Concetti Chiave
- Hans incontra Konradin, un ragazzo di nobili origini, e si forma un'amicizia sincera, nonostante le differenze sociali.
- La tragedia della morte delle bambine vicine a Hans segna un cambiamento nel suo modo di vedere la vita e la fede, influenzando il suo legame con Konradin.
- Il contesto politico teso in Germania, con l'ascesa del nazismo, crea un ambiente ostile per Hans, un ragazzo ebreo, influenzando la sua vita e amicizia.
- La famiglia di Konradin disapprova la loro amicizia a causa delle origini ebraiche di Hans, portando a tensioni e all'inizio della fine della loro relazione.
- Dopo l'emigrazione in America, Hans scopre la morte di Konradin, giustiziato per il suo coinvolgimento in un complotto contro Hitler, evidenziando la triste realtà della loro epoca.
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L’amico ritrovato: sommario per ogni capitolo.
Capitolo 1
Hans ricorda benissimo il giorno in cui vide per la prima volta il ragazzo che diventò fonte della sua più grande felicità e della sua più totale disperazione.
Si trovava in un famoso liceo del Württemberg. In aula erano presenti i suoi compagni di classe e l’insegnante. Tra i ragazzi presenti ne spiccava uno: Konradin, conte di Hohenfes. Portava vestiti ben tagliati e di stoffa molto buona. Veniva osservato da tutto il resto della classe ma non sembrava essere timido.
Capitolo 2
Konradin proveniva dagli Hohenfels, famiglia molto nota a tutti. Hans conosceva le loro imprese quanto quelle di Scipione l’africano, di Annibale o di Cesare.
Ma nonostante questo, Konradin non sembrava sentirsi superiore agli altri. Era gentile e sorrideva sempre quando qualcuno gli rivolgeva la parola.
Capitolo 3
Hans non aveva mai avuto un amico pima d’ora, forse perchè nessuno vedeva l’amicizia come la vedeva lui. Aveva deciso che sarebbe diventato amico di konradin. Gli sembrava il tipo che gli avrebbe dato l’amicizia che aspettava.
Gli altri compagni di classe gli sembravano goffi e con troppe ambizioni, e non era attratto da nessuno di loro nel senso di amicizia.
Capitolo 4
Hans cercava in tutti i modi di farsi notare da Konradin. Doveva attirare la sua attenzione.
Iniziò ad impegnarsi più del solito per passare gli esami. Spiccava in molte materie e persino gli insegnanti ne rimasero stupiti.
Un giorno Hans decise di portare a scuola la sua collezione di monete. Riuscì così ad attirare l’attenzione di Konradin che finalmente gli rivolse la parola. I due avevano un interesse in comune: collezionavano monete.
Capitolo 5
In una giornata di marzo Hans camminava verso casa quando vide davanti a lui Konradin. Camminava verso di lui con la paura di oltrepassarlo, ma Konradin gli rivolse la parola.
I due passarono circa un’ora insieme. Hans capì che Konradin era come lui: molto timido e bisognoso di amicizia.
Hans tornò a casa ed era molto felice, qualcosa stava cambiando e sperava sarebbe durato a lungo. Passò metà della notte con la paura che Konradin si sarebbe dimenticato di lui e dopo un po’ cadde in un sonno inquieto.
Capitolo 6
Le paure di Hans si rivelarono infondate. Appena il giorno dopo entrò in classe, Konradin gli si avvicinò e si sedette con lui. Da come parlava e dai suoi atteggiamenti, Konradin lasciava capire che non aveva mai dubitato della sua scelta di essere amico di Hans, tanto che lui quasi si vergognò delle sue parole.
Da quel giorno in poi Konradin e Hans furono inseparabili.
Arrivata la primavera, Hans e Konradin passavano tutti i pomeriggi insieme, passeggiando nei viali e parlando dei più svariati argomenti.
Capitolo 7
Passarono i giorni e tra i due ragazzi non ci furono mai divergenze. In quel periodo si sentiva parlare di sovvertimenti politici, ma l’occhio del tifone era lontano. Stoccarda infatti, a parte qualche incidente, era la solita città tranquilla. Hans e Konradin non si preoccuparono mai della politica, era per gli adulti.
Un giorno accadde una tragedia che turbò i due ragazzi. I vicini di Hans, i Bauer, avevano due figlie. Hans le osservava sempre giocare con i loro genitori nel giardino, e talvolta le invidiava.
Un giorno nel quale le bambine rimasero da sole a casa, la struttura di legno andò in fiamme e le due bambine morirono bruciate.
Fino a quel giorno Hans era convinto che esistesse un Dio onnipotente, ma dopo quella tragedia rinunciò a credere che egli guardasse gli uomini con occhio benevole.
Konradin e Hans discussero a lungo su quell’argomento ma le loro opinioni sfociarono in un vicolo cieco. Ci furono altre mille domande che si posero, e furono l’oggetto delle loro conversazioni durante le lunghe passeggiate.
Un giorno Hans invitò Konradin a casa sua. Egli, dopo un attimo di esitazione, accettò.
Capitolo 8
La casa di Hans era una villa modesta costruita in pietra locale. Si trovava nella zona definita die Hohenlage. Era lì che abitava la borghesia ricca o benestante di Stoccarda, una delle città più belle e prospere della Germania.
Circondata da colline e da vigneti, si stende in una valle così stretta che solo poche strade sono state costruite in piano; la maggior parte s’inerpica sulle colline appena lasciata la Konigstrasse.
Giù in basso, nella città afosa, le strade portavano nomi che ricordavano agli svevi il loro ricco retaggio.
Capitolo 9
Da casa di Hans si vedevano solo i tetti rossi delle ville vicine.
La camera di Hans era stata arredata come lui la voleva. Hans reputava la sua camera come il suo mondo, in cui si sentiva sempre sicuro, un mondo che sarebbe durato in eterno.
Hans non pretendeva di far risalire le sue origini a chissà quale personaggio importante, nessun ebreo avrebbe potuto farlo. Ma non gli importava, quello era il suo paese, la sua patria.
Hans ricorda ancora una lite tra suo padre e un sionista che raccoglieva fondi per Israele. Il padre odiava il sionismo.
Non aveva mai visto suo padre così infuriato.
Capitolo 10
Hans capiva bene suo padre. Per suo padre i nazisti non erano una preoccupazione. Era un medico noto rispettato sia dagli ebrei che dai gentili. Inoltre possedeva un talismano infallibile: croce di ferro e spada da ufficiale.
Capitolo 11
La madre di Hans non si preoccupava di quella gente, se non se ne preoccupava il marito lei non ne avrebbe avuto alcun motivo.
Veniva da Norimberga. Si vedeva con le amiche una volta a settimana. Poche volte trovava il tempo per leggere, e in quei casi andava in camera di Hans e guardava con nostalgia i libri di Hans.
Capitolo 12
Il padre di Hans aveva un aspetto distinto, la madre era una donna oggettivamente bella.
Hans era orgoglioso dei suoi genitori e non se ne vergognava; ma non appena Konradin entrò in casa ebbe paura che non fossero stati alla sua altezza.
Hans fu però costretto a presentare l’amico ai genitori. La madre si comportò come meglio non avrebbe potuto sperare. Il padre si presentò con un fare grottesco e militare.
Il suo atteggiamento mise in confusione Hans che cominciò a provare sentimenti di odio verso l’amico che aveva cancellato in lui la figura del padre-eroe.
Konradin da buon amico gli lasiò il tempo di riprendersi e gli sorrise.
Capitolo 13
Hans aveva un’ossessione angosciante: l’amico non l’aveva mai invitato a casa e non gli aveva mai presentato i suoi genitori.
Un giorno, inaspettatamente, Konradin invitò l’amico a entrare in casa per fargli vedere la sua camera. Hans rimase affascinato dai ‘’tesori’’ che Konradin conservava all’interno di essa.
Quando Hans tornò a casa, si ricordò di non aver conosciuto i genitori dell’amico ma non rimpianse la cosa.
Capitolo 14
Hans fu invitato a casa di Konradin molte volte ancora, ma in nessuno di questi casi conobbe i suoi genitori. Non chiese però nessuna spiegazione.
Sospettò che avessero a che fare con Hitler, ma subito dopo si vergognò di quel sospetto.
Capitolo 15
Una sera Hans si trovava a teatro. Erano presenti molte persone importanti, ma tutti davano attenzione solo agli Hohenfels. Quando essi entrarono, Hans riconobbe Konradin.
Konradin lo evitò per tutta la sera.
Il giorno dopo, mentre tornavano da scuola, Hans pretese delle spiegazioni.
Scoprì che non era visto di buon occhio dalla famiglia di Konradin poiché era Ebreo e avrebbe rovinato la reputazione degli Hohenfels.
Konradin pregò Hans di non mettere fine alla loro amicizia, aveva combattuto per tutto il loro tempo passato assieme.
Hans non fu più invitato a casa degli Hohenfels. La sua amicizia con Konradin tornò come prima, anche se tutti e due sapevano che l’accaduto aveva determinato l’inizio della fine della loro amicizia.
Capitolo 16
Dopo aver trascorso le vacanze estive in Svizzera, Hans tornò a Stoccarda. Nella città era scomparsa la solita tranquillità, i muri erano tappezzati di svastiche e insulti contro gli ebrei.
Hans non aveva più nessuno: lui e Konradin non si rivolgevano la parola ormai da troppo tempo.
Tornato a scuola era più solo che mai: veniva evitato da compagni e insegnanti perché ebreo.
Capitolo 17
Un giorno, dopo scuola, il padre di Hans gli chiese di parlare.
I genitori lo vollero mandare a studiare in America poiché potesse scappare dalle persecuzioni e compiere gli studi.
Prima di partire Hans ricevette qualche lettera dai suoi compagni di classe, delle quali la più importante fu quella di Konradin.
Egli sperava che le loro strade si potessero incrociare di nuovo in futuro e che Hans potesse ritornare in Germania, prima o poi.
Il 19 gennaio Hans partì, diretto verso quella che era una nuova realtà.
Capitolo 18
Hans rimase in America per il resto della sua vita.
Studiò legge e divenne un avvocato, un uomo reputato da tutti di successo. Si sposò ed ebbe un figlio.
I suoi genitori erano morti in Germania.
Le sue ferite non si erano chiuse: ogni volta che parlava con un tedesco, o che sentiva parlare della Germania, era come se ci si strofinasse del sale sopra.
Un giorno, parlando con un uomo proveniente da Stoccarda, scoprì che essa fu distrutta quasi completamente. Non rimaneva nulla del Karl Alexander Gymnasium ( la scuola superiore di Hans) o del palazzo degli Hohenfels, e Hans trovava in questo molta comicità.
Capitolo 19
Ad Hans arrivò una richiesta di contributi da parte del Karl Alexander Gymnasium con l’elenco dei morti in guerra.
Tra quelli erano presenti i nomi di trentasei suoi ex compagni di classe.
Konradin era morto giustiziato poichè implicato nel complotto per uccidere Hitler.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'amicizia tra Hans e Konradin?
- Come influisce la tragedia delle bambine sul rapporto tra Hans e Konradin?
- Qual è il contesto politico e sociale in cui si sviluppa la storia?
- Come cambia la vita di Hans dopo il suo trasferimento in America?
- Qual è il destino finale di Konradin e come influisce su Hans?
L'amicizia tra Hans e Konradin rappresenta un legame profondo e sincero, che si sviluppa nonostante le differenze sociali e le pressioni esterne. Hans, che non aveva mai avuto un amico prima, trova in Konradin la compagnia e il supporto che cercava, mentre Konradin dimostra di non sentirsi superiore agli altri, creando un rapporto di reciproco rispetto e affetto.
La tragedia delle bambine, che porta Hans a mettere in discussione la sua fede in un Dio benevolo, diventa un tema centrale nelle conversazioni tra i due ragazzi. Questo evento segna un momento di crescita e riflessione per entrambi, approfondendo la loro amicizia e portandoli a confrontarsi con domande esistenziali.
La storia è ambientata in un periodo di crescente tensione politica in Germania, con riferimenti a sovvertimenti e alla presenza del nazismo. Nonostante ciò, Hans e Konradin inizialmente vivono la loro amicizia in una sorta di bolla, ignorando le preoccupazioni politiche fino a quando la realtà non inizia a influenzare le loro vite.
Dopo il trasferimento in America, Hans costruisce una nuova vita come avvocato di successo, ma porta con sé il peso delle sue esperienze passate. La perdita dei suoi genitori e la distruzione della sua città natale lo segnano profondamente, rendendo difficile per lui dimenticare il suo passato e le ferite mai completamente rimarginate.
Konradin muore giustiziato per il suo coinvolgimento in un complotto per uccidere Hitler, un evento che segna la fine tragica della loro amicizia. La notizia della sua morte colpisce Hans profondamente, evidenziando il costo umano della guerra e delle ideologie oppressive, e lasciando un'impronta indelebile nella sua vita.