Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Nel 1866, l'Italia si allea con la Prussia per combattere l'Austria, rifiutando la proposta austriaca di cedere il Veneto in cambio della ritirata italiana dall'alleanza.
  • Nonostante un esercito di 20.000 soldati e volenterosi comandati da Garibaldi, l'Italia subisce pesanti sconfitte a Custoza e Lissa.
  • Garibaldi ottiene una vittoria a Bezzecca, permettendo all'Italia di acquisire il Veneto e Mantova con l'intermediazione di Napoleone III.
  • La questione romana rimane complessa, con Garibaldi che tenta spedizioni illegali su Roma, ma viene fermato dall'esercito italiano e da forze francesi.
  • Nel 1870, l'occupazione di Roma da parte dell'Italia è confermata da un plebiscito, nonostante la dura reazione del pontefice e la scomunica contro l'annessione.

Accordi e conflitti del 1866

Nel 1866 il governo di Alfonso Lamarmora si accorda con il governo prussiano per una guerra contro l'Austria. Per evitare i due fronti l'Austria propone di concedere il Veneto purché l'Italia si ritiri dall'Alleanza ma il governo italiano rifiuta la proposta. L'Italia schiera un esercito di 20.000 soldati più un corpo di volontari comandati da Garibaldi di fronte a un esercito austriaco inferiore di numero. Nonostante questo la guerra viene condotta male e l'esercito viene sconfitto a Custoza e la flotta a Lissa.

Garibaldi e la questione romana

Solo Garibaldi riesce a vincere con il suo esercito di volontari a Bezzecca aprendosi la strada verso Trento. L'Austria cede il Veneto e Mantova all'Italia sotto la mediazione di Napoleone III. Rimane il problema dello Stato Pontificio e la Destra non vuole compiere azioni di forza per scatenare le reazioni delle grandi potenze correndo il rischio di mettere in pericolo lo Stato italiano. Garibaldi organizza una spedizione per marciare su Roma del tutto illegale e infatti l'esercito italiano cerca di fermare Garibaldi ad Aspromonte con uno scontro a fuoco. Il secondo tentativo viene bloccato a Mentana da una spedizione francese.

Morte di Mazzini e annessione di Roma

Nel 1872 muore Giuseppe Mazzini e il governo italiano non si pone nemmeno il problema di pronunciare una parola in suo onore.

La reazione del pontefice è durissima, perché lancia una Scomunica Maggiore a coloro che hanno usurpato le terre che appartenevano allo Stato Pontificio. Lo Stato Italiano approfitta di una crisi che sta coinvolgendo la Francia e entra con l'esercito nello Stato Pontificio e occupa Roma e al pontefice viene riconosciuta una piccola area di Roma (Vaticano).

Nel 1870 l'annessione di Roma e del Lazio è sancita da un plebiscito.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Garibaldi nella guerra del 1866 e nella questione romana?
  2. Garibaldi ha guidato un esercito di volontari, ottenendo una vittoria a Bezzecca e aprendo la strada verso Trento. Tuttavia, il suo tentativo di marciare su Roma fu bloccato dall'esercito italiano e da una spedizione francese, evidenziando le tensioni interne e le reazioni delle potenze europee.

  3. Come si è conclusa la guerra del 1866 tra Italia e Austria?
  4. Nonostante le iniziali difficoltà, l'Austria cedette il Veneto e Mantova all'Italia grazie alla mediazione di Napoleone III, ma la guerra fu caratterizzata da sconfitte italiane significative, come quelle a Custoza e Lissa.

  5. Qual è stata la reazione del governo italiano alla morte di Giuseppe Mazzini nel 1872?
  6. Il governo italiano non ha ritenuto opportuno commemorare Mazzini, la cui morte ha suscitato una reazione durissima da parte del pontefice, che ha lanciato una Scomunica Maggiore contro coloro che avevano usurpato le terre dello Stato Pontificio.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community