Concetti Chiave

  • I giovani di oggi tendono a ritardare l'ingresso nell'età adulta a causa di fattori economici e sociali, come la difficoltà a trovare lavoro e l'invecchiamento della popolazione.
  • Durante l'adolescenza, che va dai dodici ai venticinque anni, i giovani sono chiamati a prendere decisioni importanti e a iniziare a assumersi responsabilità.
  • Il confronto tra modelli educativi contemporanei e quelli del passato evidenzia una maggiore libertà e autonomia per i giovani, rispetto a un'epoca in cui le decisioni erano prese da figure autoritarie.
  • Oggi, molti giovani affrontano sfide significative nel mondo del lavoro, accettando spesso lavori poco gratificanti nonostante un buon livello di istruzione.
  • La società moderna presenta un paradosso in cui le libertà conquistate non si traducono necessariamente in opportunità reali, complicando il percorso verso la realizzazione dei sogni e l'indipendenza economica.

La condizione giovanile moderna

Per una serie di ragioni (difficoltà a trovare lavoro, maggiori disponibilità economiche delle famiglie, invecchiamento generale della popolazione), i giovani di oggi tendono a protrarre la loro condizione adolescenziale e a ritardare l'ingresso nell'età adulta. D'altro canto, la più diffusa democrazia nella società e nella famiglia, la valorizzazione della condizione giovanile anche nella produzione di beni e nell'offerta di consumi, atteggiamenti educativi meno autoritari, fanno si che i giovani richiedano autonomia e libertà di scelte. Come valuti, anche in relazione alla tua personale esperienza, questa contraddittoria situazione?

Adolescenza e responsabilità

Filosofi, medici e letterati, fin dall’antichità, hanno dedicato ricerche e scritti allo studio dei mutamenti fisici, psicologici e sessuali dell’uomo, dando origine ad una periodizzazione dell’esistenza. Generalmente, si è soliti definire “adolescenza” la fascia d’età compresa tra i dodici e i venticinque anni. E’ in questo tempo che un individuo è chiamato a fare delle scelte importanti, ad assumersi le prime “piccole” responsabilità, ad uscire dal nucleo familiare e a conoscere da sé la vera realtà del mondo. Fino a quando si è bambini si gode, giustamente, della protezione dei proprio genitori che svolgono il difficile compito di preparare alla vita, di educare.

Modelli educativi nel tempo

Parlando di modelli e atteggiamenti educativi, impelagarsi in un confronto tra società contemporanea e società “passata” diventa inevitabile: attualmente a piccoli e ad adulti è concessa maggiore libertà, più autonomia. Fino a circa sessant’anni fa, i giovani non avevano alcun diritto di esprimere la propria opinione in merito a delle questioni riguardanti la sfera familiare, il mondo della scuola e, talvolta anche il “pianeta-lavoro”. In famiglia ogni decisione spettava al cosiddetto “uomo di casa”, il padre autoritario-capofamiglia; a scuola la legge era dettata dal maestro che, osservava i suoi alunni da una cattedra posta su un piano rialzato e, senza alcun riscontro in seguito, bacchettava, spesso, le loro mani con una riga in legno; sul posto di lavoro non ci si poteva permettere alcun rifiuto, alcuna ribellione, altrimenti si rischiava il licenziamento. Indubbiamente la situazione odierna è ben diversa e ciò emerge analizzando, nuovamente, i diversi ambiti già esaminati: a casa si ritiene opportuno mettere a conoscenza i ragazzi di ogni fatto-scelta e di chiedere loro un proprio giudizio; la dimensione scolastica post-’68 è fin troppo libera d’agire, quasi allo sbaraglio; il campo del lavoro rappresenta, invece, un enigma di difficile risoluzione.

Transizione all'età adulta

A che età, oggi, s’inizia a parlare di fascia adulta? Un tempo si diventava tali nel momento in cui si lasciava la casa d’infanzia per andare ad abitare altrove con il nucleo familiare formatosi. Ora si ritarda anche il fatidico traguardo del matrimonio, poiché non tutti hanno le possibilità economiche, innanzitutto, organizzare un ricevimento sfarzoso e sontuoso (così come molti desiderano) e, in seguito, per poter assicurare una somma di denaro mensile utile all’acquisto di una casa e al mantenimento della nuova famiglia.

Sfide economiche dei giovani

Generazione di “mammoni” la nostra o, ancor meglio, di “bamboccioni”, volendo ricorrere ad espressioni utilizzate da autorità politiche. E’ piuttosto facile per Padoa-Schioppa emettere una tale sentenza, dato che il suo “salario” ammonta a circa venti-venticinquemila euro al mese. Un ragazzo appena maturato o laureato potrebbe spiegare, o forse ricordare, al ministro quanto oggi trovare un lavoro risulti un’ardua impresa. Non è raro leggere di “donzelle” e “fanciulli” che, pur di mettere in tasca qualche euro, accettano lavori poco piacevoli, nonostante anni trascorsi sulle “sudate carte” e ottimi voti alle spalle. Si pensa che per un giovane attuale abitare a trentacinque-quarant’anni con mamma e papà e, puntualmente far affidamento sulle loro disponibilità economiche, sia piacevole e di poco importanza e non ci si sofferma a considerare l’ipotesi che tutto ciò è un’umiliazione, una sconfitta.

Contraddizioni del mondo moderno

Un paradosso questo mondo moderno, questo Terzo Millennio tanto atteso: i regimi dittatoriali son venuti meno (o quasi) e, quindi, teoricamente, ognuno di noi ha un’autonomia “conquistata”, “guadagnata”, “ereditata” da insurrezioni passate ma non può servirsene o almeno, non a pieno (chiaramente sempre rispettando diritti, doveri e leggi esistenti). A cosa giova al cittadino adolescente la libertà quando poi essa non può avere vasti campi d’applicazione? Perché studiare per portare avanti il “sogno nel cassetto” e non vederlo realizzato a causa di un mondo ricco e super tecnologico che, antiticamente, non riesce a soddisfare ogni esigenza? E’ l’ordine di leggi che regola il mondo ad essere errato, oggi. “Si stava meglio quando si stava peggio” probabilmente: buona parte della popolazione poteva contare su una modesta paga mensile, non si rifiutavano le proposte di lavoro di mestieri ora considerati spiccioli e miserevoli, ci si accontentava, forse, perché il regime di vita era differente.

Costi della vita contemporanea

Adesso, soprattutto a partire dal 1° gennaio 2002, data che segna l’entrata in vigore della moneta europea, la vita è più costosa e diverse tentazioni quali abiti da capogiro, abbonamenti a televisioni satellitari per poter seguire da casa propria partite calcistiche e film, serate in discoteca, cellulari e computer all’ultimo grido, intrappolano l’uomo, conducendolo nell’abisso del “verde”. Solo dopo aver esaminato obiettivamente quanto offre oggi il pianeta Terra i giovani possono essere condannati o, magari, assolti. Facendo parte della categoria, personalmente mi astengo dal giudicare.

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Domande da interrogazione

  1. Perché i giovani di oggi tendono a prolungare la loro condizione adolescenziale?
  2. I giovani prolungano la loro condizione adolescenziale a causa di difficoltà nel trovare lavoro, maggiori disponibilità economiche delle famiglie e l'invecchiamento della popolazione, che li spinge a ritardare l'ingresso nell'età adulta.

  3. Qual è il ruolo della famiglia nella transizione all'età adulta dei giovani?
  4. La famiglia ha un ruolo cruciale nel preparare i giovani alla vita, ma oggi si osserva una maggiore apertura al dialogo e alla condivisione delle decisioni, rispetto al passato in cui il padre autoritario dominava.

  5. Come sono cambiati i modelli educativi nel tempo?
  6. I modelli educativi sono cambiati notevolmente, con una maggiore libertà e autonomia concessa ai giovani rispetto al passato, quando le opinioni dei ragazzi non erano considerate in ambito familiare, scolastico e lavorativo.

  7. Quali sono le sfide economiche che affrontano i giovani oggi?
  8. I giovani affrontano sfide economiche significative, come la difficoltà di trovare lavoro e la necessità di vivere con i genitori, il che è spesso visto come un'umiliazione piuttosto che una scelta.

  9. Qual è la contraddizione principale del mondo moderno per i giovani?
  10. La contraddizione principale è che, nonostante la libertà conquistata, i giovani si trovano a fronteggiare un sistema che non soddisfa le loro esigenze, rendendo difficile realizzare i propri sogni e aspirazioni.

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