Concetti Chiave
- Giolitti diventa ministro degli interni nel 1901 e rimane una figura chiave della politica italiana fino al 1914, segnando l'età giolittiana.
- Il partito socialista si divide in riformisti, favorevoli a un cambiamento graduale, e massimalisti, che chiedono una rivoluzione per una vera trasformazione sociale.
- Nella guerra di Libia del 1911, i riformisti vedono un'opportunità per la classe operaia, mentre i massimalisti la considerano una guerra a favore del capitale.
- La politica di industrializzazione di Giolitti promuove il progresso al Nord, ma suscita critiche dal Sud, dove viene accusato di favorire interessi illeciti.
- Nel 1912, Giolitti introduce il suffragio universale maschile, ampliando la partecipazione democratica in Italia.
Giolitti e la politica italiana?
Nel 1901 viene nominato ministro degli interni del governo Zanardelli da Vittorio Emmanuele II. Sarà un figura di rilievo nella politica italiana fino al 1914, questo periodo viene definito età giolittiana.
Spaccatura nel partito socialista
Avviene una spaccatura all'interno del partito socialista:
-Riformisti: che sostengono che la società dovesse cambiare lentamente, non forzandola.
-Massimalisti: che sostengono che la società sarebbe cambiata solo grazie ad un avvenimento importante e sconvolgente come la rivoluzione.
Guerra di Libia e opinioni socialiste
Giolitti cerca e ottiene l'appoggio dei riformisti. Questa spaccatura è evidente anche nella guerra di Libia (1911). L'Italia riesce ad ottenere questo territorio con molta fatica. Il partito socialista italiano presenta due opinioni diverse riguardo a questa guerra :
-I riformisti ritengono che questa sia una buona occasione e una risorsa per la classe operaia.
-I massimalisti sono contrari perché vedevano questa guerra solo come una guerra del capitale.
Industrializzazione e critiche al Sud
La politica di Giolitti inoltre prevede un'industrializzazione e modernizzazione della Nazione che però è avvenuta soprattutto al Nord, dando anche alcuni diritti agli operai (ad esempio il diritto di sciopero). Questo fatto gli comporterà delle pesanti critiche dal Sud (ad esempio Salvemidi gli attribuirà il titolo di “ministro della malavita”.
Suffragio universale maschile
Nel 1912 promulga una nuova legge universale che prevede il suffragio universale maschile.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Giolitti nella politica italiana durante l'età giolittiana?
- Quali sono le due correnti principali all'interno del partito socialista e come si differenziano?
- Quali sono le critiche mosse a Giolitti riguardo all'industrializzazione e alla sua politica verso il Sud?
Giolitti, nominato ministro degli interni nel 1901, diventa una figura di rilievo nella politica italiana fino al 1914, segnando un periodo noto come età giolittiana.
All'interno del partito socialista si verificano due correnti: i riformisti, che sostengono un cambiamento graduale della società, e i massimalisti, che credono che solo un evento sconvolgente come una rivoluzione possa portare al cambiamento.
Giolitti promuove l'industrializzazione, principalmente al Nord, ma riceve pesanti critiche dal Sud, dove viene accusato di favorire interessi poco chiari, come evidenziato dal soprannome "ministro della malavita" attribuitogli da Salvemidi.