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Concetti Chiave

  • L'acquisto di azioni proprie avviene quando una società acquisisce azioni di sua emissione, iscrivendole tra immobilizzazioni o attivo circolante a seconda della loro destinazione economica.
  • Le azioni proprie possono servire a vari scopi, come ridurre il capitale sociale, aumentare la quotazione di mercato, limitare acquisizioni ostili o preparare distribuzioni agli azionisti.
  • Esistono limiti legali per l'acquisto di azioni proprie, inclusi requisiti sulle azioni interamente liberate e vincoli sull'importo da investire rispetto agli utili e riserve disponibili.
  • Il valore nominale delle azioni acquistate non può superare la decima parte del capitale sociale, comprese le azioni detenute da società controllate.
  • Durante il possesso di azioni proprie, il diritto di voto è sospeso e i diritti al dividendo sono distribuiti solo tra le altre azioni in circolazione.

Definizione e classificazione delle azioni proprie

L’acquisto di azioni proprie consiste nell’acquisizione da parte di una società di azioni di sua emissione.

Le azioni proprie si iscrivono fra le immobilizzazioni o nell’attivo circolante in relazione alla finalità, e quindi alla destinazione economica, per cui è stata eseguita l’operazione.

Se lo scopo dell’operazione determina un impiego duraturo di capitali, le azioni proprie verranno considerate fra le immobilizzazioni finanziarie.

Se invece, l’impiego è temporaneo, saranno iscritte nell’attivo circolante, tra le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni.

Scopi dell'acquisto di azioni proprie

Gli scopi di tale operazione sono molteplici:

• Disporre di azioni da annullare per diminuire il capitale sociale;

• Far aumentare la quotazione di mercato delle azioni stesse;

• Diminuire il numero di azioni in libera circolazione ed evitare così l’acquisizione di ingenti pacchetti azionari da parte di gruppi finanziari;

• Costituire una scorta di azioni da utilizzare per scambi o per far entrare nuovi soci;

• Predisporre successive distribuzioni agli azionisti come integrazione dei dividendi;

• Liquidare un socio di minoranza evitando che il recesso possa penalizzare l’azienda.

Limiti legali e riserve per le azioni proprie

Limiti all’acquisto sono fissati dalla legge, sia in termini quantitativi sia dal punto di vista delle procedure da seguire.

La società può acquistare solo azioni interamente liberate e per un importo non superiore agli utili distribuibili e alle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.

In ogni caso, il valore nominale delle azioni acquistate non può essere superiore alla decima parte del capitale sociale, comprendendo anche le azioni possedute dalle società controllate.

A seguito dell’acquisto di azioni proprie, deve essere costituita un’apposita riserva indispensabile, denominata Riserva per azioni proprie, dell’importo delle azioni in portafoglio e che verrà mantenuta fino a quando le azioni non saranno cedute o annullate.

Il diritto di voto è sospeso per il periodo in cui le azioni proprie rimangono in portafoglio e i diritti al dividendo e di opzione sono distribuiti proporzionalmente alle altre azioni.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali finalità dell'acquisto di azioni proprie da parte di una società?
  2. Le finalità includono la riduzione del capitale sociale, l'aumento della quotazione di mercato, la diminuzione delle azioni in circolazione, la creazione di una scorta per scambi o nuovi soci, la distribuzione di dividendi e la liquidazione di soci di minoranza (come indicato nel testo).

  3. Come vengono classificate le azioni proprie in base alla loro destinazione economica?
  4. Le azioni proprie possono essere classificate come immobilizzazioni finanziarie se l'impiego di capitali è duraturo, oppure come attivo circolante se l'impiego è temporaneo (secondo quanto descritto nel testo).

  5. Quali sono i limiti legali riguardanti l'acquisto di azioni proprie?
  6. La legge stabilisce che le società possono acquistare solo azioni interamente liberate, per un importo non superiore agli utili distribuibili e alle riserve disponibili, e il valore nominale delle azioni non può superare la decima parte del capitale sociale (come specificato nel testo).

Domande e risposte

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