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Concetti Chiave

  • Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 e la sua vita è segnata da eventi politici e personali, tra cui l'amore per Beatrice e l'esilio nel 1302.
  • La sua attività politica è caratterizzata dall'affiliazione ai guelfi bianchi, che porta alla sua condanna all'esilio e alla scrittura di opere artistiche come testimonianza della giustizia.
  • Le opere di Dante, come "La vita nova" e "Il Convivio", evidenziano la sua versatilità stilistica e il suo interesse per l'amore, la filosofia e l'eloquenza in volgare.
  • La "Divina Commedia", composta tra il 1306 e il 1320, rappresenta un viaggio nell'aldilà e riflette la complessità della condizione umana attraverso un linguaggio ricco e pluristilistico.
  • Dante utilizza la poesia come strumento per ristabilire l'ordine e la giustizia, assumendo una prospettiva giudicante che lo rende sia spettatore che protagonista nel suo capolavoro.

Qual è la Vita di Dante?

1265: Nasce a Firenze da famiglia della piccola nobiltà guelfa.

1274: Primo incontro con Beatrice.

1283: Secondo incontro con Beatrice e primo sonetto de La vita nova.

1289: Prende parte alla battaglia contro i ghibellini di Arezzo.

1290: Muore Beatrice.

1292: Composizione de La vita nova.

1302: Condanna all’esilio. Nel mese di Marzo dello stesso anno viene condannato a morte.

1312: E’ a Verona, presso Cangrande della Scala.

1318: E’ a Ravenna.

1321: Muore a Ravenna.

La poesia di Dante nasce in una società in forte trasformazione, in una Firenze di divisioni, vendette e giustizia. Dante significa la vittoria del toscano e la decadenza a dialetto di ogni altra parlata italiana.

L'Esilio e la Politica

Dante nasce nel 1265, e già a 30 anni comincia ad essere alla ribalta della vita politica cittadina. Fa parte del partito dei guelfi, il quale nel 1300 si divide in bianchi e neri: i bianchi hanno come obiettivo l’amministrazione autonoma del comune, mentre i neri mirano all’alleanza con il papato. Dante si schiera con i bianchi anche se cerca di non far acuire il conflitto tra le due fazioni. In seguito a questa scelta, nel 1302 Dante è condannato all’esilio e alla multa di un’ammenda; però egli non si presenta e non paga, viene perciò condannato a morte. Comincia il suo pellegrinaggio da esule (predettogli da Cacciaguida) nelle varie corti, poi nel 1315 gli viene permesso il rientro a Firenze, ma previo pagamento di ammenda e atto di sottomissione. Dante rifiuta sdegnato. Anche e girovago rimane legato alla politica e alla sua città, affidando all’opera artistica la testimonianza della giustizia. Appoggia l’azione del giovane Arrigo VII scrivendo tre epistole latine, ma la morte dell’imperatore mette fine a tutto. Nel 1318 Dante è a Ravenna, vi muore nel 1321.

Opere e Stile di Dante

Dante sperimenta, non segue un solo modello stilistico, ma modi di scrittura diversificati. Sono a lui attribuiti Il fiore e Il detto d’amore, che si rifanno al poema narrativo Roman de la Rose. Il fiore consiste di una serie di poemetti dell’innamorato alla conquista dell’amata, mentre Il detto d’amore è una summa degli elementi canonici dell’amor cortese, molto prezioso.

La Vita Nova e le Liriche

Dante ci lavora probabilmente nel 1292 con l’intento di costruire un libro unitario sulla figura della donna amata e sulla cronistoria del suo amore per lei. La vita nova è la testimonianza del registro stilnovistico della poesia dantesca (rapporto tra amore e gentilezza, donna come “miracolo”). L’opera inizia dal primo incontro con Beatrice, quando Dante ha nove anni e prosegue con l’incontro successivo tra i due, nove anni dopo. Il titolo rinvia al rinnovamento spirituale e a quello letterario, entrambi connessi all’esperienza amorosa.

L’attività lirica di Dante va avanti per circa venti anni, ma non ci è pervenuto un libro unitario di quest’attività. Ad oggi possediamo 96 liriche, di sicura (o quasi) paternità dantesca, a cui se ne aggiungono 16 di incerta attribuzione. Sono influenzate da Guinizzelli e Cavalcanti. Quelle de La vita Nova sono invece influenzate dallo Stilnovo. Ci sono poi le rime dottrinali, intonate alla passione conoscitiva. Le rime petrose sono di tema amoroso e risalgono al 1296. In queste rime la figura femminile, bella e crudele si connota di attributi irti e scontrosi, e il poeta la ripaga allo stesso modo. Le rime morali si collocano ai primi anni dell’esilio, qui Dante si propone come “poeta della rettitudine”: in un paesaggio storico di violenza e ingiustizia, il poeta esprime l’utopica aspirazione alla rettitudine di una vita civile.

Il Convivio e la Filosofia

Il titolo equivale a “banchetto”, al quale è invitato il lettore che desidera essere istruito nella scienza per raggiungere la sapienza. Si tratta di un’enciclopedia dottrinale in prosa, lasciata però incompiuta; è infatti composta da sole tre canzoni (datate 1293-1295), con relativo commento. I temi dell’opera sono filosofici e la lingua usata è il volgare: questo per divulgare l’opera. Dante lo interrompe quando sceglie la poesia della Divina Commedia per giungere alla verità, e non più la filosofia.

De Vulgari Eloquentia

Composto tra il 1303 e il 1305. L’opera è in latino e ha come oggetto l’eloquenza, ovvero l’arte del dire in volgare. L’opera difende il volgare, non ha scopo divulgativo, Dante si rivolge ai dotti del suo tempo. E’ lasciata incompiuta e comprende due libri: nel primo si ha un’introduzione, mentre nel secondo si tratta del volgare illustre e dello stile elevato. Erano previsti altri due libri. La sua diffusione è stata però scarsa. Nell’opera Dante rileva la naturalità del volgare (come lingua naturale appresa fin dalla nascita), poi considera la lingua del sì nella quale distingue 14 varietà. A nessuna di queste però assegna il premio di volgare illustre, perché il volgare per essere tale dev’essere cardinale (valido per tutti), aulico (regale) e curiale (usato negli atti politici) e in Italia nessun volgare ha queste caratteristiche.

Monarchia e Politica

Trattato in latino diviso in tre libri, di tema politico e di datazione incerta. Dante interviene sulla questione dei rapporti tra Papato e Impero. Per lui l’impero è necessario per il benessere civile perché garante di pace e giustizia. Tra il Papato e l’Impero si deve stabilire un rapporto di autonomia, entrambi sono discesi da Dio ma l’uno non deve prevalere sull’altro.

Epistole e Altre Opere

A Dante si devono varie lettere in latino, Epistolae scritte a titolo personale o per conto dei signori che lo hanno ospitato nel periodo dell’esilio. Ne restano tredici, di argomento soprattutto politico. Ci sono poi le Egloghe, due componimenti in esametri latini (su modello delle Bucoliche di Virgilio), inviate ad un grammatico che lo invita a smettere di scrivere in volgare per scrivere in latino. Si ha poi la Questio de acqua et terra, una lezione in latino di tema cosmologico.

La Divina Commedia

Composta tra il 1306 e il 1320. Le tre cantiche che la compongono sono diffuse separatamente. Boccaccio la definisce “divina” per la materia trattata. Non se ne possiedono manoscritti autografi. Il fatto di rappresentare il mondo dell’aldilà distinguendo tra dannati (Inferno), penitenti (Purgatorio), beati (Paradiso) significa che Dante ha assunto su di sé la prospettiva giudicante di Dio. Dante affida alla poesia una sorta di ideale ristabilimento dell’ordine. Il poeta è insieme spettatore e attore, infatti egli parla con le anime, è autore, narratore e protagonista del viaggio. La lingua che usa è miracolo e riscoperta, possiede ricchezza, forza; le fonti a cui attinge sono tante, nella commedia si evince un plurilinguismo al quale si affianca un pluristilismo cioè la libertà di adottare i più diversi piani stilistici; ogni volta lo stile è adeguato alla situazione, aperto alla molteplicità della vita.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza di Beatrice nella vita e nell'opera di Dante?
  2. Beatrice è centrale nella vita di Dante, rappresentando l'amore ideale e il rinnovamento spirituale. Il loro primo incontro avviene nel 1274 e la sua morte nel 1290 segna un momento cruciale, ispirando opere come "La vita nova" che esplorano il tema dell'amore e della gentilezza.

  3. Come si sviluppa il tema dell'esilio nella vita di Dante?
  4. Dante viene condannato all'esilio nel 1302 a causa delle sue scelte politiche, rifiutando di sottomettersi. Questo esilio influisce profondamente sulla sua opera, portandolo a riflettere sulla giustizia e sulla politica, come evidenziato nelle sue epistole e nella "Divina Commedia".

  5. Quali sono le caratteristiche distintive dello stile poetico di Dante?
  6. Dante non segue un solo modello stilistico, ma sperimenta diversi modi di scrittura. Le sue opere, come "Il fiore" e "Il detto d’amore", mostrano influenze varie, dal poema narrativo allo stilnovismo, evidenziando la sua versatilità e la ricchezza espressiva.

  7. In che modo "Il Convivio" riflette la filosofia di Dante?
  8. "Il Convivio" è un'opera incompiuta che mira a educare il lettore attraverso la scienza e la filosofia, utilizzando il volgare per rendere accessibili i temi trattati. Tuttavia, Dante interrompe quest'opera per dedicarsi alla poesia della "Divina Commedia", cercando una verità più profonda.

  9. Qual è il significato della "Divina Commedia" nella letteratura italiana?
  10. La "Divina Commedia" è considerata un capolavoro della letteratura italiana, rappresentando un viaggio attraverso l'aldilà e riflettendo la giustizia divina. La sua struttura e il linguaggio ricco e variegato la rendono un'opera fondamentale, capace di esprimere la complessità della vita e della spiritualità umana.

Domande e risposte

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