Concetti Chiave
- La Corte costituzionale ha stabilito che chi assiste un ammalato grave a morire non è sempre punibile, legittimando l'eutanasia e il suicidio assistito con testamento biologico.
- In Svizzera esistono cliniche specializzate che offrono assistenza per una "dolce morte", evidenziando il desiderio di pace degli ammalati incurabili.
- Si pone la questione se il diritto alla vita possa coesistere con il diritto alla morte, soprattutto in relazione alle cure e all'accanimento terapeutico.
- La critica alla società moderna evidenzia come il dibattito sul diritto alla morte possa riflettere un approccio egoistico verso le cure per i malati terminali.
- L'eutanasia è vista come un problema etico che richiede una riflessione personale piuttosto che una soluzione legislativa, con l'importanza dell'obiezione di coscienza per i medici.
Decisione della Corte costituzionale
Recentemente la Corte costituzionale ha dichiarato che colui che aiuta a morire un ammalato grave ed inguaribile non è sempre passibile di essere punito. In questo modo è come affermare che l’eutanasia o suicidio assistito è legittimo e quindi è riconosciuto dalla legge. Ovviamente la volontà dell’interessato dovrà essere espressa con un testamento biologico redatto qualche tempo prima.
Aspetti umani e cliniche in Svizzera
Dal punto di vista umano è comprensibile che un ammalato incurabile, che davanti a sé ha solo la morte a cui giungere in mezzo ad atroci sofferenze, in un momento di totale sconforto, preferisca togliersi la vita o chiedere a qualcuno di aiutarlo a morire per trovare infine la pace. In questo senso esistono già delle apposite cliniche, in Svizzera, dove a pagamento si può decidere di andare incontro ad una “dolce morte”, con l’assistenza di personale specializzato.
Diritto alla vita e alla morte
Tuttavia, dobbiamo chiederci se accanto al diritto alla vita può coesistente anche il diritto alla morte. La mente umana è impenetrabile e chi prova che l’ammalato in coma, che ha richiesto il suicidio assistito, e quindi senza possibilità di comunicare, non abbia deciso di ritornare sulla propria decisione? E se invece, le cure fossero col tempo efficaci? Il diritto alla dolce morte, come viene anche chiamata l’eutanasia, esclude il diritto ad essere curato fino all’ultimo che non vuol dire accanimento terapeutico.
Critica alla società moderna
Ritengo molto grave che la società moderna che cerca di fare enormi passi avanti quando parla di diritto degli immigrati, di diritto dei bambini a non essere sfruttati, di pari diritti della donna si soffermi a discutere sul diritto alla morte. Il termine “diritto”, a mio parere, deve essere sempre messo in relazione con un termine positivo, con qualcosa che invece gli deve essere dato per progredire e per stare meglio. Il diritto alla morte mi fa pensare al diritto di essere eliminato perché curare un ammalato in fase terminale può essere troppo costoso per la società e quindi non solo inutile, ma anche economico. Non sarà forse che, prestandosi a praticare l’eutanasia per un loro congiunto, chi resta vuole sbarazzarsi di un peso e quindi conseguenza di un egoismo indescrivibile?
Coloro che invece sostengono l’eutanasia, lo fanno in nome della libertà di scelta che ogni individuo ha di fronte ad ogni caso della vita.
Problema etico e obiezione di coscienza
Comunque, sta di fatto che che l’eutanasia costituisce un problema etico di notevole importanza e che, a mio parere non può trovare una soluzione in una legge, bensì nella coscienza personale di ognuno, soprattutto di coloro che sono chiamati a dare al prossimo “una dolce morte”. Per questo motivo, ritengo fondamentale e corretto che anche in questo campo, come in quello dell’aborto, continui ad essere offerta ai medici almeno la possibilità dell’obiezione di coscienza.
Domande da interrogazione
- Qual è la recente decisione della Corte costituzionale riguardo all'eutanasia?
- Quali sono le considerazioni umane legate all'eutanasia?
- Come si pone il diritto alla vita in relazione al diritto alla morte?
- Qual è la posizione dell'autore riguardo al dibattito sull'eutanasia nella società moderna?
La Corte costituzionale ha stabilito che chi aiuta a morire un ammalato grave e inguaribile non è sempre punibile, riconoscendo così una forma di legittimità all'eutanasia e al suicidio assistito, a condizione che ci sia un testamento biologico.
È comprensibile che un ammalato incurabile, in preda a sofferenze atroci, possa desiderare di porre fine alla propria vita. In Svizzera, esistono cliniche specializzate dove è possibile ricevere assistenza per una "dolce morte".
Si solleva la questione se il diritto alla morte possa coesistere con il diritto alla vita, considerando che un ammalato in coma potrebbe non avere la possibilità di rivedere la propria decisione riguardo al suicidio assistito.
L'autore critica la società moderna per concentrarsi sul diritto alla morte, suggerendo che questo possa riflettere un egoismo e una volontà di sbarazzarsi di un peso, piuttosto che promuovere diritti positivi e costruttivi.