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Concetti Chiave

  • L'età dell'Arcadia, tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento, segna un'importante svolta culturale in Italia, caratterizzata da un nuovo gusto letterario che si oppone al barocco.
  • L'Accademia dell'Arcadia nasce a Roma intorno a Cristina di Svezia e si diffonde in Italia, proponendo un equilibrio formale e una reazione al "cattivo gusto" barocco.
  • All'interno dell'Accademia si sviluppano conflitti tra le correnti di Giovanni Mario Crescimbeni e Gian Vincenzo Gravina, culminando in una scissione nel 1711.
  • Pietro Metastasio emerge come figura chiave dell'età arcadica, autore di celebri melodrammi, insieme ad altri poeti come Giambattista Zappi e Carlo Innocenzo Frugoni.
  • Il contrasto tra l'approccio stilistico di diletto di Crescimbeni e l'impegno civile di Gravina evidenzia le tensioni interne alla comunità letteraria dell'Arcadia.

Qual è l'età dell'Arcadia e la sua influenza?

La fine del Seicento e la prima metà del Seicento viene definita età dell’Arcadia; si evidenzia in tal modo la centralità che in tutta Italia assume l’omonima Accademia, promotrice di un nuovo gusto – decisamente in opposizione alle sregolatezze barocche – improntato alla chiarezza razionalista e alla misura classica.

Conflitti interni all'Accademia dell'Arcadia

L’Accademia dell’Arcadia sorge a Roma nella cerchia di letterati gravitanti intorno a Cristina di Svezia; comune è la reazione programmatica al “cattivo gisto” barocco in nome della misura classica e dell’equilibrio formale. L’Accademia si diffonde in tutta Italia, egemonizzando la poesia; ben presto, però, il grosso limite dell’Arcadia, che consiste nella ripetizione di un repertorio estraneo agli avventi storici, scatena un conflitto tra due correnti interne, quella di Giovanni Mario Crescimbeni, capo della comunità letteraria, e quella capeggiata da Gian Vincenzo Gravina. Quest’ultimo, nel suo trattato di estetica e di critica, Ragion poetica, propugna un classicismo di impegno civile, orientato su grandi temi e su modelli stilistici alti; Crescimbeni, invece, concepisce la poesia come “diletto” e cura stilistica (Vite degli Arcadi illustri, Dialoghi della volgar poesia). Il contrasto si conclude con la scissione del Gravina e dei suoi seguaci, i quali nel 1711 confluiscono nella nuova Accademia dei Quiriti.

Protagonisti dell'età arcadica

Protagonista esemplare dell’età arcadica è Pietro Metastasio, autore di prestigiosi melodrammi. Tra i lirici che aderiscono a tale poetica si ricordano Giambattista Zappi, Polo Rolli e Carlo Innocenzo Frugoni.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'età dell'Arcadia nella storia della letteratura italiana?
  2. L'età dell'Arcadia, che si sviluppa tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento, rappresenta un periodo in cui l'Accademia dell'Arcadia promuove un nuovo gusto letterario, in contrapposizione alle sregolatezze barocche, caratterizzato da chiarezza razionalista e misura classica.

  3. Quali conflitti interni hanno caratterizzato l'Accademia dell'Arcadia?
  4. All'interno dell'Accademia dell'Arcadia si sono verificati conflitti tra due correnti: quella di Giovanni Mario Crescimbeni, che vedeva la poesia come diletto, e quella di Gian Vincenzo Gravina, che proponeva un classicismo di impegno civile. Questo contrasto ha portato alla scissione di Gravina e dei suoi seguaci nel 1711.

  5. Chi sono alcuni dei protagonisti dell'età arcadica e quale contributo hanno dato?
  6. Tra i protagonisti dell'età arcadica spicca Pietro Metastasio, noto per i suoi melodrammi, mentre tra i lirici che aderiscono a questa poetica si ricordano Giambattista Zappi, Polo Rolli e Carlo Innocenzo Frugoni, che hanno contribuito a definire il panorama letterario dell'epoca.

Domande e risposte

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