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Concetti Chiave

  • Nel XIX secolo si assistette all'emergere di due classi sociali distinte: la borghesia e il proletariato, con ruoli chiave nelle industrie e fabbriche.
  • La borghesia comprendeva vari gruppi, come proprietari di aziende, banchieri, professionisti e artigiani, differenziati in alta, media e piccola borghesia.
  • Il proletariato era formato da ex artigiani, contadini e immigrati, con una gerarchia salariale ben definita all'interno delle fabbriche.
  • Le prime organizzazioni sindacali iniziarono a formarsi, con congresso delle Trade unions nel 1833, portando successivamente alla creazione di sindacati nazionali.
  • Le lotte operaie miravano a ottenere salari più alti, riduzione della giornata lavorativa e diritti di associazione, contribuendo a migliorare le condizioni dei lavoratori nel tempo.

L'emergere delle classi sociali

La grande novità ottocentesca fu l'emergere di due classi sociali, la borghesia e il proletariato, che operavano nelle industrie e nelle fabbriche.

Intorno alla metà dell'Ottocento si potevano definire borghesi i proprietari di grandi aziende agrarie, i banchieri, gli imprenditori industriali, i grossi commercianti, i professionisti, i funzionari pubblici e provati, gli intellettuali, gli artigiani, i fittavoli agricoli e i negozianti. Si può utilizzare la distinzione fra alta, media e piccola borghesia allo scopo d indicare le differenze di reddito e di posizione.

La gerarchia nella fabbrica

Erano proletari l'ex artigiano, l'ex contadino o l'immigrato, donne e bambini. Nella fabbrica, questa diversa provenienza, dava luogo a una gerarchia: il salario e la stabilità occupazionale dell'operaio specializzato, del carpentiere o del tipografo erano molto maggiori di quelle del manovale comune, dell'operaia tessile senza qualifica.

Le prime organizzazioni sindacali

Nacquero le prime forme organizzative di sindacati. Si trattava di piccoli organismi, come le società di mutuo soccorso o i primi sindacati di mestiere. Le Trade unions, i sindacati di mestiere britannici, tennero il loro primo congresso nel 1833. Nella seconda metà dell'Ottocento si formarono infine organizzazioni sindacali su base nazionale.

Obiettivi delle lotte operaie

Gli obiettivi delle prime lotte operaie erano l'aumento dei salari e la riduzione della giornata lavorativa, ma anche il diritto di associazione, cioè di unirsi per interessi. Nonostante queste difficoltà, il movimento operaio ottenne nel corso dell'Ottocento importanti conquiste: il diritto di associazione, il diritto di sciopero, la riduzione della giornata lavorativa a 12 e poi a 10 ore. Quanto ai salari operai: più alti nei momenti di sviluppo, tendenti al ribasso nei momenti di crisi. La condizione operaia andò dunque migliorando.

La natura delle lotte sindacali

Le lotte del movimento sindacale e operaio ebbero questa duplice natura, economica e politica: perché la classe operaia si batteva per l'avanzamento dell'intera società. Una delle grandi rivendicazioni fu quella del diritto di voto.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali classi sociali emerse nell'Ottocento?
  2. Nell'Ottocento si distinsero principalmente due classi sociali: la borghesia, composta da proprietari di aziende, banchieri, imprenditori e professionisti, e il proletariato, formato da ex artigiani, contadini e immigrati che lavoravano nelle fabbriche.

  3. Quali erano gli obiettivi delle prime lotte operaie?
  4. Le prime lotte operaie miravano all'aumento dei salari, alla riduzione della giornata lavorativa e al diritto di associazione, ottenendo importanti conquiste come il diritto di sciopero e la diminuzione delle ore lavorative.

  5. Qual era la natura delle lotte sindacali e operaie?
  6. Le lotte del movimento sindacale e operaio avevano una duplice natura, economica e politica, poiché la classe operaia si batteva non solo per i propri diritti, ma anche per l'avanzamento dell'intera società, inclusa la rivendicazione del diritto di voto.

Domande e risposte

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