Concetti Chiave
- La clonazione, iniziata con la pecora Dolly nel 1996, ha sollevato entusiasmi iniziali, seguiti da timori riguardo all'applicazione umana del procedimento.
- Le preoccupazioni etiche includono la possibilità di clonare esseri umani e la gestione della dignità in relazione agli individui clonati, specialmente in contesti politici.
- I rischi pratici legati alla clonazione di animali comprendono la trasmissione di malattie virali, oltre a interrogativi morali sull'uso degli animali come risorse produttive.
- Scienziati stanno esplorando l'idea di umanoidi senza cervello per la donazione di organi, suscitando dibattiti sulla dignità e i diritti di tali esseri.
- È necessaria una regolamentazione politica-legislativa nella ricerca sulla clonazione, per proteggere l'etica comune e gli interessi dell'umanità.
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Svolgimento:
L'inizio della clonazione
La pecora Dolly è stata clonata il 5 luglio del 1996. All’inizio questa notizia era stata presentata come un fatto entusiasmante: si apriva una nuova frontiera della scienza con conseguenze a dir poco eccezionali. Poi agli entusiasmi iniziali sono subentrati timori e apprensioni.
Ovviamente la preoccupazione maggiore riguarda l’applicazione all’uomo di questo procedimento scientifico. Fino ad adesso, infatti, abbiamo sempre pensato alla persona umana come qualcosa di unico e irripetibile. Però, se riflettiamo, anche i gemelli omozigoti si affacciano alla vita con lo stesso patrimonio genetico, e poi l’ambiente li influenza, in modo che abbiano una vita distinta l’uno dall’altro. Questo, anche, rassicura, in quanto sarebbe impossibile che nascesse un nuovo Hitler, anche se avesse lo stesso patrimonio genetico del precedente, perché l’ambiente sociale sarebbe mutato.
Più inquietante è l’ipotesi che un organismo politico possa stabilire quali individui clonare e quali no, in base a criteri di eccellenza, oppure, ancora peggio, con caratteristiche di servilismo, per evitare ribellioni e assicurarsi un popolo di fedeli servitori.
Rischi e implicazioni della clonazione
Sorgono anche altri dubbi relativamente alla clonazione di animali.
È da considerare eticamente accettabile clonare degli organismi animali solo per innestarne gli organi in un uomo, o per "trasformarli" in "macchine" che producono cibo, più produttive e inattaccabili dalle malattie?
Oltre agli aspetti etici, ci sono anche dei rischi pratici, poiché alcune malattie virali potrebbero essere trasmesse nel momento dell’innesto.
Allora alcuni scienziati stanno lavorando a progetti per la creazione, tramite la clonazione, di umanoidi senza cervello: una sorta di banca di organi, sempre a disposizione.
Ma come considerare questi individui? È giusto essere d’accordo con gli scienziati che ritengono questi individui del tutto privi di diritti? Dove incomincia e dove finisce la dignità di un essere umano? Se ci ammalassimo al cervello potremmo essere usati anche noi per rimpiazzare gli organi di un’altra persona bisognosa di trapianto?
Dilemmi etici e regolamentazione
Non ci stiamo spingendo oltre i confini dell’etica? Potremmo ipotizzare, per esempio, che una coppia decida di avere figli esattamente uguali a se stessi. Oppure, se qualcuno ha perso un congiunto, potrebbe pensare di clonarlo, per farlo rivivere?
Ancora: ognuno di noi potrebbe avere una copia esatta di se stesso solo per rispondere a necessità di eventuali trapianti di organo.
Queste ipotesi ci fanno capire che la ricerca in questo campo deve essere regolata. L’intervento politico-legislativo può porre dei confini, per non correre il rischio di privilegiare l’interesse personale sull’etica comune e sugli interessi dell’umanità nel suo insieme.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la reazione iniziale alla clonazione della pecora Dolly?
- Quali sono i principali timori legati alla clonazione umana?
- Quali dilemmi etici emergono dalla clonazione di animali per scopi umani?
- Perché è necessaria una regolamentazione nella ricerca sulla clonazione?
La clonazione della pecora Dolly, avvenuta il 5 luglio 1996, è stata inizialmente accolta con entusiasmo, poiché si pensava che aprisse una nuova frontiera della scienza. Tuttavia, successivamente sono emersi timori e apprensioni riguardo alle sue implicazioni, specialmente per quanto riguarda l'applicazione all'uomo.
I timori principali riguardano la possibilità che un organismo politico possa decidere quali individui clonare in base a criteri di eccellenza o servilismo, creando una società di fedeli servitori e minando l'unicità e la dignità dell'individuo.
La clonazione di animali per innestarne gli organi negli esseri umani solleva interrogativi etici significativi, come la questione dei diritti di questi organismi e la dignità di un essere umano, specialmente se si considera la creazione di umanoidi privi di cervello come "banca di organi".
È fondamentale regolamentare la ricerca sulla clonazione per evitare che si oltrepassino i confini dell'etica, come nel caso di coppie che desiderano avere figli identici a se stessi o di persone che vogliono clonare un congiunto scomparso, privilegiando l'interesse personale a scapito dell'etica comune e del bene dell'umanità.