Concetti Chiave
- Catilina progettò un'insurrezione armata per ottenere il potere, mirando all'eliminazione di Cicerone e all'occupazione di Roma con un esercito di strati sociali umili.
- Cicerone rivelò l'esistenza della congiura al Senato il 21 ottobre del 63 a.C. con l'orazione nota come Prima Catilinaria.
- Dopo la scoperta della congiura, Catilina fuggì a Fiesole, mentre i suoi congiurati rimanenti a Roma tentarono un'azione armata il 17 dicembre.
- I congiurati catturati a Roma furono condannati a morte senza diritto di appello, contravvenendo a una regola fondamentale della Costituzione repubblicana.
- Catilina morì nella battaglia di Pistoia nel gennaio del 62 a.C., affrontando coraggiosamente l'esercito consolare insieme ai suoi seguaci.
Il piano di Catilina
Disperando ormai di poter giungere al potere legalmente, Catilina cominciò a pensare a un’insurrezione armata. Oltre all’eliminazione di Cicerone, il suo progetto prevedeva una serie di azioni terroristiche e la successiva occupazione di Roma per mano di un esercito formato da persone facenti parte degli strati più umili della società romana (sottoproletariato urbano, braccianti stagionali, artigiani e persino schiavi).
La scoperta della congiura
Successivamente Cicerone venne a conoscenza della congiura odita da Catilina e nella seduta del 21 ottobre del 63 a.C ne svelò l’esistenza in Senato, pronunciando l’orazione nota come Prima Catilinaria che esordiva con la storica frase: "Quo usque tandem, Catilina, abutersi patentia nostra? (“Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”).
La fuga e la sconfitta
L’8 novembre Catilina fu dunque costretto a lasciare la città e si rifugiò a Fiesole, dove si trovavano le sue truppe; i congiurati rimasti a Roma però non rinunciarono al progetto e decisero però di imbracciare comunque le armi il successivo 17 dicembre. Ma anche questa volta la notizia trapelò prima che i congiurati passassero all’azione ed essi furono arrestati e condannati a morte senza diritto di appello: questa procedura contraddiceva una delle regole fondamentali della Costituzione repubblicana secondo la quale contro le sentenze capitali si poteva fare appello al popolo.
Solamente Cesare, in Senato, alzò la voce per chiedere che non venisse compiuta questa gravissima illegalità e che la condanna capitale venisse commutata nella pena dell’esilio e della confisca dei beni, ma non fu ascoltato. I congiurati catturati a Roma furono quindi messi a morte e poco dopo, nel gennaio del 62 a.C, coloro che s erano rifugiati in Etruria furono sconfitti nella battaglia di Pistoia: qui morì lo stesso Catilina, da valoroso, come molti dei suoi seguaci che tennero testa sino all’ultimo all’assalto dell’esercito consolare.
Domande da interrogazione
- Qual era il piano di Catilina per ottenere il potere?
- Come venne scoperta la congiura di Catilina?
- Quali furono le conseguenze per i congiurati di Catilina?
Catilina progettava un’insurrezione armata, che prevedeva l’eliminazione di Cicerone e una serie di azioni terroristiche, con l’occupazione di Roma da parte di un esercito composto da strati umili della società romana (sottoproletariato urbano, braccianti, artigiani e schiavi).
Cicerone scoprì la congiura e, il 21 ottobre del 63 a.C., la rivelò in Senato con la sua orazione nota come Prima Catilinaria, iniziando con la celebre frase: "Quo usque tandem, Catilina, abutersi patentia nostra?".
Dopo la fuga di Catilina, i congiurati rimanenti a Roma furono arrestati e condannati a morte senza diritto di appello, contravvenendo a una regola fondamentale della Costituzione repubblicana. Cesare chiese una pena meno severa, ma non fu ascoltato, e i congiurati furono giustiziati.