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Concetti Chiave

  • L'immigrazione clandestina è un fenomeno complesso che non può essere ridotto a un'unica narrazione negativa, distinguendo tra clandestini e delinquenti.
  • La storia italiana è segnata da migrazioni passate, evidenziando come molti "regolari" di oggi siano stati clandestini in passato.
  • È fondamentale garantire soccorso e accoglienza umanitaria per gli immigrati, evitando pregiudizi e sfruttamento.
  • La chiusura delle frontiere e il rimpatrio dei clandestini devono essere accompagnati da misure per punire scafisti e intermediari senza scrupoli.
  • Una soluzione duratura per l'immigrazione clandestina passa per il miglioramento economico dei paesi di origine attraverso accordi internazionali.

Traccia:

Riflessioni sull'immigrazione clandestina

Il fenomeno dell’immigrazione clandestina sta dilagando in tutto l’occidente. Prova ad analizzarlo in tutti gli aspetti, senza nasconderne la complessità

Senza voler semplificare a tutti i costi, potrei però sintetizzare così i termini della questione: “per me clandestino non è uguale a delinquente, ma non per tutti i clandestini c’è un posto, quindi dobbiamo trovare soluzioni alternative”.

Storia e parallelismi con il passato

Anzitutto, perché clandestino non è uguale a delinquente? Ma perché tutti noi uomini siamo “clandestini” o comunque di passaggio (un breve passaggio) su questa terra. Inoltre, pur volendo restare alla distinzione giuridica tra quelli dotati di una carta legale e quelli senza, bisogna riflettere sul fatto che i “regolari” di oggi, sono stati, in passato, clandestini. Andando ancora più indietro nel tempo, la nostra stessa storia italiana è caratterizzata dalle immigrazioni delle popolazioni meridionali verso le Americhe prima e verso l'Italia del nord poi. Un secolo fa sulle carrette del mare c’erano gli italiani che cercavano di immigrare in America spesso su imbarcazioni inadeguate, vittime di armatori senza scrupoli. Quindi noi, o almeno alcuni di noi, magari non direttamente ma attraverso nonni o parenti, abbiamo vissuto o, quanto meno, siamo il frutto di queste immigrazioni. Sarebbe assurdo comportarsi duramente con chi sta facendo un’esperienza simile. Assurdo poi scaricare sulle spalle dei clandestini tutti i guai della società, poiché la cronaca ci mostra ogni giorni delinquenti di casa nostra, o anche persone insospettabili, che si macchiano di crimini orrendi.

Sfide e responsabilità dell'accoglienza

Tornando a parlare degli immigrati extracomunitari, ci tengo a dire che occorre garantire loro il soccorso durante il viaggio in mare, nel corso del quale troppe persone hanno perso la vita. Spesso gli immigrati a bordo sono costretti dagli scafisti a raggiungere la riva a nuoto e molti di essi muoiono (come molti marocchini che si azzardano a nuotare da una costa all'altra dello stretto di Gibilterra). Mappa dell'Africa e del Medio Oriente, evidenziando percorsi e sfide legati all'<strong><strong>immigrazione</strong> clandestina</strong>.Dice giustamente Don Ciotti che “le morti degli immigrati che non arrivano a destinazione, ma muoiono durante il viaggio sono morti che devono pesare sulle nostre coscienze”. Poi occorre garantire l’accoglienza e l'assistenza umanitaria, una volta che questi sbarcano sulle coste italiane. Infine bisogna evitare ogni tipo di pregiudizio. Gli immigrati non devono essere visti come facili capri espiatori. Talvolta si è scoperto che a compiere delitti di cui era stato incolpato un extracomunitario in realtà era stato un italiano. Questo, però, non può voler dire che si debbano aprire le porte a tutti. Di fatto, questo non è possibile. Sono d’accordo con il favorire la regolarizzazione di chi è in Italia da molto tempo e di chi svolge un lavoro. Anzi, a mio parere, bisogna incentivare i controlli e le assunzioni presso i luoghi di lavoro, affinché gli extracomunitari non siano sfruttati. Del resto, pare che ci siano ancora possibilità di inserimento in alcuni settori, come le industrie che cercano operai non specializzati o gli ospedali che cercano infermieri e addetti. Eppure, un problema così non può essere risolto con un “tutti dentro”, un atteggiamento buonista che alla fine farebbe il male di tutti, anche di quelli che vorrebbe aiutare. Molte persone diventerebbero infatti facili prede delle organizzazioni malavitose, in cerca di manovalanza criminale o di donne da prostituire, in quanto non potrebbero trovare tutti un posto di lavoro dignitoso.

Soluzioni e politiche internazionali

È giusto quindi che i ministri degli interni dei vari stati europei decidano di comune accordo di chiudere le frontiere, e si organizzino per rispedire in patria questi clandestini e li fermino, punendo scafisti e intermediari senza scrupoli. Del resto non siamo noi europei gli unici ad operare in questo modo. La Cina e la ricca Malaysia espellono centinaia di migliaia di lavoratori filippini e indonesiani, disposti a tutto pur di tentare la fortuna lontano dalla patria in miseria. L’unica soluzione da perseguire è, in definitiva, quella di rendere ricche le nazioni di provenienza di questi clandestini. Come mai gli immigrati in Italia provenienti dalla Grecia, dal Portogallo e da tutti i paesi dell’est europeo, tranne la Romania, sono in diminuzione in questi ultimi anni? Perché queste nazioni adesso fanno parte della Unione Europea, che ha predisposto per loro un piano di aiuti economici, che rende le economie di questi stati sempre più solide. Occorre quindi fare degli accordi internazionali, favorire le attività economiche dei paesi meno sviluppati, perché aiutando loro a progredire, estirperemo alla radice le cause di questa immigrazione.

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Domande da interrogazione

  1. Perché è importante distinguere tra clandestini e delinquenti?
  2. È fondamentale non considerare i clandestini come delinquenti, poiché tutti noi siamo "clandestini" su questa terra e molti "regolari" di oggi sono stati clandestini in passato. La storia italiana è segnata da immigrazioni simili, e sarebbe ingiusto scaricare sui clandestini i problemi della società (testo).

  3. Quali sono le responsabilità dell'accoglienza verso gli immigrati?
  4. È necessario garantire soccorso durante il viaggio in mare e fornire accoglienza e assistenza umanitaria all'arrivo. Inoltre, è importante evitare pregiudizi e non considerare gli immigrati come capri espiatori per i crimini (testo).

  5. Quali misure si possono adottare per evitare lo sfruttamento degli immigrati?
  6. Si dovrebbe incentivare la regolarizzazione di chi è in Italia da tempo e favorire controlli e assunzioni nei luoghi di lavoro, per prevenire lo sfruttamento degli extracomunitari e garantire loro opportunità di lavoro dignitose (testo).

  7. Qual è la posizione dell'autore riguardo alla chiusura delle frontiere?
  8. L'autore sostiene che sia giusto che i ministri degli interni europei decidano di chiudere le frontiere e rispedire i clandestini nei loro paesi, punendo scafisti e intermediari, per affrontare il problema in modo efficace (testo).

  9. Qual è la soluzione a lungo termine per il fenomeno dell'immigrazione?
  10. La soluzione consiste nel rendere ricche le nazioni di provenienza degli immigrati, attraverso accordi internazionali e aiuti economici, per estirpare le cause profonde dell'immigrazione e migliorare le condizioni di vita nei paesi meno sviluppati (testo).

Domande e risposte

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