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Concetti Chiave

  • I primi contatti tra Giappone ed Europa risalgono al XVI secolo, con l'arrivo dei Portoghesi che si inserirono nel commercio tra Cina e Giappone.
  • Nel XVII secolo, la diffusione del cristianesimo in Giappone fu osteggiata dai signori locali, portando a severe persecuzioni e divieti, come l'editto del 1614.
  • Nel 1638, il Giappone chiuse definitivamente le sue porte all'ingerenza straniera, bandendo Portoghesi e Spagnoli e vietando ai Giapponesi di lasciare il paese.
  • Durante il lungo periodo di isolamento, il Giappone visse una pace interna, favorendo cambiamenti economico-sociali significativi, inclusa la nascita di manifatture contadine.
  • L'unico contatto con l'Occidente fu attraverso l'isolotto olandese di Deshima, mantenendo così limitati scambi culturali e commerciali.

Quali sono stati i primi contatti tra Giappone ed Europa?

Nel XVI secolo avvennero i primi contatti tra la popolazione giapponese e gli Europei, soprattutto con i Portoghesi (1545), che ottennero l'accesso nei mari della Cina per il commercio delle spezie e si inserirono negli scambi tra Cina e Giappone.

Persecuzioni e chiusura del Giappone

Ma la penetrazione europea e, soprattutto cristiana, nel XVII secolo iniziò a essere fortemente osteggiata dai signori che temevano che i Giapponesi convertiti al cristianesimo fossero più fedeli ai sacerdoti che a loro e che, in un'eventuale invasione del paese, potessero appoggiare le truppe straniere. Vi furono quindi drammatiche persecuzioni e vennero emanati diversi editti che proibivano il cristianesimo. Importante quello del 1614 che accusava gli stranieri di "mirare a diffondere una leggenda malvagia così da poter cambiare il governo del paese e ottenere il possesso della terra", e intimava loro di lasciare il Giappone, ingiungendo l'abiura ai convertiti giapponesi.

Isolamento e cambiamenti interni

Nel 1638 fu definitivamente preclusa l'ingerenza straniera in Giappone: venne posto fine a ogni rapporto con i Portoghesi e navi e commercianti spagnoli vennero banditi dalle coste. Fu stabilito inoltre che nessun Giapponese dovesse lasciare il paese, e chi avesse disobbedito e fosse ritornato, sarebbe stato giustiziato. L'unico elemento di contatto con il mondo occidentale rimaneva la concessione olandesi di Deshima, un isolotto nel porto di Nagasaki. Per più di due secoli il Giappone rimase isolato in una situazione di pace indisturbata in cui quindi imperatori e altrettanti shogun si succedettero. In questo lungo periodo si realizzarono importanti cambiamenti nei rapporti economico-sociali tra le classi che permisero la nascita di manifatture all'interno delle comunità contadine e l'affermazione di una classe mercantile.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono i primi contatti tra Giappone ed Europa?
  2. I primi contatti tra la popolazione giapponese e gli Europei avvennero nel XVI secolo, principalmente con i Portoghesi nel 1545, che si inserirono negli scambi commerciali tra Cina e Giappone.

  3. Quali furono le conseguenze della diffusione del cristianesimo in Giappone?
  4. Nel XVII secolo, la diffusione del cristianesimo portò a persecuzioni da parte dei signori giapponesi, preoccupati che i convertiti fossero più fedeli ai sacerdoti che a loro. Questo culminò in editti che proibivano il cristianesimo, come quello del 1614.

  5. Come si manifestò l'isolamento del Giappone nel XVII secolo?
  6. Nel 1638, il Giappone chiuse definitivamente le sue porte all'ingerenza straniera, bandendo i Portoghesi e gli spagnoli e vietando ai Giapponesi di lasciare il paese, mantenendo solo un contatto limitato con gli Olandesi a Deshima.

Domande e risposte

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