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Concetti Chiave

  • Anna Frank, adolescente ebrea di Amsterdam, scrisse un diario durante il nascondiglio per sfuggire alla persecuzione nazista, offrendo una prospettiva unica sugli orrori della guerra.
  • La giovane morì in un campo di concentramento, ma il suo diario, scoperto da Miep Gies, divenne un documento storico di grande rilevanza pubblicato nel 1947.
  • Traudl Junge, segretaria personale di Adolf Hitler, visse in prima persona gli eventi che portarono alla fine del Terzo Reich, ma per anni evitò di raccontare la sua esperienza.
  • Il suo rapporto con Hitler era caratterizzato da un'affettuosità quasi paterna, ma questa umanità è offuscata dalle atrocità commesse dal regime nazista.
  • Dopo decenni di silenzio, Junge iniziò a raccontare la sua storia solo grazie all'insistenza della giornalista Melissa Müller, pubblicando le sue memorie prima della sua morte nel 2002.

La tragedia di Anna Frank

Come si può non citare anche una delle storie più drammatiche e commoventi del secolo scorso, raccontata da una bambina costretta a vivere suo malgrado una tragedia molto più grande di lei, questa bambina Anna Frank, viveva ad Amsterdam, era un’adolescente come tante altre prese con la vita e le problematiche della sua età quando nell’estate del 1942 si ritrova protagonista e vittima di una delle macchine più oscure della seconda guerra mondiale, la persecuzione contro gli ebrei; e forse è proprio questo l’aspetto che più colpisce del suo diario,che scrive durante i giorni in cui deve nascondersi per fuggire alle deportazioni dei nazisti in Germania, in effetti esso ci offre un crudo scenario delle assurdità della guerra e dei suoi orrori visti attraverso gli occhi innocenti di una ragazzina di 13 anni, per questo è ancora oggi molto attuale,universale e sconvolgente. Purtroppo Anna Frank morì come milioni di altri ebrei in un campo di concentramento ed il suo diario venne fortunatamente ritrovato, nell’alloggio segreto al 263 di Prinsengracht, da un’amica di famiglia Miep Gies morta l’11 gennaio 2010 all’età di 100 anni, fu lei poi a consegnarlo all’unico superstite della famiglia Frank, Otto Frank, che ne curerà poi la pubblicazione nel 1947.

Il diario di Traudl Junge

E nello stesso anno in cui Anna Frank dovette affrontare questa terribile calamità, entra in gioco il diario di un’altra importante protagonista degli enigmi della seconda guerra mondiale, il cui solo fatto di diventare la segretaria di uno dei più grandi assassini della storia, segnerà per sempre la sua vita, facendo però di lei una testimone privilegiata della tragiche fine del Terzo Reich. Stiamo parlando di Traudl Junge, che dalla fine del 1942 al 30 Aprile del 1945, lavorò come segretaria personale di Adolf Hitler, il quale poco prima di suicidarsi, le dettò anche il suo testamento privato e politico; per ben cinquant’anni la Junge si rifiutò di pubblicare le sue memorie e preferì tacere sulla sua vita, sui suoi turbamenti e sul suo disagio interiore; in effetti portare un simile fardello non deve essere stato molto facile per lei, soprattutto dopo aver scoperto gli orrendi piani e crimini compiuti dalla dittatura nazista di Hitler. Su questo la Junge si definì una >, come pure molti tedeschi, per essersi fatta coinvolgere, senza riflettere con la propria testa; ma l’errore che più pesa sulla sua coscienza è quello di aver vissuto, fin da quando è stata assunta, in una specie di campana di vetro poiché se avesse voluto, avrebbe potuto accorgersi in qualsiasi momento che lavorava per una dittatura criminale, anche perché il male era dappertutto intorno a lei, ma purtroppo non si fece mai domande.

La vita di Traudl Junge

Ma come riuscì la Junge a lavorare così a stretto contatto con il Fürer, scoprendo gli aspetti più bizzarri e sconvolgenti della sua personalità e di tante altre figure vicine a lui? Ebbene lei non lo divenne perché era una nazionalsocialista, ma come disse lei stessa, >; Traudl a quell’epoca era una semplice ragazza di appena 22 anni, quando lasciò la sua casa di Monaco, per trasferirsi a Berlino nella speranza di diventare una ballerina, proprio come la sorella minore Inge; ma Traudl dovette fare i conti con la realtà, la guerra era già scoppiata ormai da 3 anni e i soldi non bastano per mantenere i suoi studi all’Accademia Di Danza, perciò è costretta a rinunciare ai suoi sogni per fare ciò che era più importante per lo Stato in quel periodo. Così Traudl accetta il lavoro di stenografa in una piccola azienda. Intanto la sorella Inge, parla della situazione di Traudl con una sua collega imparentata con Albert Bormann, fratello e acerrimo nemico del Reichsleiter ( “capo del Reich” ) Martin Bormann, ed è così che alla fine Traudl venne chiamata al quartier generale per seguire alcuni corsi obbligatori di stenografia e dattilografia, dopodiché dopo un lungo viaggio seppur piacevole sul “treno speciale” del Fürer, arrivarono alla Tana Del Lupo, il bunker, per incontrare Hitler di persona.

L'incontro con Hitler

Come disse la stessa Junge, fino ad allora lei l’aveva visto solo ai cinegiornali o in alcune manifestazioni pubbliche e se lo immaginava con il suo tipico comportamento militare e carismatico che coinvolgeva le folle, e invece vide avvicinarsi un semplice gentiluomo attempato che parlava a voce bassa e amichevole; dopodiché Traudl si sottopose ad una prova di dettatura con il Fürer, che alla fine si rivelò per lei un’esperienza straordinaria, un’avventura incredibile, poiché qualunque cosa si possa pensare di lui adesso, all’epoca era ritenuto un grande uomo, un modello a tutti gli effetti da seguire e da imitare. Anche il rapporto tra la stessa Junge e Hitler, non era il solito rapporto freddo e distaccato, ma anzi del tutto il contrario, era un rapporto quasi paterno, premuroso e lo si vede dal fatto che la chiamasse affettuosamente “kind”, ovvero bambina, oppure dal fatto che a volte le raccontasse le sue questioni private, a volte anche molto personali. Ma tutte le sue abitudini curiose e simpatiche in un certo senso, oggi appaiono totalmente insignificanti perché anche il suo lato umano rimarrà sempre offuscato dalle atrocità di cui si è macchiato. Subito dopo la morte di Hitler, Traudl riuscì a fuggire da Berlino e dai russi, ma mentre cercava di tornare in Baviera fu messa agli arresti dagli americani, che la rinchiusero per tre settimane nel castello di Starnberg.

Il racconto di Traudl Junge

Nessuno però parve interessarsi alla sua storia e fu rilasciata, così nel 1946 riuscì finalmente a tornare a casa. Solo grazie alle tante interviste e alle tante richieste da parte della giornalista e scrittrice Melissa Müller, che la Junge si convinse a raccontare pubblicamente la sua incredibile storia. E subito dopo la pubblicazione del suo libro, delle sue memorie, il 10 Febbraio del 2002 Traudl Junge morì di cancro in un ospedale di Monaco, e poco prima di morire in una conversazione telefonica con la Müller disse:>.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del diario di Anna Frank nella memoria storica della Seconda Guerra Mondiale?
  2. Il diario di Anna Frank offre uno sguardo crudo e innocente sugli orrori della guerra e della persecuzione degli ebrei, rendendolo un'opera universale e attuale, nonostante la tragica fine della giovane autrice.

  3. Chi era Traudl Junge e quale ruolo ha avuto durante la Seconda Guerra Mondiale?
  4. Traudl Junge era la segretaria personale di Adolf Hitler dal 1942 fino alla sua morte nel 1945, diventando una testimone privilegiata degli eventi che segnarono la fine del Terzo Reich.

  5. Perché Traudl Junge ha scelto di non pubblicare le sue memorie per cinquant'anni?
  6. Junge si rifiutò di pubblicare le sue memorie per decenni, preferendo tacere sui suoi turbamenti e sul disagio interiore legato al suo lavoro per una dittatura criminale.

  7. Come avvenne l'incontro tra Traudl Junge e Adolf Hitler?
  8. Traudl Junge incontrò Hitler dopo essere stata chiamata al quartier generale, dove si sottopose a una prova di dettatura, scoprendo un lato umano del Führer che contrastava con le atrocità del suo regime.

  9. Qual è stata la sorte di Traudl Junge dopo la morte di Hitler?
  10. Dopo la morte di Hitler, Traudl Junge fuggì da Berlino, fu arrestata dagli americani e, una volta rilasciata, tornò a casa nel 1946, raccontando la sua storia solo anni dopo grazie all'insistenza della giornalista Melissa Müller.

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