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Concetti Chiave

  • Juan Domingo Perón tornò al potere in Argentina nel 1951, instaurando un regime nazionalista e populista, sostenuto dal carisma della moglie Eva Duarte.
  • La morte di Evita e il contrasto con la Chiesa portarono al declino di Perón, culminato con un colpo di stato militare che lo costrinse all'esilio nel 1955.
  • La rivoluzione cubana di Fidel Castro iniziò con un fallito assalto alla caserma Moncada, culminando con la fuga di Batista e l'ascesa al potere di Castro nel 1959.
  • Le riforme di Castro, tra cui la nazionalizzazione di industrie statunitensi, provocarono un embargo da parte degli Stati Uniti nel 1961.
  • Le multinazionali come la United Fruits Company esercitarono una forte influenza in America Latina, contribuendo al rovesciamento del presidente guatemalteco Arbenz nel 1954.

Il ritorno di Perón al potere

Nel 1951, in Argentina, salì al potere per la seconda volta Juan Domingo Perón, già presidente della repubblica nel 1946. Già allora Perón aveva inaugurato un regime nazionalista e antidemocratico da un lato, populista e riformista dall’altro (“giustizialismo”), ispirato al primo fascismo italiano, che aveva conosciuto in gioventù. Grazie alla sua demagogia e al carisma della moglie Eva Duarte (Evita) dalla controversa fama di filantropa, Perón conquistò il consenso delle grandi masse proletarie cittadine, i descaminados. La morte di Evita, molto amata dalle masse, segnò l’inizio del declino di Perón che si era messo in forte contrasto con la Chiesa attirandosi la scomunica (16 giugno 1955). Costretto a offrire le dimissioni, venne appoggiato da uno sciopero generale della classe operaia che gli consentì di rimanere in carica ma, il 16 settembre, le guarnigioni militari di Cordoba, Rosario, Santa Fé e Paranà si rivoltarono, mentre Marina e Aviazione minacciavano di bombardare Buenos Aires se il presidente non avesse abbandonato il potere. Perón si rifugiò su una cannoniera paraguaiana e, successivamente, raggiunse l’esilio in Spagna. Il 25 settembre il generale Eduardo Leonardi venne nominato presidente provvisorio e il partito peronista dichiarato illegale.

La rivoluzione cubana di Castro

Nel 1953 fallisce a Cuba un movimento insurrezionale popolare (movimento del 26 luglio) che assaltò la caserma Moncada di Santiago nel tentativo di rovesciare il dittatore filoamericano Fulgencio Batista y Zaldivar, in carica fin dal 1933. Fidel Castro Ruz, avvocato e capo dei rivoluzionari, venne dapprima imprigionato sull’Isola dei Pini al largo di Cuba, poi graziato (1955) e esiliato in Messico. Nel 1956 rientrò clandestinamente in patria con uno yacht carico di armi e sbarcò nella regione orientale di Cuba con 81 seguaci; tra essi il fratello Raoul e un medico argentino, di nome Ernesto Guevara detto "Che".

Dopo uno scontro con gli uomini di Batista, Castro si rifugiò sulle montagne della Sierra Maestra dalle quali, per due anni, diresse un’efficace guerriglia. Nel 1958, dopo aver indetto la “guerra totale”, scese dalle montagne con i suoi ribelli barbudos costringendo Batista a fuggire nella Repubblica Dominicana (1° dicembre 1959). Due giorni dopo Castro marciava sull’Avana acclamato dalla popolazione; l’anno successivo si proclamò primo ministro. A giugno nazionalizzò gli zuccherifici, le raffinerie di petrolio e altre industrie statunitensi e avviò la riforma agraria e un programma di assistenza sociale. Gli Stati Uniti, minacciati nei loro interessi economici, dichiararono, nel maggio del 1961, un feroce embargo contro tutte le produzioni cubane.

L'influenza delle multinazionali in America Latina

I regimi dittatoriali sudamericani riuscirono ad avere la meglio per tutto il dopoguerra non solo grazie al sostegno dei militari; furono spesso gli interessi economici nordamericani a finanziarne, favorirne, agevolarne il potere. I casi di ingerenza diretta o mediata delle grandi multinazionali in America Latina furono numerosi. Nel 1951, ad esempio, una coalizione di ufficiali illuminati, intellettuali e ceti popolari urbani liberò il Guatemala dalla dittatura militare. Partì un programma di riforme sociali e produttive; fra esse, la distribuzione delle terre ai contadini, compresi i 250.000 acri di proprietà della potente multinazionale United Fruits Company. Immediata la reazione di Washington che impose l’embargo e accusò il presidente Jacob Arbenz di essere un comunista. La CIA finanziò allora l’invasione del Guatemala del 1954 da parte del Nicaragua e la deposizione di Arbenz. La riforma agraria venne abrogata. Il 50% delle terre venne restituito a ventidue grandi famiglie e alla United Fruits. La restante metà fu spartita tra 300.132 contadini.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il contesto del ritorno di Perón al potere in Argentina?
  2. Juan Domingo Perón tornò al potere nel 1951, dopo aver già governato dal 1946, instaurando un regime nazionalista e populista, noto come "giustizialismo", che attirò il consenso delle masse proletarie grazie al carisma della moglie Eva Duarte.

  3. Quali eventi segnarono il declino di Perón?
  4. La morte di Evita e il contrasto con la Chiesa portarono alla scomunica di Perón, che, nonostante il supporto di uno sciopero generale, fu costretto a dimettersi e infine esiliato in Spagna nel 1955.

  5. Come si sviluppò la rivoluzione cubana guidata da Fidel Castro?
  6. Dopo un fallito assalto alla caserma Moncada nel 1953, Fidel Castro tornò clandestinamente a Cuba nel 1956 e, attraverso una guerriglia nelle montagne della Sierra Maestra, costrinse il dittatore Batista a fuggire nel 1959, proclamandosi primo ministro l'anno successivo.

  7. Quali furono le conseguenze delle riforme di Castro in Cuba?
  8. Castro nazionalizzò industrie statunitensi e avviò riforme agrarie e sociali, ma gli Stati Uniti risposero con un embargo nel 1961, minacciando i loro interessi economici sull'isola.

  9. In che modo le multinazionali influenzarono i regimi dittatoriali in America Latina?
  10. Le multinazionali, come la United Fruits Company, giocarono un ruolo cruciale nel sostenere i regimi dittatoriali, come dimostrato dal colpo di stato in Guatemala nel 1954, dove la CIA intervenne per rovesciare il presidente Arbenz dopo le sue riforme agrarie.

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