Rivoluzione Americana
Dopo la guerra dei Sette anni (1756-1763)
La Gran Bretagna diventa potenza mondiale
Controlla area settentrionale della penisola indiana
Esige dai coloni e parlamentari inglesi
Posto egemonia nell'America nord orientale
1773
Un gruppo di coloni lotta contro il re e combatte per l'indipendenza
1774
Comunicazione del congresso dei rappresentanti a Filadelfia
Le colonie americane sono divise
1775
Secondo Congresso di Filadelfia (10 maggio)
13 colonie: Stati Uniti
Il re divide la lotta
La cultura degli agricoltori contro la città
John Locke
Indipendenza
La dichiarazione d'indipendenza
4 luglio 1776
La tradizione dell'America
George Washington
1781
Yacht? inglesi
La costituzione poi indipendenza
Situazione post indipendenza
Gestione interna al parlamento
Federalisti
Repubblicani
1787
Costituzione del nuovo Stato con i propri simboli
I 13 stati scelgono degli Stati Uniti
Aiuto americano
Il simbolo di libertà
Un re vero
Il III emblema americano
John Jay
Alexander Hamilton
George Washington
La bandiera che risplende di stelle
Francis Scott Key
The Star-Spangled Banner
Avvocato Kennedy
Il bombardamento di Fort McHenry
La memoria della bandiera
Uccise una persona
13 strisce
50 stelle
Rivoluzione americana
L'inasprimento della pressione fiscale sulle colonie americane, imposto dalla Gran Bretagna, determina la dura opposizione da parte dei coloni nordamericani. A motivare tale reazione concorrono in particolare tre fattori: la tradizione teologica dei gruppi protestanti puritani, che vede l'America come la "terra promessa" che i suoi figli hanno il diritto di proteggere; l'elaborazione teorica di Locke, secondo cui gli individui godono di diritti naturali che non possono essere estirpati dai sovrani; la diffusione di una letteratura politica antimonarchica di ispirazione illuminista. Il potenziale eversivo di tali fattori, sottovalutato dai governanti inglesi, sarà alla base della Rivoluzione.
La nuova politica fiscale per le colonie inglesi si concretizza inizialmente in due norme distinte: il Revenue Act del 1764, che intende limitare il contrabbando messo in atto dai coloni che violano il monopolio sul commercio delle compagnie britanniche; lo Stamp Act del 1765, che impone l'apposizione di un bollo su ogni documento ufficiale. I coloni americani si oppongono duramente a tali provvedimenti poiché approvati da un Parlamento, quello inglese, in cui non siede alcun rappresentante delle colonie e traducono tale malcontento nello slogan "no taxation without representation".
È tuttavia l'attribuzione del monopolio della vendita del tè alla East Company a far precipitare gli eventi: il 16 dicembre del 1773, un gruppo di coloni si introduce sulle navi della compagnia e getta in mare le balle che contengono il tè, come segno di rivolta plateale alla politica fiscale inglese.