Concetti Chiave
- Il nazionalismo del primo Ottocento sosteneva che un popolo libero non attaccherà un altro popolo, contrastando guerre religiose e conflitti per il potere.
- Il nazionalismo democratico, influenzato da Rousseau, promuoveva l'identificazione tra soldato e cittadino, utilizzando gli eserciti per difendere la libertà contro il dispotismo.
- La guerra franco-prussiana del 1870 ha segnato un cambiamento cruciale, trasformando il nazionalismo in un movimento legato alle guerre di espansione e all'unificazione tedesca.
- Il pangermanesimo rappresenta una forma di nazionalismo aggressivo, mirante a unire i popoli di lingua tedesca, contribuendo allo scoppio della Seconda guerra mondiale.
- Il nazionalismo si evolve da un ideale di libertà a un orientamento conflittuale, influenzando profondamente la storia europea del XIX e XX secolo.
Quali sono le origini del nazionalismo?
Secondo la tradizione nazionalista del primo Ottocento, un popolo libero non attaccherà mai un altro popolo. In passato vi erano due tipi principali di guerra: quelle di religione, in nome di un determinato credo religioso e quelle volute dai sovrani (dunque di stampo temporale) per il potere, compiute con la forza delle milizie a sua disposizione.
Evoluzione del nazionalismo
Alla base del nazionalismo democratico, che si ispirava alle idee di Rousseau, vi era però l’identificazione del soldato con la figura del cittadino, per questo motivo gli eserciti erano uno strumento utile a perseguire la libertà, in modo tale da sconfiggere qualsiasi forma di dispotismo.
Una simile forma di libertà, non aveva dunque come obbiettivo l’oppressione di un altro popolo e della sua nazione, anche se l’esercito nazionale francese si era mosso in maniera aggressiva, nel 1972.
Conseguenze storiche del nazionalismo
La vera svolta nella storia del nazionalismo fu data dalla guerra franco-prussiana del 1870; tale guerra, dopo aver condotto alla fine della tirannide di Napoleone terzo e al completamento dell’unificazione tedesca, prosegui come guerra contro la Francia e il suo popolo, concludendosi poi con l’annessione dell’Alsazia e della Lorena. Da questo momento in poi il nazionalismo fu un orientamento connesso alle guerre di espansione, a discapito di altre nazioni.
La forma più nota di nazionalismo aggressivo è il pangermanesimo, desiderio della Germania di unire sotto un'unica nazione i popoli di lingua tedesca, questa ideologia sarà una delle cause dello scoppio del secondo conflitto mondiale.
Domande da interrogazione
- Qual è la visione del nazionalismo secondo la tradizione del primo Ottocento?
- Come si è evoluto il concetto di nazionalismo democratico?
- Qual è stata la conseguenza storica più significativa del nazionalismo dopo la guerra franco-prussiana?
Secondo la tradizione nazionalista del primo Ottocento, un popolo libero non attaccherà mai un altro popolo, evidenziando una distinzione tra guerre religiose e guerre per il potere volute dai sovrani.
Il nazionalismo democratico, ispirato da Rousseau, identificava il soldato con il cittadino, rendendo gli eserciti strumenti per perseguire la libertà e combattere il dispotismo, senza mirare all'oppressione di altri popoli.
La guerra franco-prussiana del 1870 segnò una svolta nel nazionalismo, collegandolo a guerre di espansione e culminando nell'annessione dell'Alsazia e della Lorena, con il pangermanesimo che divenne una causa del secondo conflitto mondiale.