Concetti Chiave
- L'ideologia borghese del XIX secolo promuoveva valori liberali e l'iniziativa privata, opponendosi alle aristocrazie e ai ceti popolari considerati minacce alla stabilità sociale.
- La rivoluzione industriale ha creato una grande borghesia capitalistica ma ha anche prodotto masse di lavoratori con salari insufficienti, evidenziando la rottura dell'equilibrio tra capitale e lavoro.
- Saint Simon ha introdotto il concetto di industrialismo, sostenendo che il potere politico dovesse essere assegnato a dirigenti industriali, in quanto le competenze tecnico-scientifiche erano fondamentali per il progresso.
- Carlo Fourier si opponeva all'accentramento del potere e proponeva piccole società autonome, i "falansteri", dove i lavoratori avrebbero potuto unirsi per una produzione decentralizzata.
- Pietro Proudhon sosteneva che "la proprietà è un furto" se genera reddito senza lavoro, proponendo un'economia incentrata sul lavoro come unico valore per garantire beni essenziali a tutti.
Ideologia borghese e patria
- Ideologia borghese: ideologia liberale, che valorizzava l'iniziativa privata e le libertà individiali e avversava ugualmente le vecchie aristocrazie e i ceti popolari che sembravano minacciare la società nelle sue fondamenta.
- L'idea di patria: aveva acceso tanti entusiasmi, ma si impone il problema di tutti quei ceti che per la loro collocazione socio - economica del tutto subalterna, nella patria dei romantici non possono certo riconoscersi.
Rivoluzione industriale e squilibri?
- La rivoluzione industriale: se per un verso ha dato vita alla grande borghesia capitalistica, per l'altro ha favorito la formazione di larghe masse di lavoratori industriali, che vivono di un salario che non garantisce neanche il minimo vitale.
- Rottura del tradizionale equilibrio tra capitale e lavoro.
Teorie di Saint Simon
- Saint Simon: industrialismo. Fu il primo teorico che cercò di giustificare il potere politico in relazione alla realtà del proprio tempo. Il problema per lui centrale è l'industrialismo, infatti per lui vi è una capacità di intervenire sulla natura e di cambiarla a proprio favore, e quindi chiunque lavori al suo interno, a questo processo, deve essere remunerato, e quindi l'amministrazione del potere politico deve essere dato ai dirigenti industriali, e quindi la gerarchia si basa su competenze tecnico - scientifiche. Evidente che questo crea contrasti con le classi politiche che non vi lavorano.
Visione di Carlo Fourier
- Carlo Fourier: attività privata. In antitesi con il Sant - Simon, che voleva un accentramento dei poteri, mentre il Fourier pensava ad un decentramento delle forze della produzione, mediante l'adesione dei lavoratori a piccole società autonome, chiamate "falansteri", autosufficienti, capace di dare un lavoro a chi vi aderiva
Pietro Proudhon e il lavoro
- Pietro Proudhon: il diritto al lavoro. Polemizzò sia contro il liberismo che contro il socialismo. Egli affermò che "la proprietà è un furto", almeno quando questa da a chi la possiede un reddito senza lavoro, mentre è ammessa quando è solo possesso, frutto del proprio lavoro. La realizzazione della giustizia avviene oltre la religione, perché é superiore ad essa e si realizza nelle vicende dell'uomo. Proudhon giunge a proporre un'economia senza denaro, ma come unico valore il "lavoro", che deve garantire a tutti i beni necessari alla sopravvivenza. In questo modo sparirebbero capitalisti e salariati, e saremmo tutti uguali.
Augusto Blanqui e il proletariato
- Augusto Blanqui: potere al proletariato. Senza una lotta non c'è soluzione al problema proletariato, che deve prendere il potere con la forza.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'ideologia borghese nella società secondo il testo?
- Quali sono le conseguenze della rivoluzione industriale sul lavoro?
- Come si differenziano le visioni di Saint Simon e Carlo Fourier riguardo all'organizzazione del lavoro?
- Qual è la proposta di Pietro Proudhon riguardo al lavoro e alla proprietà?
L'ideologia borghese è descritta come un'ideologia liberale che valorizza l'iniziativa privata e le libertà individuali, opponendosi sia alle vecchie aristocrazie che ai ceti popolari, considerati una minaccia per la società (Ideologia borghese e patria).
La rivoluzione industriale ha portato alla nascita della grande borghesia capitalistica, ma ha anche creato masse di lavoratori industriali che vivono con salari insufficienti a garantire il minimo vitale, rompendo l'equilibrio tradizionale tra capitale e lavoro (Rivoluzione industriale e squilibri?).
Saint Simon propone un accentramento del potere politico nelle mani dei dirigenti industriali, basato su competenze tecnico-scientifiche, mentre Fourier sostiene un decentramento attraverso piccole società autonome, i "falansteri", dove i lavoratori possono trovare occupazione (Teorie di Saint Simon e Visione di Carlo Fourier).
Proudhon afferma che "la proprietà è un furto" se genera reddito senza lavoro, e propone un'economia basata sul "lavoro" come unico valore, garantendo a tutti i beni necessari alla sopravvivenza, eliminando così la distinzione tra capitalisti e salariati (Pietro Proudhon e il lavoro).