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Concetti Chiave

  • La chiesa di San Pietro al Monte a Civate, risalente al XI secolo, era parte di un monastero benedettino perduto.
  • Il nartece ospita un ciclo di affreschi dedicati all'Apocalisse di Giovanni, con rappresentazioni della Gerusalemme celeste.
  • Le affermazioni iconografiche si basano su un manoscritto che spiega l’Apocalisse, rendendo gli affreschi un esempio di Biblia pauperum.
  • L'autore degli affreschi, di tradizione ottoniana e lombarda, mostra una raffinata conoscenza della tradizione tardo antica.
  • Le opere sono caratterizzate da un uso morbido e veloce del colore, naturalismo e tentativi di resa prospettica.

La chiesa di San Pietro

La chiesa di San Pietro al Monte a Civate risale alla seconda metà del XI secolo ed era parte di un perduto monastero benedettino. Nel nartece si può ammirare uno dei più bei cicli di affreschi dedicate all’Apocalisse di Giovanni. Sulla volta del vano centrale è dipinta la Gerusalemme celeste, la città di Dio promessa dalla resurrezione di Cristo. Essa è raffigurata come una città quadrata dalle mura turrite in cui si aprono dodici porte alle quali sono affacciati degli angeli. Nei pennacchi vi sono i nomi delle Virtù cardinali, mentre al centro, in uno spazio vuoto e tra due Alberi della vita, è raffigurato il Salvatore, seduto sul globo che rappresenta l’universo e reggente la verga per misurare la città e un libro su cui si legge “chi ha sete venga”: l’acqua della redenzione (simboleggiata anche dall’agnello) sgorga ai suoi piedi a formare i quatto fiumi del Paradiso.

Iconografia e tradizione

Questa precisa iconografia aderente al testo sacro deriva sicuramente dalle miniature di un manoscritto del tempo, un commentario in cui era trascritta e spiegata l’Apocalisse: lo si è dedotto dalla fedeltà dell’illustrazione al testo sacro e dalla presenza dei tituli, che contribuiscono a rendere questi affreschi un esempio di Biblia pauperum. L’autore appartiene alla tradizione ottoniana ma deve essere lombardo e dimostra ampia cultura e conoscenza della tradizione tardo antica nella stesura del colore morbida e veloce, nel naturalismo degli alberi e delle pieghe delle vesti e nel tentativo di resa prospettica a volo d’uccello.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza degli affreschi nella chiesa di San Pietro al Monte?
  2. Gli affreschi dedicati all'Apocalisse di Giovanni sono considerati uno dei più bei cicli di affreschi, rappresentando la Gerusalemme celeste e la redenzione, e dimostrano una forte aderenza al testo sacro, rendendoli un esempio di Biblia pauperum.

  3. Da quale tradizione artistica proviene l'autore degli affreschi?
  4. L'autore degli affreschi appartiene alla tradizione ottoniana, ma è di origine lombarda, mostrando una profonda cultura e conoscenza della tradizione tardo antica attraverso il suo stile e l'uso del colore.

  5. Quali elementi iconografici caratterizzano la rappresentazione della Gerusalemme celeste?
  6. La Gerusalemme celeste è rappresentata come una città quadrata con mura turrite e dodici porte, affiancate da angeli, e al centro si trova il Salvatore, simbolo della redenzione, con l'acqua che sgorga ai suoi piedi formando i fiumi del Paradiso.

Domande e risposte

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