Concetti Chiave
- La strage del Vajont, avvenuta il 9 Ottobre 1963, ha provocato la morte di 1910 persone a causa della fuoriuscita di 115 milioni di metri cubi d'acqua dalla diga.
- La tragedia è stata causata da una frana del monte Toc, con avvertimenti ignorati da parte delle autorità e delle aziende coinvolte, ENEL e SADE.
- L'onda d'acqua si è mossa a 30 metri al secondo, devastando Longarone e creando danni enormi all'intera valle, paragonabili a quelli di una bomba atomica.
- Le aziende coinvolte hanno mostrato una grave negligenza, ignorando i rischi per il profitto e causando danni irreversibili all'ambiente e alla comunità.
- La vicenda solleva importanti questioni etiche riguardo alla responsabilità delle aziende nel garantire la sicurezza e il benessere delle persone, evidenziando un comportamento amorale.
Indice
La tragedia del Vajont
La strage del Vajont è stato uno dei più terribili avvenimenti della storia italiana, verificatosi il 9 Ottobre 1963, vicino ai paesi di Casso e di Erto, tra le province di Udine e Belluno.
La strage è consistita nella fuoriuscita involontaria di 115 milioni di metri cubi di acqua dalla diga del Vajont, che hanno devastato la valle (e i paesi) sottostante, causando 1910 morti.
Si parla di strage e non di disastro naturale proprio perché era un fenomeno evitabile, come spiegherò successivamente, sotto vari aspetti.
Oltre la conseguenza più evidente del disastro idrico, la questione del Vajont fa capire anche i metodi veramente scorretti e amorali usati dalla ENEL e dalla SADE, le enti principali che si occupavano degli impianti energetici di quel tipo allora (come sappiamo, l’ENEL esiste tuttora, mentre la SADE no).
Illustrerò innanzitutto dal punto di vista fisico e dei fatti avvenuti la catastrofe naturale, e poi riassumerò la storia della diga.
Geologia e avvertimenti ignorati
Riassumendo brevemente, poiché si trattava di un diga posta su una valle a “V”, vi erano appunto due montagne, una da un lato e una da un altro. Una di queste due montagne, il monte Toc, era stato studiato da un geologo, Leopold Müller, che aveva diagnosticato la possibilità di frana.
Stessa cosa era stata dichiarata da un altro geologo, Edoardo del Piaz, figlio di Giorgio del Piaz, geologo incaricato dalla SADE di studiare il posto.
La causa era ancora più articolata di ciò che avevano rilevato i due geologi: si trattava di una paleofrana.
Si trattava quindi di un accumulo molto antico di materiale all’interno della montagna, poco sotto lo strato superficiale, che si era compattato, ma che se veniva indebolito con della pressione o indebolendo il terreno (entrambe le cose venivano fatte dall’acqua della diga) sarebbe ineluttabilmente franato.
Poiché le autorità aziendali ignorarono la cosa, la diga si fece, finché il terreno non resse più e frano all’interno della diga.
La devastazione di Longarone
La massa fece fuoriuscire l’acqua dal bacino artificiale, muovendosi ad una velocità di 30 metri al secondo (ossia circa 110 Km orari).
La massa d’acqua si riversò trasportando con sé una ingente quantità di detriti solidi verso il paese di Longarone, devastandolo.
Sebbene questo sia il paese più colpito, bisogna far notare che l’acqua ha causato danni folli all’intera valle, che era comunque un luogo naturale di montagna incantevole.
Per far capire quanto fosse potente l’onda d’acqua, bisogna considerare innanzitutto che causò uno spostamento d’aria tale da abbattere alberi e (dettaglio orripilante) danneggiare in maniera totale la pelle di chi non era al riparo.
L’onda d’urto di quando l’acqua si è schiantata sugli edifici e stata, per usare un usatissimo paragone, circa due volte più potente di quella causata dalla bomba di Hiroshima.
Conseguenze e riflessioni
La Sade e la Enel hanno completamente ignorato gli avvisi di due importanti geologi che indicavano che il luogo era inadatto, hanno pensato per tutto il tempo solo a i soldi a scapito anche dei cittadini, molti dei quali si sono visti sfrattati dalle loro case per far costruire la diga. La cosa più triste è che l'ENEL ha accettato di fornire risarcimenti ai sopravvissuti solo molto tempo dopo (la SADE era già sciolta), per di più facendo vari rilanci per risparmiare.
La vicenda sarebbe a mio avviso grave anche se non ci fosse stata neanche una vittima e non ci fosse stato neanche un metro di terreno danneggiato, poiché è impensabile dover avere come principali fornitori di energia enti governati da persone così poco umane e oneste, dato che ENEL e SADE in0 quel momento pensavano davvero solo al denaro (sperando che non sia così anche oggi), e al di là della strage ha di sicuro inquinato è danneggiato l’ambiente anche in altri casi.
Non ci sono molte soluzioni possibili, bisogna solo dirsi che stiamo implicitamente dando loro il nostro assenso e che gli critichiamo solo appena ci rendiamo conto che hanno causato la morte di qualcuno, ma i motivi per cui poter criticare queste persone sono vari e di ogni tipo.
Spero che il mio scritto abbia dato una buona idea soprattutto dal punto di vista della narrazione oggettiva dei fatti avvenuti, perché tengo molto alla coerenza e alla chiarezza espositiva. E spero ovviamente aver fatto una riflessione apprezzabile e intelligente.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale della strage del Vajont?
- Chi erano i geologi che avevano avvertito del rischio di frana?
- Quali furono le conseguenze immediate della catastrofe per il paese di Longarone?
- Come reagirono ENEL e SADE dopo la tragedia?
- Qual è la riflessione finale dell'autore riguardo alla gestione delle aziende energetiche?
La strage del Vajont è stata causata dalla fuoriuscita di 115 milioni di metri cubi d'acqua dalla diga, dovuta a una frana provocata da un accumulo di materiale instabile nella montagna, ignorato dalle autorità competenti (testo).
I geologi Leopold Müller ed Edoardo del Piaz avevano diagnosticato la possibilità di frana sul monte Toc, ma i loro avvertimenti furono ignorati dalle autorità aziendali (testo).
Longarone fu devastato dall'onda d'acqua che si riversò a una velocità di 30 metri al secondo, causando danni enormi e la morte di molte persone (testo).
ENEL e SADE ignorarono gli avvertimenti dei geologi e si preoccuparono principalmente del profitto, ritardando i risarcimenti ai sopravvissuti e mostrando una mancanza di umanità (testo).
L'autore esprime preoccupazione per la mancanza di etica e umanità nelle decisioni delle aziende energetiche, sottolineando che è inaccettabile che tali enti siano governati da persone che mettono il denaro al di sopra della sicurezza e del benessere dei cittadini (testo).