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Concetti Chiave

  • Cesare Beccaria, nel suo libro "Dei delitti e delle pene", critica la pena di morte, considerandola una violazione dei diritti e non necessaria per la difesa contro i crimini.
  • I sostenitori della pena di morte si basano su una "tradizione" storica, ritenendo che essa fornisca un senso di protezione ai cittadini, nonostante la sua inefficacia nel ridurre la criminalità.
  • La tendenza globale è verso l'abolizione della pena di morte, con numerosi paesi che hanno già eliminato questa pratica dai loro codici penali e una diminuzione della sua applicazione.
  • In Italia, la pena di morte è stata abolita nel 1899, reintrodotta nel 1926 durante il fascismo e definitivamente eliminata nel 1944, con solide radici contro la sua applicazione.
  • Il consenso pubblico sulla pena di morte è spesso influenzato da periodi di alta criminalità e violenza, anche se giuridicamente sta subendo un progressivo abbandono.

Il pensiero di Cesare Beccaria

Quando nel 1764 fu pubblicato il libro di Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene - in cui si concludeva che la pena di morte "non è un diritto... ma una guerra della nazione contro un cittadino", e che non era "né utile né necessaria" alla difesa contro i crimini - già una lunga elaborazione teorica aveva affrontato nell'Europa illuminista, insieme con il tema della natura dello Stato, quello della fondatezza delle leggi e delle pene. Enormemente diffuso in tutta Europa, il saggio del Beccaria conteneva già tutte le considerazioni di principio ed empiriche che si oppongono alla pena di morte e danno la vittoria alla "causa dell'umanità", come Beccaria scriveva. Se nella società moderna la pena è intesa al recupero del criminale e a distogliere dal crimine, certo la pena di morte non risponde alla prima esigenza - e la crescita dei delitti esclude che serva alla seconda. E, inoltre, ripugna sia al senso morale sia alla dottrina contrattualistica dello Stato (v. contratto sociale) l'idea che si possa dare per legge la morte a un cittadino.

Opinioni sulla pena di morte

I difensori del mantenimento della pena di morte - presente ancora in alcuni stati industriali avanzati (p. es. USA) e nella maggior parte dei paesi del Terzo Mondo e in via di sviluppo - si richiamano in primo luogo alla "tradizione", ovvero al fatto che per lunghi secoli la pena di morte è stata la reazione accettata a delitti efferati o sanguinosi, e che, se pure non sembra distogliere i criminali dai delitti, dà comunque ai cittadini onesti un maggior senso di protezione. tema svolto di italiano sulla pena di morteE' constatazione comune che l'opinione pubblica esprime spesso parere favorevole alla pena di morte, specie in periodi di crescita della criminalità e di violenza civile diffusa.

Evoluzione della pena di morte

La linea che porta alla progressiva eliminazione della pena di morte sembra inarrestabile, sia nel diritto - abolita da tempo dai codici penali di molti paesi, come la Norvegia (1902), l'Olanda (1870), la Svezia (1921), la Danimarca (1930), la Svizzera (1940), la Germania Occidentale (1949), l'Austria (1950), la Nuova Zelanda (1961), il Canada (1976) - sia nei fatti, con il rarefarsi della sua applicazione. A seguito del radicale mutamento politico avvenuto alla fine degli anni Ottanta, anche numerosi paesi dell'Europa orientale hanno abolito la pena capitale.

Storia della pena di morte in Italia

In Italia la pena di morte è stata abolita una prima volta nel 1899, con l'approvazione del codice Zanardelli - salvo che per crimini di guerra -; reintrodotta dal fascismo nel 1926, è stata eliminata nel 1944, e i princìpi che ne impediscono l'applicazione appaiono saldamente radicati nella patria di Cesare Beccaria, malgrado i sussulti che si manifestano di quando in quando in taluni settori dell'opinione pubblica davanti all'efferatezza di talune, purtroppo ricorrenti, manifestazioni malavitose o terroristiche.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Cesare Beccaria sulla pena di morte?
  2. Beccaria sostiene che la pena di morte non è un diritto e non è utile né necessaria per la difesa contro i crimini, evidenziando che essa rappresenta una guerra della nazione contro un cittadino e contrasta con i principi di umanità e giustizia.

  3. Quali argomenti vengono utilizzati dai sostenitori della pena di morte?
  4. I difensori della pena di morte si richiamano alla tradizione e alla percezione di protezione che essa offre ai cittadini onesti, nonostante non sembri efficace nel dissuadere i criminali, specialmente in periodi di alta criminalità.

  5. Qual è l'andamento della pena di morte a livello globale?
  6. La tendenza globale è verso l'eliminazione della pena di morte, con molti paesi che l'hanno abolita nei loro codici penali e una diminuzione della sua applicazione, anche in Europa orientale dopo i cambiamenti politici degli anni Ottanta.

  7. Qual è la storia della pena di morte in Italia?
  8. In Italia, la pena di morte è stata abolita nel 1899, reintrodotta nel 1926 dal fascismo e definitivamente eliminata nel 1944, con i principi contro la sua applicazione ben radicati nella società, nonostante occasionali pressioni dall'opinione pubblica.

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