Concetti Chiave
- La religione è un complesso di credenze e riti che collega gli individui a ciò che considerano sacro, spesso legato all'immaginazione umana.
- Nel tempo, la religione è evoluta da interpretazioni primitive a una concezione spirituale moderna, mantenendo un sentimento di sottomissione verso il soprannaturale.
- Le principali posizioni riguardo all'esistenza di un'entità superiore includono religiosi, atei e agnostici, ognuno con una propria visione della vita.
- L'aumento dell'ateismo è influenzato dal progresso scientifico, che fornisce spiegazioni tecniche ai fenomeni della vita, riducendo la dipendenza dai dogmi religiosi.
- La critica alla Chiesa si concentra sulle atrocità commesse in nome della fede, suggerendo un allontanamento dal vero concetto di religione per fini di profitto.
Qual è il concetto di religione?
Molti professano una religione, altri si definiscono atei: secondo te, è possibile per un uomo vivere prescindendo dal soprannaturale?
La religione è un concetto astratto del quale si possono cogliere solo le conseguenze concrete e viene definita come il complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo con ciò che esso ritiene sacro, in particolare con la divinità, oppure il complesso dei dogmi, dei precetti, dei riti che costituiscono un dato culto religioso. Dunque rispecchiando questa definizione si può definire la religione come il sentimento che lega un uomo ad un entità superiore, probabilmente frutto dell’immaginazione di quest’ultimo.
Evoluzione della religione
Con l’evoluzione della specie umana, anche il concetto di religione è andato via via evolvendosi, partendo da un’interpretazione primitiva, con cui si omaggiava il soprannaturale mediante balli e canti, si è arrivati alla moderna concezione della religione, in cui il legame fra uomo e soprannaturale, scarnificato dalle ricche quanto superficiali decorazioni è di pura natura spirituale. Tuttavia come dicevo prima la religione è in sé astratta e indipendentemente dalla divinità pregata o dalla natura dei riti per omaggiarla il sentimento di sottomissione e impotenza è rimasto lo stesso. Con il tempo alcuni uomini di posizione sociale rilevante si sono dichiarati portavoce della volontà del soprannaturale, suscitando l’ammirazione di enormi masse, così come il disprezzo di altrettante.
Religiosi, atei e agnostici
Ancora oggi persistono queste due principali concezioni della vita: la prima, i religiosi, che ammettono l’esistenza di un’entità superiore all’uomo e una seconda, gli atei, che al contrario negano quanto sostenuta dalla prima, ovvero sostengono che l’uomo sia l’artefice della propria vita e che non debba nulla ad alcuna divinità di qualsiasi natura. Ci sarebbe anche un terza ‘sotto-ideologia’ che si trova a metà tra le due concezioni appena descritte, i suoi sostenitori prendono il nome di agnostici: questi non negano l’esistenza di un’entità superiore all’uomo, semplicemente non si preoccupano di definirla.
L'espansione dell'ateismo
Se anni prima la religione era vista e vissuta come l’essenza della vita, ora la sua interpretazione è molto più elastica: infatti la percentuale di atei nel mondo, che è sempre stata inferiore a quella dei fedeli, oggi sta aumentando e suppongo sia grazie al progredire della scienza che lascia sempre meno dogmi senza risposta e offre una spiegazione tecnica e una dimostrazione a molti aspetti della vita, ai quali prima, per la diffusa ignoranza e la mancanza di mezzi, non si riusciva ad offrire una spiegazione. E proprio per questo io credo che l’espansione di questa corrente sia giustificata: suppongo che un uomo si senta più appagato se la risposta ad una grande domanda gli venga dimostrata piuttosto che gli venga suggerito di ‘affidarsi alle mani di Dio’ .
La mia visione personale
Io mi definisco atea: non credo in Dio ne’ a qualsiasi altra entità considerata superiore all’uomo. Sostengo che ogni uomo possa più o meno scegliersi che vita vivere, attraverso decisioni giuste o sbagliate e soprattutto attraverso tanti sacrifici. Non so definire esattamente il destino né ho un’idea precisa di cosa sia e non so se abbia o meno punti di contatto con la religione. Pur ignorando tutti questi aspetti non riesco ad ammettere l’esistenza di qualcosa superiore all’uomo che ne influenzi la sua vita: credo nell’uomo e nelle sue possibilità. Non ritengo necessario l’appoggio della religione per vivere, la considero l’ultima spiaggia alla quale rivolgersi per trovare sollievo nell’ignoranza.
Sono cosciente di quanto, al contrario, sia d’appoggia per le persone che credono in Dio e sono disposte ad investire la propria vita per trasmettere il suo messaggio.
Forse il mio pensiero è temporaneo e limitato dalla mia età, oppure sto semplicemente vivendo una vita tranquilla e priva di grandi dolori, durante i quali so che è facile rivolgersi alla religione per trovare sollievo. Tuttavia non accetto che la mia considerazione della religione sia soltanto legata ad un fatto di comodità o necessita temporanea, non ritengo di grande moralità appoggiare questo rapporto con la religione, unicamente sancito da una necessità temporanea.
Critica alla Chiesa
Forse invece ciò che mi ha spinto via dalla corrente cattolica sulla quale mi avevano indirizzato i miei genitori quando io ero ancora troppo piccola per farlo, è stata la presa di conoscenza di molte verità scomode legate alla Chiesa e dal messaggio che ha trasmesso per molti anni, e rifacendomi a questi aspetti mi sono domandata come sia possibile che proprio le autorità che si erano arrogate il compito di interpretare il messaggio di Dio abbiano permesso delle atrocità in nome della fede o abbiano ingannato per secoli i fedeli con le indulgenze e immersi nella loro ricchezza abbiano ignorato la condizione di povertà che uccideva i fedeli o che abbiano torturato per secoli le donne o che abbiano finanziato dolorose crociate. Questo però è stata soltanto una parentesi delle Chiesa che forse si è distaccata fin troppo dal concetto di religione, usandolo come pretesto per trarne profitto. Dunque credo che l’uomo sia sufficiente a se stesso e che col tempo sarà in grado di soddisfare il ruolo occupato oggi da Dio e che rappresenti un motivo in più a lottare per raggiungere i nostri obiettivi e non adagiarsi sull’idea che pregando si risolverà tutto.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di religione secondo il testo?
- Come è evoluto il concetto di religione nel tempo?
- Quali sono le principali posizioni riguardo all'esistenza di un'entità superiore?
- Qual è il fattore che contribuisce all'espansione dell'ateismo secondo l'autore?
- Qual è la critica principale dell'autore nei confronti della Chiesa?
La religione è definita come un complesso di credenze, sentimenti e riti che collegano un individuo a ciò che considera sacro, in particolare a una divinità, e rappresenta un sentimento di legame con un'entità superiore, spesso frutto dell'immaginazione umana.
Il concetto di religione è evoluto da interpretazioni primitive, caratterizzate da riti e omaggi al soprannaturale, a una concezione moderna più spirituale, mantenendo però il sentimento di sottomissione e impotenza dell'uomo di fronte al soprannaturale.
Le principali posizioni sono tre: i religiosi, che credono in un'entità superiore; gli atei, che negano questa esistenza; e gli agnostici, che non negano ma non si preoccupano di definire tale entità.
L'espansione dell'ateismo è attribuita al progresso della scienza, che offre spiegazioni tecniche a fenomeni precedentemente attribuiti al soprannaturale, rendendo l'idea di affidarsi a Dio meno necessaria.
L'autore critica la Chiesa per le sue atrocità storiche e per aver distorto il messaggio religioso a fini di profitto, sostenendo che le autorità religiose hanno ignorato la povertà e le sofferenze dei fedeli, allontanandosi dal vero concetto di religione.