Concetti Chiave
- Nel 1791, lo Stato francese crea un fondo di investimento, trasformando beni in assegnati, un prodotto finanziario frazionato e venduto ai cittadini.
- Il grande successo degli assegnati porta lo Stato a emettere più valore di quello reale dei beni, causando una crisi di fiducia tra i cittadini.
- I cittadini, delusi dal valore degli assegnati, smettono di acquistarli, costringendo lo Stato a imporre il corso forzoso per mantenere la liquidità.
- La divisione della Francia in dipartimenti avviene dopo l'emissione degli assegnati e la confisca dei beni ecclesiastici, ristrutturando il territorio.
- Il sistema degli assegnati rappresenta un tentativo dello Stato di affrontare le difficoltà finanziarie, ma si traduce in problemi di fiducia e instabilità economica.
L'inizio degli assegnati
Lo Stato francese decide nel 1791 di costituire quello che oggi potrebbe essere definito un fondo di investimento, come i buoni postali, in cui mette insieme tutti i beni, ne stima il valore e invece di vendere il singolo bene decide di dividere il valore di tale bene in tanti pezzi di carta, chiamati assegnati, ognuno con un determinato valore. Il bene viene quindi frazionato e trasformato in un prodotto finanziario, che i cittadini potevano acquistare privatamente: lo stato, visti i gravi problemi di bilancio, propone al cittadino di acquistare parte di un bene e il maggiore vantaggio è dato dal fatto che lo stato incamera immediatamente tali soldi, mentre i cittadini, trascorso un periodo di tempo, potevano chiedere di riavere i soldi investiti con un piccolo interesse oppure potevano acquistare un bene dal valore corrispondente.
Problemi con gli assegnati
I cittadini accorrono in massa ad acquistare gli assegnati, fidandosi dello Stato ma, visto il grande successo di tale mezzo finanziario, lo Stato inizia ad emettere assegnati per un valore superiore a quello dei beni incamerati e quando i cittadini, come i contadini che avevano investito i pochi risparmi accumulati in tale prodotto, si rendono conto che il valore degli assegnati non è quello scritto sul pezzo di carta, decidono di non chiedere più tale prodotto finanziario, ma di conseguenza lo Stato, che aveva incamerato una gran quantità di liquidità, per non perdere i vantaggi degli assegnati, impone il corso forzo, vale a dire decide di pagare i fornitori dei beni statali non più con i contanti ma con gli assegnati, sempre con un emissione di carta moneta non coperta.
Divisione in dipartimenti
In seguito l’assemblea decide di dividere lo stato francese in dipartimenti, paragonabili alle province italiane e ancora esistenti in Francia: i dipartimenti sono quindi una sistemazione del territorio in seguito all’emissione degli assegnati e alla confisca dei beni ecclesiastici.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'innovazione finanziaria introdotta dallo Stato francese nel 1791?
- Quali problemi sono emersi con l'emissione degli assegnati?
- Come ha reagito lo Stato alla crisi di fiducia nei confronti degli assegnati?
Nel 1791, lo Stato francese ha creato un fondo di investimento, emettendo assegnati, ovvero pezzi di carta che rappresentano frazioni del valore di beni statali, permettendo ai cittadini di investire e ottenere un ritorno economico (testo).
Lo Stato ha emesso assegnati per un valore superiore ai beni reali, portando a una perdita di fiducia da parte dei cittadini, che hanno smesso di acquistare gli assegnati quando hanno realizzato che il loro valore era gonfiato (testo).
Per mantenere il valore degli assegnati, lo Stato ha imposto il corso forzoso, pagando i fornitori con assegnati anziché contante, continuando così a emettere carta moneta non coperta (testo).