Concetti Chiave
- Agostino affronta il problema del male, cercando una soluzione cristiana che combina la sua esperienza personale e intellettuale.
- Inizialmente influenzato dal manicheismo, Agostino successivamente lo abbandona per motivi filosofici, ritenendolo insostenibile.
- Propone che il male non è una sostanza, ma piuttosto una privazione del bene, derivante dalla libertà di scelta degli esseri creati.
- Agostino sostiene che i mali fisici non sono entità separate, ma conseguenze del peccato originale, inseriti nel progetto divino.
- Per Agostino, Dio crea solo il bene; il male esiste come un accidente e non come una creazione divina, mantenendo così l'incorruttibilità di Dio.
Il problema del male secondo Agostino
Come molti pensatori occidentali anche Agostino si è preoccupato del problema del male, anzi è il primo ad aver cercato un tentativo di soluzione di ispirazione cristiana. La sua sensibilità, la sua intelligenza e la sua esperienza di uomo di mondo gli hanno permesso di capire fin da giovane quando il mondo sia costituito da tutta una serie di mali sia fisici che morali.
La teoria manichea e la conversione
Inizialmente, Agostino abbraccia la teoria manichea secondo la quale il mondo è dominato da due Princìpi, uno del Bene e l’altro del male, in continua lotta fra di loro. Più tardi, però, egli abbandona il manicheismo in quanto lo ritiene insostenibile da punto di vista filosofico. Egli parte dall’idea che Dio è incorruttibile; se il Principio del Male gli può nuocere, a seguito di uno scontro cosmico fra Bene e Male, l’incorruttibilità divina viene messa in dubbio; d’altra parte se il Principio del Male non può nuocere a Dio, questo significa che non esiste alcun motivo tale da spingere Dio ad intraprendere una lotta. La conversione al Cristianesimo rende il problema della presenza del Male nel mondo ancora più urgente da risolvere. Infatti, se Dio è Amore, Provvidenza e Bene perché esiste il male nel mondo. E se esiste Dio, da dove proviene il Male? La risposta non si può certamente trovare in Platone secondo il quale il Male deriverebbe dalla natura primordiale di cui è costituito il mondo in quanto anche tale materia è una creatura di Dio e la realtà del Male è comunque e sempre inconciliabile con la Bontà perfetta di Dio.
La soluzione di Agostino al problema del male
Agostino risolve il problema nel modo seguente: l’essere e il bene coincidono perché tutto ciò che esiste è creato da Dio e tutto ciò che è creato da Dio è Bene, poiché Dio è la Bontà perfetta; dunque Dio non può aver creato il Male. Pertanto il Male non è altro che la privazione del Bene. Tuttavia se essere = bene ed ogni sottrazione di essere = sottrazione di bene e viceversa, il male non ha una sua propria realtà perché esso si configura come accidente di un soggetto che di per sé è bene. Inoltre un male assoluto non può esistere perché non essendo “sostanza” sarebbe un Bene e quindi si verrebbe ad introdurre un concetto contraddittorio. D’altra parte, o sarebbe una sostanza incorruttibile e quindi un Bene immenso o una sostanza corruttibile e perciò un Bene perché, altrimenti, non potrebbe essere soggetto a corruzione. Questo concetto dimostra anche la convinzione di Agostino del fatto che Dio ha fatto buone tutte le cose.
Conclusione sulla visione di Agostino
In conclusione si può affermare che per Agostino Dio non crea il male perché altrimenti creerebbe il non-essere, ma soltanto il Bene di cui il male è una pura e semplice privazione, in pratica un semplice accidente di un oggetto che di per sé è Bene (concetto di male metafisico) Per quanto riguarda i mali fisici o naturali, S. Agostino sostiene che essi non esistono perché fanno parte di un insieme che di per sé è Bene; esistono la giusta conseguenza del peccato originale e, pertanto, sono inseriti nel progetto di salvezza divino e quindi di un Bene. Il male morale è causati dal peccato cioè da una mancanza di volontà che all’Esser superiore (= Dio), preferisce gli esseri inferiori (= le creature).
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Agostino riguardo al problema del male?
- Come si evolve il pensiero di Agostino riguardo al manicheismo?
- Qual è la spiegazione di Agostino sulla provenienza del male?
- Come si collegano i mali fisici e morali al peccato originale secondo Agostino?
- Qual è la conclusione finale di Agostino sulla creazione divina e il male?
Agostino affronta il problema del male con un approccio cristiano, sostenendo che il male non è una sostanza creata da Dio, ma una privazione del Bene, poiché tutto ciò che esiste è creato da Dio e quindi è Bene.
Inizialmente, Agostino abbraccia la teoria manichea, ma successivamente la abbandona perché la considera insostenibile filosoficamente, in quanto mette in dubbio l'incorruttibilità di Dio.
Agostino afferma che il male deriva dalla privazione del Bene e non ha una propria realtà, poiché ogni sottrazione di essere implica una sottrazione di bene, rendendo il male un accidente di un soggetto che è di per sé Bene.
Agostino sostiene che i mali fisici non esistono in sé, ma sono conseguenze del peccato originale e fanno parte del progetto di salvezza divina, mentre il male morale è causato dalla mancanza di volontà che preferisce il creato all'Essere superiore, Dio.
Agostino conclude che Dio non crea il male, ma solo il Bene, e che il male è una privazione di esso, dimostrando così che tutte le cose create da Dio sono buone e che il male è un semplice accidente.