Concetti Chiave
- Alla fine del Medioevo, il commercio europeo con l'Africa nera passava attraverso l'Egitto e gli Stati barbareschi del Nord Africa.
- Le conoscenze geografiche del Rinascimento erano basate su idee antiche, con errori che stimolarono nuove esplorazioni verso l'Asia e l'Africa.
- Alla fine del XV secolo, l'Africa aveva una popolazione stimata tra 40 e 50 milioni di abitanti, con aree densamente popolate come il Maghreb e il Sudan.
- Le strutture politiche africane includevano regni complessi e città come Timbuctù, un centro commerciale e culturale importante.
- Lungo la costa orientale africana, le città-Stato prosperavano grazie ai commerci con l'Asia, influenzate dalla cultura araba.
Indice
Africa alla fine del Medioevo
Alla fine del Medioevo, i rapporti diretti degli europei con gli altri continenti erano limitati soprattutto agli scambi economici e culturali tra le diverse sponde del Mar Mediterraneo. I viaggi verso l’Oriente, tra il XIII e il XIV secolo, erano diventati molto più difficili a causa dell’arrivo della dinastia Ming in Cina nel 1368 e dell’espansione dell’Impero ottomano nel Mediterraneo orientale e nei Balcani.Nel XV secolo, i mercanti veneziani avevano quasi il monopolio del commercio delle spezie e delle sete orientali in Europa. Per procurarsele, però, dovevano ormai rivolgersi agli intermediari arabi nei porti di Beirut e Alessandria. Allo stesso modo, l’oro, l’avorio e gli schiavi provenienti dall’africa nera arrivavano in europa passando per l’egitto e per gli Stati del Nord Africa affacciati sul Mediterraneo, chiamati Stati barbareschi.
Conoscenze geografiche dell'epoca
Le conoscenze geografiche del primo Rinascimento erano ancora molto vaghe e imprecise. Per quanto riguarda gli altri continenti, si basavano soprattutto sulle idee dell’antichità classica, più che sui racconti dei viaggiatori e degli scrittori cristiani e arabi del Medioevo.Grazie all’autorità di Tolomeo, vissuto nel II secolo d.C., si era ormai affermata l’idea che la Terra fosse sferica. Tuttavia, si pensava che l’Africa fosse molto più corta di quanto non fosse in realtà e la sua costa occidentale veniva rappresentata come una linea obliqua diretta verso sud-est.
Inoltre, i tre continenti allora conosciuti, cioè Europa, Asia e Africa, erano collocati interamente nell’emisfero settentrionale. Gli europei non avevano ancora alcuna conoscenza dell’esistenza delle Americhe e dell’Oceania.
Paradossalmente, proprio questi errori geografici incoraggiarono i viaggi di esplorazione dei portoghesi e di Cristoforo Colombo. Anche le idee esagerate sulle ricchezze delle Indie e la credenza nell’esistenza di un regno cristiano misterioso, situato in una zona imprecisata dell’Africa o dell’Asia, contribuirono a spingere gli europei verso nuove esplorazioni. Questo regno era chiamato regno del Prete Gianni e si pensava che fosse possibile allearsi con esso per combattere i musulmani.
La realtà dell’Africa nera
Gli studi recenti hanno smentito l’idea tradizionale secondo cui l’Africa fosse un continente senza storia, caratterizzato da una condizione di barbarie primitiva.Alla fine del XV secolo, la popolazione africana era stimata tra i 40 e i 50 milioni di abitanti ed era in lenta ma costante crescita. La popolazione era distribuita in modo molto irregolare: le zone più densamente abitate erano la fascia del Maghreb, il bacino del Nilo e i territori a sud del Sahara, chiamati complessivamente Sudan. Al contrario, le aree meno abitate erano i deserti del Sahara e dell’Africa meridionale e le fitte foreste equatoriali.
Anche l’economia era molto varia.
Organizzazioni politiche
Questi regni erano organizzati in strutture politiche complesse, che si affiancavano alle tradizionali organizzazioni sociali basate su clan e tribù. I sovrani erano in grado di riscuotere tributi e organizzare grandi eserciti.Una delle città più importanti era Timbuctù, situata all’incrocio di alcune delle principali rotte carovaniere che attraversavano il Sahara. Si ritiene che potesse avere circa 100.000 abitanti. I visitatori rimanevano colpiti dalla sua ricchezza e dalla raffinatezza della sua vita culturale.
Anche il Regno del Benin, situato lungo la costa occidentale africana, ai margini della foresta equatoriale, era famoso per lo sviluppo dell’artigianato e delle arti figurative. Più a sud si trovava il Regno del Congo, vicino alla foce del fiume Congo. Nella parte orientale e meridionale del continente erano invece importanti i regni bantu dello Zimbabwe e del Monomotapa.
Infine, lungo la costa orientale africana, da Mogadiscio a Sofala, si era sviluppata una serie di città-Stato influenzate dalla cultura araba. La loro prosperità dipendeva soprattutto dai commerci con i Paesi dell’Asia meridionale.
Domande da interrogazione
- Quali erano i principali ostacoli ai viaggi verso l'Oriente tra il XIII e il XIV secolo?
- Come veniva rappresentata l'Africa nelle conoscenze geografiche del primo Rinascimento?
- Qual era la popolazione stimata dell'Africa alla fine del XV secolo e come era distribuita?
- Quali erano alcune delle città e regni più importanti dell'Africa alla fine del Medioevo?
- Qual era il ruolo delle città-Stato lungo la costa orientale africana?
I viaggi verso l'Oriente erano resi difficili dall'arrivo della dinastia Ming in Cina nel 1368 e dall'espansione dell'Impero ottomano nel Mediterraneo orientale e nei Balcani.
L'Africa era rappresentata come molto più corta di quanto fosse in realtà, con la costa occidentale disegnata come una linea obliqua diretta verso sud-est, basandosi sulle idee dell'antichità classica.
La popolazione africana era stimata tra i 40 e i 50 milioni di abitanti, distribuita in modo irregolare, con zone densamente abitate come il Maghreb, il bacino del Nilo e il Sudan, mentre i deserti e le foreste equatoriali erano meno popolati.
Timbuctù era una città importante per le rotte carovaniere, mentre il Regno del Benin era noto per l'artigianato e le arti figurative. Altri regni significativi includevano il Regno del Congo e i regni bantu dello Zimbabwe e del Monomotapa.
Le città-Stato lungo la costa orientale africana, da Mogadiscio a Sofala, erano influenzate dalla cultura araba e prosperavano grazie ai commerci con i Paesi dell'Asia meridionale.