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Concetti Chiave

  • Dante scrisse diverse lettere in latino, di cui 13 sono pervenute, caratterizzate da uno stile ricco di metafore e citazioni.
  • L'epistola fiorentina, scritta nel 1315, mostra il rifiuto di Dante di rientrare a Firenze per mantenere la sua dignità e onore.
  • La proposta di amnistia per Dante richiedeva umiliazioni pubbliche, che egli rifiutò, portando alla condanna a morte.
  • Dante sosteneva l'idea di un potere universale rappresentato dal papato, in contrasto con l'amicizia con Cangrande, un ghibellino.
  • Il rifiuto dell'amnistia di Dante riflette un forte senso dell'onore e della giustizia, evidenziando il suo carattere fiero.

Le lettere di Dante?

Nel corso della sua vita Dante scrisse varie lettere in latino, il cui numero complessivo resta imprecisato; a noi ne sono pervenute 13. Accanto ad alcune epistole di carattere privato e alcune composte per conto di altre persone, vi sono quelle di argomento politico. Tutte sono caratterizzate da uno stile ricco di metafore e citazioni.

L'epistola fiorentina

Appartiene al primo gruppo l’epistola inviata a un amico fiorentino, il cui nome ci è sconosciuto, e scritta nel 1315, quando Dante ricevette la proposta di ottenere l’amnistia a tatto che si dichiarasse colpevole delle accuse a suo carico; la lettera ne rivela la tempra di un uomo fiero e coscienzioso della propria dignità, che rifiuta di rientrare nella pur tanto amata Firenze perché ciò significherebbe calpestare il proprio onore.

L'amnistia e il rifiuto

Il suo amico concittadino, del quale non sappiamo nulla, lo esorta a rientrare a Firenze approfittando di un’amnistia concessa a tutti gli esiliati per motivi politici. Il problema era costituito dai termini di tale concessione : gli esiliati, infatti dovevano recarsi, vestiti in modo umile e con una cero in mano; in più ognuno doveva portare con sé una mitria di carta che recava l’indicazione della sua colpa e farne pubblica ammenda. Dante, che si considerava senza colpa, rifiuta di umiliarsi in tal modo e quindi viene condannato a morte.Per Dante sulla terra ci deve essere un solo potere universale (il papato) e che tutto deve essere ricondotto a Dio. Invece il suo amico Cangrande è un ghibellino d nascita e lotta per la riaffermazione del impero, quindi possiamo dire che influenza Dante convincendolo ad avvicinarsi un po’ al ghibellinismo. Nel 1315 gli fu proposta dai suoi concittadini l’amnistia, a condizione che si dichiarasse colpevole delle accuse che gli erano state mosse; al rifiuto, fu confermata la pena di morte; quindi morì tra il 13 e il 14 settembre del 1321.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'epistola fiorentina di Dante?
  2. L'epistola fiorentina, scritta nel 1315, rivela la dignità di Dante, che rifiuta l'amnistia proposta per non calpestare il proprio onore, dimostrando così la sua fiera coscienza della propria integrità (testo).

  3. Quali erano le condizioni dell'amnistia proposta a Dante?
  4. L'amnistia richiedeva che gli esiliati, tra cui Dante, si dichiarassero colpevoli, si presentassero in modo umile e portassero una mitria di carta con l'indicazione della loro colpa, condizioni che Dante rifiutò (testo).

  5. Qual è il conflitto tra Dante e il suo amico Cangrande?
  6. Cangrande, ghibellino, influenzava Dante verso il ghibellinismo, mentre Dante sosteneva un potere universale rappresentato dal papato, creando una tensione tra le loro visioni politiche (testo).

Domande e risposte

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