Lev Trockij
Lev Trockij fu rivoluzionario e teorico marxista, protagonista della Rivoluzione d'Ottobre, capo dell'Armata Rossa e teorizzò la rivoluzione permanente; autore di Storia della rivoluzione. Appunti, riassunti e tesine su rivoluzione e esilio.
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Appunto di storia riguardante gli eventi canonici della Rivoluzione Russa che hanno portato all’uscita del Paese dalla Prima Guerra Mondiale.
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Lev Trockij (Lev Davidovič Bronštejn, 1879-1940) fu una figura centrale della storia rivoluzionaria russa e del movimento comunista internazionale. Attivo fin dai primi anni del XX secolo nelle lotte contro lo zarismo, emerse come leader politico e teorico dopo la Rivoluzione del 1917. Venne associato al Partito Bolscevico e a figure come Vladimir Lenin, pur mantenendo posizioni autonome su vari aspetti della strategia rivoluzionaria.
Durante il 1917 e la guerra civile che seguì, Trockij assunse il ruolo di commissario alla Guerra e fu tra gli artefici della costituzione e dell'organizzazione dell'Armata Rossa, che contribuì a consolidare il potere bolscevico. La sua attività militare e amministrativa si accompagnò a una produzione teorica notevole: tra le opere più note si ricordano Storia della rivoluzione russa e interventi sul carattere internazionale della rivoluzione. Trockij sostenne idee specifiche riguardo alla strategia rivoluzionaria che differivano da quelle di altri dirigenti, proponendo soprattutto la necessità di estendere la rivoluzione oltre i confini nazionali per garantirne la sopravvivenza.
Il nucleo dottrinario più riconoscibile attribuito a Trockij è la teoria della rivoluzione permanente, secondo la quale la rivoluzione democratica in paesi arretrati non poteva limitarsi a riforme borghesi ma doveva svilupparsi inevitabilmente verso la conquista del potere proletario e la sua estensione internazionale. Dopo la morte di Lenin, negli anni Venti, Trockij entrò in conflitto con Giuseppe Stalin e con la burocrazia che prendeva forma nel Partito Comunista dell'URSS; ciò portò alla sua esclusione dal partito, al primo esilio interno e poi all'espulsione dall'Unione Sovietica, segnando l'inizio di una lunga serie di soggiorni all'estero nei quali continuò a scrivere, organizzare i dissidenti e promuovere il movimento che sarebbe stato chiamato Trotskismo.
Esiliato in diversi paesi e infine in Messico, Trockij venne ucciso nel 1940 da Ramón Mercader, agente legato all'NKVD sovietico, evento che sancì simbolicamente il trionfo della frattura interna al comunismo sovietico. L'eredità di Trockij è complessa e controversa: da un lato è ricordato per il ruolo militare e teorico nella rivoluzione russa e per opere come Storia della rivoluzione russa, dall'altro per aver dato impulso a correnti d'opposizione che influenzarono movimenti politici in tutto il XX secolo. Figure, eventi e concetti strettamente correlati includono Lenin, Stalin, la guerra civile russa, l'Armata Rossa, il movimento bolscevico e le organizzazioni trotskiste internazionali.