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Concetti Chiave

  • L'Accademia Pomponiana, sotto la guida di Pomponio Leto, si caratterizzava per un classicismo estremo e per atteggiamenti paganeggianti, suscitando controversie tra gli intellettuali del tempo.
  • Il Platina, imprigionato per accuse di congiura, si distinse per la sua trattatistica politica, scrivendo opere significative sui doveri del cittadino e sull'ideale del principe letterato.
  • Il circolo culturale di Napoli, noto come "Porticus Antoniana", fu animato da Antonio Beccadelli, il Panormita, e si sviluppò grazie al mecenatismo di Alfonso I d'Aragona.
  • Beccadelli pubblicò opere come "Hermaphroditus", caratterizzate da una vivace libertà di linguaggio e da un'eleganza formale, contribuendo alla letteratura goliardica ed erotica.
  • Matteo Zuppardo e Giannantonio Pandone furono autori di opere encomiastico-epiche, tra cui "Alphonseis" e "Triumphus Alphonsi regis", celebrando il regno di Alfonso I d'Aragona.

L'Accademia Pomponiana e le sue controversie?

L’Accademia romana: Pomponio Leto, Callimaco Esperiente e il Platina. Diversi erano gli atteggiamenti degli intellettuali dell’Accademia Pomponiana di Pomponio Leto a Roma. Erudito, filologo ed archeologo, Pomponio Leto (1428-98) rappresenta un classicismo estremo che si manifesta con atteggiamenti, rituali e forme di espressione paganeggianti. Un suo allievo, il Perotti, scoprì le favole perdute di Fedro.

Il Platina e la trattatistica politica

Ma tali atteggiamenti (con voci di tendenze pedofile) suscitarono l’opposizione di Paolo II, che nel 1468 accusò gli accademici di congiura. Ne fecero le spese Pomponio Leto, carcerato, e Callimaco e il Platina (Bartolomeo Sacchi). Il Platina, nato a Piadena (Mantova) nel 1421 e morto nel 1481, fu imprigionato e poi riabilitato. Trasferitosi a Roma nel 1461, si dedicò alla trattatistica politica con i dialoghi “De optimo cive”, sui doveri del cittadino; “De falso et vero bono”, trattato di etica politica composto in carcere; “De vera nobilitate”, sull’ideale platonico di un principe letterato; “De principe” e la “Storia di Mantova” in onore di Ludovico Gonzaga.

Il circolo culturale di Napoli

Napoli aragonese: la “Porticus Antoniana” del Panormita; letteratura encomiastica: Favorito dal mecenatismo di Alfonso I d’Aragona, a Napoli fu attivo il circolo culturale “Porticus Antoniana”, dal nome del suo animatore Antonio Beccadelli detto il Panormita da Palermo (nato ivi nel 1394, morto nel 1471), segretario, biografo e ambasciatore di Alfonso. Aveva studiato diritto a Siena e nel 1425 aveva pubblicato la raccolta di epigrammi “Hermaphroditus”, modellati su Plauto, Catullo e Marziale e caratterizzati da un forte gusto goliardico ed erotico e da una assoluta e trasgressiva libertà di linguaggio, ma anche da raffinata e vivace eleganza formale e stilistica. Chiamato nel 1430 allo Studio di Pavia, strinse amicizia col Valla e vi insegnò fino al 1433. L’anno seguente passò al serivizio d’Alfonso a Napoli, dove compose “Campanarum epistularum liber”, versi e opere di carattere storico-biografico, e un encomio per Alfonso e Ferdinando.

Opere encomiastiche e letteratura epica

Encomiastico fu pure Matteo Zuppardo, catanese, col suo poema epico “Alphonseis”, e Giannantonio Pandone detto il Porcellio (1405-1485) col suo “Triumphus Alphonsi regis”.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le controversie legate all'Accademia Pomponiana?
  2. L'Accademia Pomponiana, guidata da Pomponio Leto, suscitò polemiche per i suoi atteggiamenti paganeggianti e per accuse di congiura da parte di Paolo II, che portarono all'arresto di Leto e di altri membri, tra cui il Platina (Bartolomeo Sacchi).

  3. Quali opere significative scrisse il Platina durante la sua carriera?
  4. Il Platina scrisse importanti trattati politici come “De optimo cive”, “De falso et vero bono”, “De vera nobilitate” e “De principe”, affrontando temi legati ai doveri del cittadino e all'ideale di un principe letterato, anche durante la sua detenzione.

  5. Chi era Antonio Beccadelli e quale ruolo ebbe nel circolo culturale di Napoli?
  6. Antonio Beccadelli, noto come il Panormita, fu un importante animatore del circolo culturale “Porticus Antoniana” a Napoli, dove, grazie al mecenatismo di Alfonso I d'Aragona, compose opere come “Hermaphroditus” e scrisse encomi per i sovrani, caratterizzandosi per uno stile goliardico ed elegante.

Domande e risposte

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