Affabilità e modestia di Attico

Hic autem sic se gerebat ut communis infimis par principibus videretur. Quo factum est ut huic omnes honores quos possent publice haberent civemque facere studerent; quo beneficio ille uti noluit quod nonnulli ita interpretantur amitti civitatem Romanam alia ascita. Quamdiu adfuit ne qua sibi statua poneretur restitit; absens prohibere non potuit. Itaque aliquot ipsi et Phidiae locis sanctissimis posuerunt: hunc enim in omni procuratione rei publicae actorem auctoremque habebant. Igitur primum illud munus fortunae quod in ea potissimum urbe natus est in qua domicilium orbis terrarum esset imperii ut eandem et patriam haberet et domum; hoc specimen prudentiae quod cum in eam se civitatem contulisset quae antiquitate humanitate doctrinaque praestaret omnes,unus ei fuerit carissimus.

Sua norma costante era mostrarsi affabile con gli inferiori e di tenersi allo stesso livello con i grandi.Perciò lo colmarono di tutti gli onori che erano compatibili con la sua qualità di forestiero; anzi avrebbero voluto dargli la cittadinanza ateniese,ma egli declinò questo onore,cosa che alcuni spiegano con il fatto che l'acquisto di un'altra cittadinanza fa perdere quella romana.Finchè visse in Atene si oppose all'erezione di statue in suo onore; quando ne fu lontano non potè impedirlo: e infatti gliene furono innalzate alcune nei punti piu sacri della città,essendo stato collaboratore e consigliere in ogni ramo amministrativo dello stato. Fu dunque dono del destino in primo luogo quello di essere nato proprio nella città che accentrava in sè il dominio di tutto il mondo e che essa gli fosse patria e dimora; ma fu segno di saggezza sua l'altro fatto che,essendo andato ad abitare nella città che superava ogni altra per antichità, civiltà e cultura, le sia riuscito carissimo fra tutti.

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