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Concetti Chiave

  • Alfieri, nato nel 1749 ad Asti, manifesta fin da giovane un forte desiderio di libertà, portandolo a viaggiare in Italia e in Europa, lontano da influenze conservatrici.
  • La carriera letteraria di Alfieri inizia con la tragedia Cleopatra, che segna la sua vocazione come scrittore, portandolo a esplorare vari generi letterari.
  • La decisione di "spiemontizzarsi" rappresenta un momento cruciale per Alfieri, liberandolo da vincoli sociali e legali che ostacolano la sua creatività e libertà di viaggio.
  • Alfieri critica l'ancien régime e il mecenatismo, sostenendo che il letterato deve essere un "uomo libero" che sfida e denuncia il potere oppressivo.
  • Il tema della libertà è centrale nelle opere di Alfieri, dove si riflette non solo nella sua autobiografia, ma anche nelle sue tragedie, evidenziando il conflitto tra l'individuo e il tiranno interiore.

Infanzia e formazione

Nasce ad Asti nel 1749 da una nobile e ricca famiglia e muore nel 1803 a Firenze, dunque è pienamente inserito nel contesto storico nel 700'. Il padre muore quando ha appena un anno e la made si risposa.

Viaggi e ispirazioni

Dall'età di nove anni inizia a frequentare la Reale Accademia di Torino, ma ben presto si rende conto che la vita accademica non fa per lui e all'età diciassette anni esce dal Piemonte per intraprendere una serie di viaggi in Italia e in Europa (si allontanerà spesso dalla regione torinese,dal carattere conservativo e retrogrado, che non si confà al suo spirito inquieto e tormentato).La sua vita è all'insegna di una ricerca spasmodica della libertà, che lo porterà a viaggiare molto. A causa però della sua scarsa preparazione e come egli stesso racconta nella sua autobiografia, la Vita, non riuscirà a trarre un sufficiente frutto culturale da quei viaggi, che pur "gli allargano le idee".

Carriera letteraria

Decide quindi di ritornare in Italia e stabilirsi a Torino. Ed è proprio nel 1774 in questa città che,mentre assiste un'amante malata, viene ispirato dagli arazzi in casa di lei per la composizione di una tragedia, Cleopatra. L'opera viene fatta rappresentare a teatro e, pur imperfetta, ha un successo tale da far capire ad Alfieri che la sua vocazione è quella dello scrittore. Da questo momento in poi si cimenterà accuratamente negli studi letterari, sperimentando diversi generi, come la satira, la commedia, la tragedia (che più si confà al suo animo tormentato) e l'autobiografia.

Relazioni personali

la sua insoddisfazione, la sua incessante ricerca di una libertà caratterizzerà la sua vita anche dal punto di vista sentimentale: tardi si avvicinerà ad una donna, Luisa Stolberg, moglie dell'anziano pretendente al trono d'Inghilterra Edoardo Stuart, che rimarrà con lui tutta la vita.

Rinuncia e libertà

Nel 1778 decide di "spiemontizzarsi": questo è un punto saliente della sua vita, importante per comprendere anche la sua personalità. Decide di liberarsi anche legalmente dall'essere piemontese, non solo per svincolarsi da quell'ambiente arcaico per lui, ma anche per non chiedere continui permessi per viaggiare, non sottoporre le sue opere a censura, e decide dunque di rinunciare al titolo nobiliare e ad una parte della sua eredità a favore della sorella Giulia.

Rivoluzione e critica

Questa ricerca della libertà lo porterà nel 1786 a Parigi, città in cui si stabilirà con la sua compagna. I suoi ideali verranno alimentati dallo scoppio della rivoluzione francese: se in un primo momento esalterà i suoi sviluppi e si dimostrerà fautore di quei valori, che esalterà nell'ode Parigi sbastigliato, alla fine con un altro componimento, il poemetto satirico il Misogallo, lascerà emergere gli orrori della rivoluzione e ne disegnerà una critica. Si allontana da Parigi e ritorna in Italia, a Firenze. Negli ultimi anni della sua vita, dal 1800 al 1803 darà spazio alla sua vena satirica e comporrà quattro commedie politiche: L'uno, I pochi, I molti e L'antidoto. Morirà nel 1803 e la sua salma verrà traslata nella Chiesa di S.Croce a Firenze per volere della sua amata Luisa Stolberg.

Come si evince anche dalla sua vita, dalla volontà di "spiemontizzarsi", di non avere vincoli e dai suoi continui spostamenti in Europa e in Italia,una prerogativa dell'animo alfieriano è la ricerca della libertà, una libertà che non vuole trovare solamente esteriormente, ma anche interiormente, nel proprio spirito. L'esaltazione della libertà si trova in moltissime sue opere e si articola anche in diverse forme: la libertà politica, la libertà dell'intellettuale dal potere fino alla libertà stessa dell'individuo.

Libertà politica

  • Per quanto riguarda il concetto di libertà politica, Alfieri è ispirato dalla lettura di illuministi come Voltaire, Rousseau e Montesquieu e contesta aspramente l'ancien regime, basato sulla divisione in ordini e l'assolutismo del sovrano. Alfieri ritiene, come poi scriverà nel trattato Della tirannide, che uno stato, per ritenersi davvero libero, devo fondarsi sul predominio inoppugnabile della legge.

  • Libertà del letterato

  • Questa libertà deve investire anche la funzione del letterato, come scriverà poi Alfieri nel Del principe e delle lettere: in netto contrasto alla pratica del mecenatismo, per la prima volta si pone la necessità che il letterato non sia al servizio del potere e portavoce del potere stesso. Il letterato è colui che ha gli strumenti adatti a comprendere la negatività delle imposizioni che vengono dalla sovranità, e comprendendole ha la capacità di promulgarle al popolo. Il suo compito è quello dell'"uomo libero", capace di scoprire gli inganni di un potere vessatorio, quello del tiranno.
  • Autobiografia e tragedie

  • il tema della libertà si trova anche nella sua autobiografia la Vita all'interno della quale lo scrittore descrive la propria esistenza come una continua ricerca di libertà e superamento di ogni limite
  • Non vanno poi dimenticate le tragedie, nelle quali il tema della libertà si affianca ad un'altra caratteristica dell'opera alfieriana: il titanismo, ovvero la massima affermazione di sè attraverso la negazione di sè. I personaggi in veste di "uomini liberi",lotteranno con il tiranno, ma non mancheranno casi in cui questi due si troveranno simultaneamente in uno stesso personaggio. E' il caso del Saul e della Mirra. I personaggi lotteranno con le proprie passioni e con il proprio tiranno interiore finchè, per affermare la part buona di se stessi andranno incontro al suicidio. Quest'ultimo non è altro che il gesto di estrema libertà
  • Romanticismo e libertà

    Mettendo in luce sentimenti forti e opposti, valori come la libertà, nonchè la differenza fra reale e ideale, Alfieri non fa altro che preannunciare il Romanticismo. Pur partendo da un ideale illuminista come la libertà, egli lo declina in una prospettiva romantica, mettendo in risalto l'individualità e i sentimenti.

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    Domande da interrogazione

    1. Qual è il significato della "spiemontizzazione" nella vita di Alfieri?
    2. La "spiemontizzazione" rappresenta un momento cruciale per Alfieri, in cui decide di liberarsi legalmente dalla sua identità piemontese per poter viaggiare senza vincoli e censura, rinunciando anche al titolo nobiliare e a parte della sua eredità (testo).

    3. Come influenzano i viaggi di Alfieri la sua formazione culturale?
    4. Sebbene i viaggi di Alfieri in Italia e in Europa allargassero le sue idee, egli stesso ammette nella sua autobiografia che la sua scarsa preparazione non gli permise di trarre un sufficiente frutto culturale da queste esperienze (testo).

    5. Qual è il ruolo della libertà nelle opere di Alfieri?
    6. La libertà è un tema centrale nelle opere di Alfieri, che si articola in diverse forme, dalla libertà politica a quella dell'intellettuale, fino alla libertà individuale, come evidenziato nella sua autobiografia e nelle sue tragedie (testo).

    7. In che modo Alfieri critica l'ancien régime?
    8. Alfieri, ispirato da pensatori illuministi, contesta l'ancien régime e l'assolutismo del sovrano, sostenendo che uno stato libero deve basarsi sul predominio della legge, come esposto nel suo trattato "Della tirannide" (testo).

    9. Qual è la connessione tra il titanismo e la libertà nelle tragedie di Alfieri?
    10. Nelle tragedie di Alfieri, il titanismo si manifesta attraverso personaggi che lottano per affermare la loro libertà, spesso affrontando il tiranno interiore, culminando in atti estremi come il suicidio, che rappresenta l'ultima forma di libertà (testo).

    Domande e risposte

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