Concetti Chiave
- Il Rinascimento ha sviluppato un nuovo atteggiamento verso la natura, ma mancava di un metodo scientifico organizzato per la ricerca.
- Nel XVII secolo, pensatori come Bacon, Galileo e Descartes hanno fissato le basi per un metodo scientifico attraverso osservazione, esperimento e rigore matematico.
- Newton attribuì i suoi successi scientifici a Keplero, Galileo e Descartes, evidenziando l'importanza della matematica nella scienza e nella tecnica.
- Keplero formulò leggi matematiche sul moto dei pianeti, tra cui l'ellitticità delle orbite, che furono validate dalle osservazioni empiriche.
- Galileo perfezionò il metodo induttivo-matematico di Keplero, trasformandolo in un approccio sperimentale-matematico più rigoroso.
Il rinascimento e la ricerca scientifica
Nei secoli precedenti, il Rinascimento aveva elaborato un atteggiamento nuovo nei confronti della natura ed aveva sostento la ricerca dell’uomo finalizzata a scoprire i segreti naturali. Tuttavia non aveva fornito indicazioni precise ed organizzate su come tale ricerca avrebbe dovuto essere condotta. Si trattava quindi di ricercare un appropriato metodo scientifico.
Pensatori del XVII secolo
Nella prima metà del XVII secolo diversi pensatori focalizzarono le loro forze per trovare un metodo e questi sforzi produssero uno sviluppo notevole della scienza. Questi pensatori erano:
• Bacon che fissò le regole della ricerca scientifica, alla cui base pone l’osservazione e l’ esperimento
• Galileo che applicò alla scienza il metodo matematico ed aprendo così nuove possibilità alla ricerca scientifica con l’invenzione del telescopio e con le sue osservazione del pendolo
• Descartes che stabilì le regole da seguire in ogni campo del pensiero umano, rifiutando così ogni verità che non potesse essere dimostrata o che non fosse evidente
Contributi di Keplero e Galileo
Alla fine del secolo, Newton, parlando di sé, affermò che se aveva potuto vedere più lontano degli altri è perché era salito sulle spalle dei giganti. E questi giganti non erano gli antichi pensatori come Aristotele, bensì Keplero, Galileo e Descartes. L’opera di questi geni non deve essere staccata dalla cultura precedente:ì, data l’importanza crescente attribuita a quel tempo alla matematica: concezione neoplatonica di Cusano e applicazione della matematica alle tecniche, alle arti, alla navigazione e all’artiglieria. Veramente dell’applicazione della matematica alla meccanica alla tecnica in genere, se ne era già occupato Archimede, tuttavia nel XVII secolo si arrivò a scoprire in modo induttivo (un procedimento che partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale) le formule matematiche che regolavano i fenomeni naturali. Il primo passo fu compiuto da Keplero che enunciò, dopo ricerche empiriche, le leggi matematiche del moto dei pianeti che portano il suo nome: le orbite dei pianeti sono ellittiche, il sole occupa uno dei due fuochi di tali ellittiche, il segmento di retta che congiunge sole e pianeta percorre aree uguali in tempi uguali. Tutti i dati dell’osservazione coincidevano quasi perfettamente con questo formule, ma Keplero andò oltre. Infatti, dopo dieci anni riuscì a scoprire una terza legge: i quadrati dei tempi di rivoluzione stanno fra di loro come i cubi delle distanze medie dal sole. Il metodo di Keplero, che possiamo definire induttivo-matematico, fu perfezionato da Galileo Galilei che lo trasformò in sperimentale-matematico.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il contributo principale di Bacon alla ricerca scientifica nel XVII secolo?
- In che modo Galileo ha influenzato la scienza con il suo approccio?
- Qual è il significato della frase di Newton riguardo ai "giganti" della scienza?
- Quali sono le leggi matematiche enunciate da Keplero e il loro impatto sulla scienza?
Bacon ha fissato le regole della ricerca scientifica, ponendo l'osservazione e l'esperimento come fondamenta del metodo scientifico.
Galileo ha applicato il metodo matematico alla scienza, aprendo nuove possibilità di ricerca grazie all'invenzione del telescopio e alle sue osservazioni, come quelle del pendolo.
Newton si riferiva a Keplero, Galileo e Descartes come ai "giganti" su cui si è basato per le sue scoperte, sottolineando l'importanza della loro opera nella cultura scientifica precedente.
Keplero ha enunciato le leggi del moto dei pianeti, dimostrando che le orbite sono ellittiche e stabilendo relazioni tra i tempi di rivoluzione e le distanze dal sole, contribuendo così a un metodo induttivo-matematico che ha influenzato la scienza successiva.