esplora ulteriormente questa interrelazione tra eros e thanatos, evidenziando la complessità dell'amore.