Concetti Chiave
- La fabbrica ha introdotto una divisione del lavoro, aumentando notevolmente la produttività attraverso operazioni semplici eseguite da diversi operai.
- Nel sistema di fabbrica, l'operaio è subordinato alla macchina, riducendo la sua professionalità a controllare il flusso di lavoro e rifornire i macchinari.
- La teoria di Smith sulla divisione del lavoro si basa sulla scomposizione delle operazioni e sulla separazione tra conoscenze tecniche e lavoro manuale.
- Karl Marx ha criticato la meccanizzazione del lavoro, descrivendola come una forma di servitù che riduce l'uomo a semplice strumento della macchina.
- La divisione del lavoro ha separato le abilità pratiche delle competenze di ideazione, trasformando l'artigiano in un esecutore di operazioni ripetitive.
Con la fabbrica venne introdotta una nuova organizzazione delle mansioni: il lavoro necessario a realizzare un singolo prodotto era suddiviso in una serie di operazioni semplici, compiute in successione ed eseguite da operai diversi; solo la somma totale delle mansioni svolte dai singoli lavoratori permetteva di realizzare il prodotto finito. La divisione del lavoro garantiva un aumento notevole della produttività, vale a dire del rapporto tra la quantità di beni prodotti e le ore di lavoro necessarie per produrli: un lavoro è considerato più produttivo di un altro se il tempo impiegato per produrre la stessa quantità di beni, dello stesso tipo e qualità, è inferiore.
Ruolo dell'operaio
Nel sistema di fabbrica l'operaio è asservito al "grande automa", che scandisce i tempi e il ritmo della produzione; la sua professionalità di riduce al controllo del flusso di lavoro e a intervenire per rifornire la macchina. Gran parte della forza lavoro era svolta da donne, i macchinari erano azionati dalla forza a vapore e nelle filande lavoravano anche i sorveglianti, che controllavano che gli operai svolgessero il proprio lavoro con velocità e precisione, senza interruzioni.
Teoria di Smith
La divisione del lavoro che Smith teorizzò è il risultato dell'analisi scientifica applicata al modo di lavorare e di produrre. Essa si basa su due principi fondamentali: la scomposizione dei passaggi necessari a costruire un oggetto in operazioni elementari, facili da eseguire e da apprendere, e la separazione tra le conoscenze tecniche e teoriche, affidate a tecnici e ingegneri, e il lavoro manuale, affidato a "esecutori materiali", ossia agli operai.
Critica di Marx
L'introduzione delle macchine automatizzate e la divisione del lavoro, esaltate da Andrew Ure, furono denunciate da Karl Marx, il filosofo ed economista tedesco che analizzò nel Capitale la società industriale, come una nuova forma di servitù o schiavitù dell'operaio ai ritmi delle macchine. Marx sostenne che, mentre nella società preindustriale l'uomo era padrone degli strumenti con i quali controllava e aumentava la capacità del suo lavoro, nella società industriale la meccanizzazione riduce l'uomo a semplice strumento della macchina. Inoltre, mentre nell'età preindustriale l'artigiano riuniva nelle sue competenze professionali sia la capacità di ideare e progettare gli oggetti che produceva, sia le abilità pratiche per produrli, nell'età dell'industria le abilità pratiche sono ridotte a semplici operazioni ripetitive per le quali è sufficiente addestrare un operaio senza professionalità, mentre quelle di ideazione e progettazione diventano un lavoro autonomo e separato dalla produzione vera e propria.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della divisione del lavoro nella produzione industriale?
- Qual è il ruolo dell'operaio nel sistema di fabbrica?
- Quali sono i principi fondamentali della teoria di Smith sulla divisione del lavoro?
- Come critica Marx la meccanizzazione e la divisione del lavoro?
La divisione del lavoro aumenta notevolmente la produttività, poiché suddivide il lavoro necessario per realizzare un prodotto in operazioni semplici eseguite da operai diversi, migliorando il rapporto tra beni prodotti e ore di lavoro (testo).
Nell'ambito della fabbrica, l'operaio è subordinato al "grande automa", limitandosi a controllare il flusso di lavoro e a rifornire le macchine, con gran parte della forza lavoro composta da donne e sorveglianti che monitorano la velocità e la precisione del lavoro (testo).
La teoria di Smith si basa sulla scomposizione delle operazioni necessarie per costruire un oggetto in passaggi elementari e sulla separazione tra conoscenze tecniche, affidate a tecnici, e lavoro manuale, svolto da operai (testo).
Marx denuncia la meccanizzazione come una forma di servitù dell'operaio, riducendo l'uomo a strumento della macchina e separando le competenze di ideazione e progettazione dal lavoro manuale, che diventa ripetitivo e privo di professionalità (testo).