Niente concentrazione? Fai un break

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

se la concentrazione ti abbandona, scopri come ritrovarla spezzando lo studio

State studiando, ma qualsiasi cosa è un pretesto per alzare la testa dai libri. Basta il rumore di una porta che si chiude, i passi del gatto nella stanza o il suono di una notifica su Facebook a farvi perdere la concentrazione. E più tentate di recuperarla, meno ci riuscite. Questo perché, secondo uno studio dell’Università di Milano Bicocca in collaborazione con l’Università di Verona, più tentiamo di concentrarci, più è facile distrarsi. Ma che fare a questo punto?

CONCENTRATI SOLO PER 20 MINUTI - Insomma, dalla ricerca sembra proprio che sia il pensiero di ricevere una distrazione a distrarci permettendo alla nostra mente di allontanarsi dallo studio. Questo perché la concentrazione si mantiene alta per circa una ventina di minuti, dopo di che inizia a crollare inesorabilmente. E più decidiamo di combattere le distrazioni, più impegniamo la mente in questo senso non facendo altro che allontanarla ancora di più dai libri.

FAI UN BREAK, DISTRAI LA MENTE - Inutile dire che venti minuti non sono per nulla sufficienti allo studio in funzione di un esame. In questo caso gioca un ruolo fondamentale il break, la pausa che distoglie per una manciata di minuti dallo studio focalizzando la nostra attenzione su qualcosa di diverso. Ovvio che alzarsi dalla propria scrivania ogni venti minuti per sgranocchiare qualcosa o fare una telefonata agli amici non aiuta per niente. Infatti, il break va inteso anche in maniera diversa dalla pausa vera e propria. Si tratta di uno “spezzare” lo studio spostando la nostra attenzione da un elemento all’altro in maniera da mantenerla alta.

“SPEZZA” LO STUDIO - Per esempio, potete restare una ventina di minuti a studiare un dato argomento. Dopo di che, quando la concentrazione inizia a diminuire, fermatevi con la lettura del testo e, per esempio, cerchiate le parole chiave che lo compongono, oppure create una mappa concettuale che vi aiuti a sintetizzare evidenziando i concetti nodali. In questo modo, la vostra mente sarà portata su qualcosa di diverso per almeno un’altra ventina di minuti. È a questo punto che una pausa ha i suoi effetti positivi. Infatti, la mente ha bisogno di tempo per assimilare meglio i concetti studiati. Prendetevi 10/15 min in cui allontanate completamente il pensiero dallo studio e, dopo di che, tornate alla vostra scrivania dedicando una decina di minuti al ripasso di ciò che avete studiato fino a questo momento. Insomma, ricapitolando:

- 20/30 minuti: lettura e studio dell’argomento
- 20 minuti: schematizzazione di quanto studiato
- 10/15 minuti: pausa
- 10 minuti: ripasso

IL BREAK CHE DURA UNA VACANZA - Ma c’è anche un altro tipo di break che aiuta lo studio. Infatti, dopo la fine di un semestre è capitato a tutti di sentirsi privi di forze e con la mente piena di concetti inculcati dai prof durante le lezioni. In queste condizioni è davvero dura mettersi a studiare per la sessione estiva. Il corpo e la mente hanno bisogno di un break per riprendere le energie ed allentare la tensione in vista del rush finale. Perché allora non prendersi una vacanza utile a rimettersi in sesto? Scegli una meta, fai la valigia e porta con te un amico: divertimento assicurato e batterie ricaricate.

E tu per quanto tempo riesci a rimanere concentrato sui libri?

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