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Concetti Chiave

  • Nell'ultimo decennio, gli accordi sindacali hanno evoluto la contrattazione collettiva di secondo livello, iniziata nel 2011, con la possibilità di deroghe ai CCNL in specifiche aree.
  • L'articolo 8 della legge 148/2011 ha definito regole per la contrattazione di prossimità, consentendo deroghe alle leggi sul lavoro, mantenendo il rispetto della Costituzione.
  • Le confederazioni sindacali hanno continuato a stipulare accordi simili a quello del 2011, come il Testo unico sulla rappresentanza del 2014, che ha introdotto regole sulla rappresentatività sindacale.
  • Il Testo unico ha stabilito che le RSU devono essere costituite su base elettiva e ha previsto procedure per risolvere controversie derivanti da contratti collettivi.
  • Il «Patto della fabbrica» del 2018 è stato creato per semplificare e ridimensionare i contratti collettivi nazionali, che erano aumentati significativamente negli anni precedenti.

Evoluzione degli accordi sindacali

Nell’ultimo decennio sono stati stipulati diversi accordi interconfederali sindacali, il primo dei quali risale al 2011.
L’accordo interconfederale raggiunto nel 2011 ha favorito lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello (aziendale o territoriale).

Essa, tuttavia, può operare solo nell'ambito delle materie delegate dal contratto collettivo nazionale di lavoro o dalla legge. In particolare, la contrattazione di secondo livello può prevedere deroghe ai CCNL in materia di prestazioni di lavoro, orario e situazioni di crisi dell’impresa.

Articolo 8 e deroghe

L’articolazione su due livelli dei contratti collettivi è stata ulteriormente definita dall’articolo 8 della legge 148/2011. La fonte ha dettato regole specifiche da applicare alla contrattazione di prossimità (aziendale o territoriale), attribuendole la competenza a derogare con effetti erga omnes alle leggi in materia di lavoro; questa prerogativa è valida in diversi ambiti, dal controllo a distanza dei lavoratori fino alle conseguenze del licenziamento illegittimo. L’unico limite attiene al rispetto della Costituzione.

Il potere di derogare non è in sé una novità: si tratta infatti di una facoltà da sempre incentivata dal legislatore. Il vero stravolgimento ha riguardato la genericità di tale facoltà: l’articolo 8 contempla numerosissime ipotesi in cui la potestà derogatoria è attivabile.

Continuità degli accordi sindacali

Nonostante l’intervento del legislatore, le confederazioni sindacali hanno continuato a dar vita ad accordi simili a quello stipulato nel 2011. Il più importante è stato il Testo unico sulla rappresentanza, siglato nel gennaio del 2014. L’Ai ha dettato nuove regole in materia di rappresentatività sindacale, stabilendo che la costituzione delle RSU nei luoghi di lavoro deve avvenire su base totalmente elettiva. L’accordo, inoltre, ha previsto una procedura di conciliazione per la risoluzione delle controversie relative all’eventuale inadempimento degli obblighi derivanti dai contratti collettivi.

Nel 2018, infine, è stato stipulato il cosiddetto «Patto della fabbrica», volto a semplificare e ridimensionare i contratti collettivi nazionali, ormai in costante crescita (338 nel 2008, 868 nel 2018).

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto dell'accordo interconfederale del 2011 sulla contrattazione collettiva?
  2. L'accordo interconfederale del 2011 ha favorito lo sviluppo della contrattazione collettiva di secondo livello, permettendo deroghe ai contratti collettivi nazionali di lavoro in specifiche materie, come prestazioni di lavoro e orario.

  3. Quali sono le principali novità introdotte dall'articolo 8 della legge 148/2011?
  4. L'articolo 8 ha definito regole per la contrattazione di prossimità, consentendo deroghe alle leggi sul lavoro con effetti erga omnes, a patto che siano rispettati i principi costituzionali.

  5. Quali accordi sindacali significativi sono stati stipulati dopo il 2011?
  6. Dopo il 2011, sono stati stipulati accordi come il Testo unico sulla rappresentanza nel 2014, che ha stabilito regole per la rappresentatività sindacale, e il "Patto della fabbrica" nel 2018, mirato a semplificare i contratti collettivi nazionali.

Domande e risposte

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